Moto medica e moto infermieristica: l’alternativa italiana esiste ed è studiata per i nostri territori

Parliamo di una specialità studiata e pensata tutta in Italia, per effettuare servizi di emergenza urgenza in aree remote nel cuore della Toscana. La motomedica “all’italiana” è realizzata dalla  MTS di San Vincenzo (Livorno) e impiega un mezzo totalmente personalizzato sulle esigenze di medico e infermiere. Ecco di cosa si tratta nella presentazione che ci ha inviato Pasquale Perillo.

WhatsApp Image 2017-10-26 at 16.39.08La Medical Technology Service S.r.l. ( di seguito MTS ) è una Società di servizi nata nel 2016 dal conferimento di altra Società che da oltre dieci anni opera nel settore dell’Ingegneria Clinica e
dell’emergenza intra ospedaliera ed extra ospedaliera. La MTS è in possesso di autorizzazione da parte del Ministero delle Attività Produttive per poter erogare “Servizi Sanitari di Emergenza con Mezzi propri”. Fra i mezzi terrestri la Società ha in dotazione un motoveicolo, certificato da Ente specifico ed omologato secondo le direttive del Ministero Infrastrutture e Trasporti come motoveicolo per soccorso sanitario di emergenza.

Il motoveicolo (una KTM SMT 990) è attrezzato ed allestito per trasporto di apparecchiature elettromedicali e presidi di soccorso. L’allestimento “modulare” del mezzo permette di adattare la sua operatività in funzione del tipo di “Soccorso da erogare” potendo trasportare o un Operatore BLSD o un Infermiere oppure un Medico. La MTS progetta, sviluppa e gestisce servizi sanitari di emergenza, attraverso l’utilizzo di “mezzi speciali”, dedicati ad ambienti urbani/extraurbani ad alta intensità di traffico ed in scenari stradali e boschivi.

COME SI ARTICOLA QUESTO PROGETTO?
Il progetto è sviluppato per l’utilizzo di un motoveicolo come mezzo di soccorso sanitario nell’emergenza pre ospedaliera. I mezzi di soccorso sanitario per l’emergenza pre ospedaliera si suddividono in due categorie:
1. Mezzi che “possono” trasportare pazienti
2. Mezzi che “non possono” trasportare pazienti
19114026_457551231261058_5597837809612111448_nIl motivo per cui è nata la necessità di ricorrere a quest’ultima tipologia di veicoli è dovuto alla non sostenibilità economica del sistema che prevede il medico o l’infermiere su ogni ambulanza. Nel sistema che prevede un sanitario su ogni ambulanza esistono due aspetti diametralmente opposti:

• Carichi di lavoro ridotti (pochi interventi rispetto alle ore di lavoro per cui il sanitario viene retribuito con spreco di risorse e calo delle qualità delle prestazioni)

• Supporto e valutazione medico/infermieristica ai pazienti classificati come codice giallo/rosso (emergenza necessitante di immediata attenzione)

Questa dicotomia rischia di essere irrisolvibile e comunque, qualunque scelta si faccia, di essere troppo costosa o difficilmente sostenibile da parte dell’opinione pubblica. Si rende necessario quindi giungere a un compromesso tra questi due estremi, valutando sia l’impatto economico che l’efficacia della scelta.

Per trovare una soluzione sostenibile occorre lavorare su due fronti:
1. Aumentare il raggio d’azione dei mezzi sanitarizzati in modo da aumentare il carico di lavoro di tali professionisti, per evitare “sprechi” di risorse senza che ciò determini un ritardo nell’arrivo sulla scena, difficilmente sostenibile per la cura (ALS) del paziente e per l’opinione pubblica (Concetto di “rapidità” del soccorso troppo spesso confuso con “velocità” del soccorso). E per mantenere adeguate prestazioni su procedure altrimenti troppo raramente applicate

14352269_323956674620515_5635799912722997626_o2. Ridurre i costi “ottimizzando le risorse”, ovvero il materiale che va in scadenza senza essere utilizzato a causa di un numero eccessivo di “postazioni sanitarizzate” (trasferire al servizio pre ospedaliero lo stesso sistema di controllo di un reparto ospedaliero). Va considerata poi la necessità di un numero inferiore di medici rispetto al sistema che prevede il medico sull’ambulanza e l’utilizzo del personale pre-ospedaliero nei codici bianchi/azzurri quando sono in sede (rischio di “conflitti” con i pazienti in attesa o in cura e conseguente stress che aumenta la possibilità di errori sul paziente successivo).

I mezzi dedicati all’attività sanitaria senza poter trasportare i pazienti, feriti o malati che siano, possono essere a quattro ruote (auto medica/auto infermieristica) oppure a due ruote (moto medica/moto infermieristica) e in entrambi i casi si muovono nella rete di ambulanza che permea il territorio.

PRO E CONTRO DELL’AUTO MEDICA

Elevato costo del mezzo attrezzato mediamente > 30.000 euro oltre le spese per le apparecchiature elettromedicali. “Necessità” di locali abbastanza ampi per il rimessaggio. Totalmente autonoma come risorse necessarie alla terapia del paziente (è il pronto soccorso portato sulla strada), necessità dell’ambulanza solo per il trasporto dello stesso o quando servono “più braccia” per far fronte all’emergenza in atto.

a) La soluzione auto medica con infermiere e medico a bordo è “l’eccellenza” del tipo di supporto sanitario che il sistema pre ospedaliero può offrire al paziente ma prevede di “dover sopportare” i costi di due professionisti. Per questo motivo si rischia di ridurre il numero delle postazioni “necessarie” allungando i raggi di percorrenza fino a esporsi (non raramente) a ritardi difficilmente sostenibili. Inoltre questo tipo di mezzo di soccorso trova comunque delle difficoltà logistiche a raggiungere i Target con la giusta rapidità quando deve percorrere strade altamente trafficate con grandi rischi e comunque grande stress da parte degli equipaggi (centro città, zone balneari in estate).

b) La soluzione auto medica con medico e soccorritore (autista), riduce le capacità operative sanitarie dell’equipaggio ma riduce i costi rispetto al mezzo precedente. Mantiene invariate tutte le difficoltà logistiche e i rischi legati al traffico stagionale e cittadino.

PRO E CONTRO DELLA MOTO MEDICA

Investimento iniziale per l’acquisto più basso: mediamente 15.000 euro, oltre le spese per le apparecchiature elettromedicali. “Necessità” di locali di rimessaggio più piccoli. Dedicata principalmente al primo soccorso, può essere allestita con ulteriori presidi necessari per le cure avanzate, quindi è indispensabile una maggiore integrazione con la rete delle ambulanze (riserve di ossigeno in caso di somministrazione di CPAP; presidi di immobilizzazione, escluso il T-pod; ecc)

a) La soluzione della “moto medica / moto infermieristica” è stata più spesso adoperata con un singolo sanitario a bordo che guida anche il mezzo. Il medico o l’infermiere devono avere la patente di guida dedicata e l’addestramento alla guida sicura. Questo sistema risulta essere il più economico pur mantenendo l’alta qualità dell’opera di un sanitario (medico o infermiere) sul paziente. Raggiunto il “Target” a seconda della gravità del paziente il sanitario può salire in ambulanza per continuare le cure fino all’arrivo in ospedale.

I limiti di questa soluzione sono rappresentati dalla necessità di essere in possesso di patente di guida dedicata e addestramento specifico alla guida sicura da parte del personale medico /infermieristico. Un ulteriore limite è rappresentato dal fatto che una volta a bordo dell’ambulanza il personale sanitario lascia incustodito il motoveicolo. Occorre prevedere un sistema per cui la moto segua il sanitario in modo da renderlo immediatamente operativo quando avrà consegnato il paziente al pronto soccorso di destinazione.
b) moto medica / moto infermieristica con pilota dedicato e sanitario come passeggero. Questa tipologia di soccorso aumenta i costi (spesa corrente) rispetto alla precedente e non riduce comunque la capacità di trasporto del materiale necessario al soccorso immediato. Necessita di addestramento specifico al trasporto sicuro in moto per il personale sanitario. La preparazione tecnica e di supporto sanitario del pilota rimane però necessaria per il soggetto che si farà carico del pilota della moto. Questa soluzione non pone alcun limite e quindi rappresenta una soluzione da tenere in considerazione nel caso in cui il sanitario debba salire con il paziente durante il ricovero in pronto soccorso.

c) moto soccorso con pilota dedicato e soccorritore laico (BLSD) – Questa tipologia di soccorso riduce i costi (spesa corrente) rispetto alle precedenti soluzioni in quanto il soccorritore laico può essere attinto dalle Associazioni di Volontariato. Il soccorritore laico dovrà ricevere l’addestramento adeguato al trasporto sicuro in moto soccorso. Questa soluzione non riduce comunque la capacità di trasporto del materiale necessario al soccorso immediato, viceversa riduce la capacità operativa del soccorso non essendo presente nessun sanitario.

Al riguardo, accenno a qualche dato storico: Dal 1993 in Australia è stato dapprima sperimentato e poi applicato un sistema che prevede l’utilizzo di un mezzo di soccorso sanitario su due ruote. Questo mezzo sta trovando un’applicazione sempre più ampia in zone ad alto traffico in tutto il mondo (centro città, zone balneari)!

La tecnologia mette sempre più spesso a disposizione presidi di dimensioni ridotte con semplicità di utilizzo, ottima interfaccia qualità/prezzo che ampliano in modo esponenziale l’operatività del singolo sanitario e/o soccorritore nelle emergenze pre ospedaliere.

Per citarne alcuni:
Defibrillatori ultra compatti
Monitor palmari per controllo parametri vitali
Massaggiatore cardiaco meccanico
Ecografi palmari
Emogasanalizzatori portatili
Presidi per l’intraossea
Immobilizzatori di bacino
Tourniquet
Conclusioni
Il servizio motomedicale sul territorio della AUSL (preceduto da uno studio di fattibilità) attraverso l’utilizzo di motoveicolo come mezzo di soccorso risulterebbe la soluzione ideale in estate in zone estremamente trafficate da turisti (come l’isola d’Elba e la zona costiera della Val di Cornia) e in tutti quei casi in cui la variabile traffico diventa più congestionata per l’enorme afflusso di persone e l’utenza aumenta fino a 10 volte quella usuale. In queste situazioni, tra l’altro, non sarebbe più necessario trovare altro personale sanitario nei mesi estivi perché l’equipaggio potrebbe essere lo stesso dell’eventuale auto medica utilizzata nei mesi invernali che viene diviso in due (moto-medica e moto-infermieristica). L’utilizzo di questa tipologia di mezzo in ambiente urbano potrebbe anche essere estesa a tutto l’anno.

 

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