Paura a New York; un elicottero finisce nell’Hudson

Paura a New York; un elicottero finisce nell’Hudson

Una manovra eccezionale la settimana scorsa quella effettuata da un pilota di un elicottero da turismo nei cieli di New York, il quale ha evitato una tragedia che sarebbe stata fatale alle 4 famiglie di turisti svedesi a bordo del velivolo. Il pilota non ha voluto dare le sue generalità alla stampa e tantomeno dichiarare pubblicamente il nome della compagnia proprietaria dell’elicottero. Sta di fatto però che la manovra effettuata ammarando sull’Hudson la settimana scorsa all’altezza della 79° strada di Manhattan è servita a non ripetere la tragedia del 2009; quando fallito l’atterraggio d’emergenza sempre sul fiume che bagna New York da parte di un piccolo aereo da turismo, morirono 9 persone di cui 5 turisti italiani.

Il conducente del velivolo ha dichiarato di aver semplicemente perso quota durante il volo facendo scattare l’emergenza alle 11,58 locali (le 17,58 in Italia). Secondo le prime testimonianze il pilota è riuscito – grazie al fenomeno dell’autorotazione (in caso di avaria al motore di un elicottero, il suo peso viene supportato  dalle pale del motore che continuano a girare “in folle” a causa della spinta dell’aria quando il velivolo cala di quota) - a toccare il pelo dell’acqua senza “sprofondare” nel fiume. Per ultimo, sempre il conducente, ha azionato i galleggianti di emergenza che si sono gonfiati in pochi attimi e sono riusciti a reggere il peso dell’elicottero fino all’arrivo delle imbarcazioni di salvataggio. Sia i vigili del fuoco che gli agenti della polizia intervenuti hanno elogiato la grande manovra effettuata da questo giovane pilota.

L’impresa effettuata la settimana scorsa ricorda su scala minore la mitica manovra di salvataggio compiuta sempre nel 2009 dall’ormai leggendario pilota Chesley ‘Sully’ Sullenberg, che riuscì ad ammarare nell’Hudson con precisione estrema ed incredibile dimestichezza un aereo bireattore Airbus 320 con a bordo 155 persone. Il velivolo, in quell’occasione, appena lasciato l’aeroporto ‘La Guardia’ di New York, a causa di un’avaria al motore aveva costretto Chesley a compiere una manovra miracolosa atterrando nel fiume; impresa che l’avrebbe poi proiettato nell’olimpo di quelle gloriose operazioni di salvataggio che fortunatamente hanno un lieto fine.

 

 

 

 

 

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