Morire in braccio a Babbo Natale, il desiderio di un bimbo di 5 anni esaudito è un messaggio emozionale che non possiamo ignorare

Un bimbo, malato terminale di tumore di 5 anni, ha passato i suoi secondi finali di vita nelle braccia di Eric Schmitt-Matzen, il sosia di Babbo Natale che ogni anno visita i bimbi dell’Oncologia di Knoxville. Questo video cambierà il vostro modo di pensare al Natale.

L’uomo che parla in questo video si chiama Eric Schmitt-Matzen, ed è uno dei classici sosia di Babbo Natale con una lunga barba e i baffi ripiegati. E’ un signore che a Natale impersonifica Santa Claus per i bambini di Knoxville, in Tennessee. Ma il Signor Schmitt quest’anno ha pensato di togliersi la barba e di smetterla con il suo ruolo, dopo che in un terribile lunedì ha esaudito l’ultimo desiderio di un bimbodi 5 anni, che è morto fra le sue braccia vestite di rosso.

“Sono andato perché era mio dovere assicurarmi che avesse anche lui Natale” ha detto Schitt-Matzen al giornale WBIR, fra le lacrime. “Sono giorni che piango e continuerò a farlo, ma ora so che non posso smettere di fare questa attività, che alla fine ho fatto qualcosa di buono”. Schmitt ha spiegato che era appena rientrato da lavoro, quando ha ricevuto la chiamata di una infermiera da un ospedale locale, che gli chiedeva se poteva vestirsi da Santa Claus per un bambino davvero in fin di vita. Un bimbo che si rammaricava molto perché non avrebbe raggiunto Natale. “Era una cosa più importante per lui, vedere Natale, che morire” ha spiegato il signor Schmitt. “Quando sono arrivato, ho chiesto alla famiglia di lasciarmi solo con il piccolo, se volevano: sarebbe probabilmente stato molto emozionante e non volevo che finissimo tutti a piangere e per farlo piangere”. La mamma del piccolo ha dato a Santa Claus di nascosto un regalo, un piccolo gioco dei PAW Patrol, e si è allontanta. Una volta consegnato il regalo al piccolo, questi ha chiesto a Santa Claus: “Santa, mi puoi aiutare?” “Certamente piccolo mio” ha risposto l’uomo, senza sapere che il bimbo gli stava per chiedere una cosa speciale. Sapendo che stava per morire, voleva avere da Santa Claus la certezza di cosa succedeva dopo. L’uomo, un po’ colto di sorpresa e un po’ soffocato dalle lacrime, gli ha risposto: “Quando arrivi lassù, digli che sei l’elfo numero 1″.

“Davvero lo sono?” Un sorriso. un abbraccio. E il momento in cui il bimbo si è spento fra le braccia dell’uomo. Un momento doloroso che Schmitt-Matzen ha raccontato solo due mesi dopo l’accaduto e con il consenso di tutti i coinvolti, e che sta raggiungendo tutto il mondo con la potenza del suo messaggio. “Sono stato per 3 anni un militare e ho visto molti morire e ho condiviso molto dolore. Ma quel giorno sono scappato dall’ospedale più forte che ho potuto”. Da allora non ha ripreso a svolgere il suo ruolo di Babbo Natale fino ad oggi, quando ha capito che la forza di quel bimbo è la forza da cui prendere ispirazione. “Quando vedo tutti questi bambini ridere, ritorno indietro a quel momento e realizzo che il ruolo di portare felicità, il mio ruolo, è fondamentale per loro e per me”.

 

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