Politica, Sindacato e Collegio Ipasvi lottano contro le aggressioni agli infermieri

Politica, Sindacato e Collegio Ipasvi lottano contro le aggressioni agli infermieri

MILANO. La settimana scorsa, la sanità lombarda è stata classificata come terza al mondo solo dopo Hong Kong e Singapore e per il Consigliere Fabio Altitonante non si può “tollerare illegalità all’interno dei pronto soccorsi”. I cinquantamila extracomunitari che hanno invaso Milano e diversi campi Rom nei dintorni della città stanno generando problemi: “Noi daremo una risposta immediata! – ha commentato il consigliere regionale di Forza Italia − Un tavolo di lavoro, una regia politica della Regione Lombardia, con il comune di Milano, Polizia locale e la Questura e Polizia di Stato”

Nella sua rinnovata carica di Presidente Collegio Ipasvi di Milano-Lodi-Monza e Brianza, Giovanni Muttillo chiede “un sistema regionale di monitoraggio con l’istituzione di un tavolo tecnico che possa monitorare il fenomeno e programmare gli interventi per garantire la sicurezza sugli operatori e ai cittadini”.

Secondo Vincenzo De Martino della Fials è necessario “sviluppare dei protocolli e delle strategie che permettono agli operatori di lavorare in sicurezza”. Una collaborazione stretta tra la parte politica, quella istituzionale con i Collegi IPASVI e dei Sindacati per avanzare non solo una campagna di sensibilizzazione, ma azioni concrete.

Dopo aver passato una notte nel pronto soccorso in prima linea, Dario Violi del Movimento 5 Stelle ritorna sull’iniziativa “con il progetto di legge sui distretti infermieristici operativi 24 ore” affinché si provveda sull’altissima percentuale degli accessi impropri riducendo l’affluenza in ospedale e quindi migliorare la gestione della sicurezza.

Ezio Goggi direttore sanitario dell’ospedale Sacco di Milano, in sostituzione del Direttore Generale, ha illustrato come l’azienda ospedaliera sia intervenuta a fronteggiare l’emergenza sicurezza con ogni mezzo a sua disposizione ma non è bastato. Corsi di gestione dello stress e autodifesa, fischietti per chiedere aiuto e qualche guardia giurata qua e là non sempre presente contro 52 mila accessi che ogni anno il pronto soccorso del Sacco registra. Nel luglio dello scorso anno, un ubriaco paziente mise al tappeto tre operatori, tra cui un infermiere che riportò una frattura alla mano con ben 60 giorni di prognosi.

Le continue segnalazioni di infermieri arrivate ai sindacati per le aggressioni e minacce, costretti a operare in tutto il territorio nei reparti di emergenza-urgenza con la paura, hanno spinto la Fials a intervenire e portare testimonianza nell’audizione del 29 ottobre della 3ª Commissione Sanità e politiche sociali. Il messaggio emerso è stato chiaro: tutti sono d’accordo, la Regione Lombardia può e deve fare di più.

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