Idee e innovazioni: Cosa può nascere da una semplice maniglia?

Dal tram al soccorso, un’intuizione può diventare una soluzione molto utile in determinati contesti. E l’esperienza aiuta a creare con ingegno soluzioni nuove. Come nel caso di Fulvio Rostagno, soccorritore dal 1984

Testo di: Fulvio Rostagno

Tra i tanti sforzi richiesti ai soccorritori sanitari uno tra i più gravosi è il trasporto di pazienti pesanti o molto pesanti e, quando si è di fronte ad un’emergenza critica ad un piano alto con scale non agevoli, diventa davvero faticoso. Per tutti i pazienti che non possono scendere o salire in ascensore e non necessitano di tavola spinale, l’ausilio più usato è il “telo porta feriti”  che i soccorritori conoscono molto bene.

Nonostante tutto è un sistema molto efficace ma non uno dei più comodi per gli operatori. Trasportare un paziente pesante sul telo porta feriti è un vero sforzo fisico da parte dei soccorritori. Bisogna stringere con buona presa le maniglie di cui sono dotati i teli e tenere il carico fino al raggiungimento della barella o del letto.

Ed è proprio questo uno dei punti deboli del telo porta feriti: le sue maniglie.

IMG_20160503_122235Normalmente prodotti da diverse aziende del settore si assomigliato tutti per tipologia e sono realizzati con un telo in pvc e una serie da 6 a 8 cinghie cucite e/o termosaldate che diventano struttura portante e “maniglie” sbordando dalla sagoma rettangolare del telo e sono proprio queste cinghie/maniglia che i soccorritori stringono faticosamente nelle mani assicurando il trasporto del paziente. Ovviamente gli equipaggi dei vari mezzi di soccorso sono equipaggi misti, donne, uomini, giovani e meno giovani, forti e meno forti, chi con le mani possenti e sicure chi con le mani minute e meno capaci e da qui si capisce chi ha la peggio.

Con questa tipologia di “maniglie” la mano fatica moltissimo perché oltre a dover contrastare il peso del paziente deve contrastare la “stretta” della cinghia che pian piano si porta verso le estremità delle dita, scivolando sui guanti sanitari umidi, fino a diventare quasi intrattenibile.

I soccorritori si sono ingeniti diversi sistemi per minimizzare lo sforzo e rendere più agevole il trasporto: il super guanto da cantiere forse va per la maggiore a cui si sommano quelli più delicati come da vela, bici, palestra o bricolage vari. Ottimi ma non adatti a questo scopo dove spesso è necessario avere i guanti in lattice e sempre ben calzati.

Ed ecco un altro punto: con le maniglie dei teli porta feriti spesso i guanti in lattice si lacerano sotto lo sforzo del peso e si arriva a fine trasporto con dita o mani nude.

Altra collaudata tecnica è quella di inserire la mano all’interno dell’asola formata dalla maniglia stessa facendo diventare il dorso della mano punto di appoggio della cinghia e usando il resto per stringerla. Una sorta di cappio, che come tutti i cappi, stringe la circolazione della mano fino a che si rischia di non sentirla più.

Consideriamo che il soccorritore con le mani lavora parecchio e che dopo un trasferimento “pesante” ha altri compiti da espletare come guidare, caricare e scaricare il paziente dall’ambulanza, trasferirlo di barella in barella, ripristinare il messo di soccorso e le sue attrezzature…e ripartire, per altri servizi fino a fine turno.

P31La conclusione è questa: il peso resta il peso ma perché non migliorare la presa della mano su questi teli porta feriti?

La maniglia P31 della Prima Industries (www.primaindustries.it) nasce per scopo automotive diventando ausilio di molti mezzi di trasporto urbani, tram e autobus. È la classica maniglia a cui ci si appende sull’autobus e come tale deve sopportare innumerevoli sforzi ed avere una discreta ergonomia e comodità di presa. Le sue reazioni vincolari valgono indistintamente sia che lo sforzo sia verso l’alto che verso il basso (come nel caso del telo portaferiti) ed i coefficienti di calcolo della maniglia P31 dimostrano una estrema robustezza difficilmente superabile in un contesto legato al soccorso sanitario. Pertanto capovolgendo la forma trapezoidale della maniglia si potrebbe convertire in “maniglia per telo porta feriti”.

Facile da usare con tutti i teli in commercio, completamente sicura, comoda per la mano sia per le maniglie tronco che per quelle piedi (unibili in unica soluzione), igienica, antibatterica, leggera ed economica, potrebbe diventare un prezioso alleato del soccorritore sanitario.

Fulvio Rostagno

soccorritore sanitario volontario dal 1984

Croce Verde Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autore

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1 Comment

  1. Giorgio

    Durante i nostri corsi ci insegnano a non afferrare la maniglia del telo come nella figura mostrata nell’articolo (per intenderci come se fosse una borsa per la spesa), ma ci dicono di infilare la mano nell’asola delle maniglie del telo ed afferrare la base della mamiglia stessa, in modo che l’asola faccia da “cappio” intorno al polso e sia difficile perdere la presa anche allentando la presa.

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