Progetto DAE Liguria, l’importanza di una rete fitta e integrata

Progetto DAE Liguria, l’importanza di una rete fitta e integrata

Con quello di oggi diamo il via a una serie di articoli per illustrare un progetto che ha recentemente preso il via in Liguria. Iniziamo con una intervista a uno dei responsabili, Andrea Furgani, medico del servizio 118 di Genova.

Andrea, spiegaci di cosa si tratta

Il Progetto DAE Liguria, il cui nome completo è “programma regionale unico per la diffusione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici esterni”, nasce a seguito del decreto del Ministero della Salute del 18 marzo 2011 che prevede un finanziamento di 8 milioni di euro per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici sul territorio nazionale, distribuiti successivamente alle Regioni sulla base della popolazione.

Spiegaci cos’è un DAE e perchè è importante

Una DAE, ovvero un defibrillatore automatico esterno, è uno strumento in grado di leggere autonomamente e con grande affidabilità il ritmo di un paziente in arresto cardiaco e decidere, senza intervento dell’operatore, se è necessario o meno erogare la scarica. Per questo motivo puó essere utilizzato in maniera sicura da chiunque. È uno strumento importante perché, soprattutto nei primi minuti, la stragrande maggioranza degli arresti cardiaci ha un ritmo chiamato “fibrillazione ventricolare” che è reversibile se trattato con una scarica elettrica; minore è il tempo che intercorre tra l’arresto cardiaco e la scarica e migliori sono i tassi di sopravvivenza senza esiti neurologici dei pazienti. Per questo è fondamentale la collaborazione dei cittadini, perchè in caso di arresto cardiaco “il primo soccorritore sei tu”.

Quali sono gli obiettivi di questo progetto

Ovviamente l’obiettivo primario è quello di aumentare il numero dei DAE sul territorio ma questo porta con sè altri due grandi obiettivi: diffondere la cultura della defibrillazione precoce e formare una rete di defibrillatori sul territorio sempre più fitta e coordinata. Molte sono le pregevolissime iniziative locali, a livello di quartiere e a volte anche di singolo condomino, ma perché tutto funzioni a dovere i defibrillatori devono essere integrati in una rete che coinvolga tutti gli attori interessati durante un evento di  arresto cardiaco: per questo nella campagna di comunicazione abbiamo scelto un claim chiaro e diretto “il defibrillatore può salvare la vita ma serve il tuo aiuto”.

Quali sono i primi passi che avete mosso o che dovete ancora muovere

Sicuramente l’acquisizione dei defibrillatori è stato il primo grande e impegnativo intervento. Abbiamo acquistato la prima metà dei 122 DAE previsti per tutta la Liguria e, ad oggi, quasi la totalità di questi sono stati già consegnati ai Comuni o alle Associazioni designate da essi. Un altro capitolo che ritengo fondamentale è quello che riguarda la parte di comunicazione alla popolazione, che si è concretizzata con la creazione di un sito internet  (www.progettodaeliguria.it) dove, oltre a pagine informative, è previsto un form per segnale il proprio DAE ed integrarlo nella mappatura regionale, di un’applicazione per smartphone che consente di avere a portata di touch il DAE più vicino e profili sui maggiori social network per rimanere informati su tutte le novità del progetto.

Oltre alla consegna del defibrillatore ai Comuni, sono previsti anche corsi di formazione?

Insieme alla consegna del DAE è previsto un corso di BLSD per dieci persone. In realtà gli obiettivi di formazione sono divisi in due parti, una legata alla consegna del DAE, come detto precedentemente, e una quota dedicata a tutti cittadini che ne faranno richiesta. Abbiamo stimato che in questo modo riusciremo a formare circa 1000 persone in tutta la Regione. E’ fondamentale comunque ricordare che, in caso di emergenza, chi chiama il 118 riceve dall’operatore tutte le istruzioni necessarie per effettuare una rianimazione cardiopolmonare e per utilizzare un DAE indipendentemente dal fatto di aver frequentato o meno un corso di formazione.

Cosa ti entusiasma di questo progetto

Sono due le cose che mi fanno credere fortemente in questo progetto: innanzitutto il fatto che sia rivolto ai giovani che ci hanno dato grande sostegno con i loro riscontri sui social network, seconda cosa trovo fondamentale la costruzione di una mappa di tutti i DAE presenti sul territorio. In caso di arresto cardiaco è fondamentale che il chiamante inizi immediatamente le manovre di rianimazione ed eventualmente utilizzi un DAE, ma, sarà banale,  bisogna anche sapere perfettamente quel DAE dove è posizionato… Quindi ognuno di noi, privati cittadini, associazioni sportive, pubbliche assistenze  e croci rosse, puó e deve contribuire alla creazione di questa pagina internet, implementabile e visualizzabile da chiunque, per condividere con il 118 questo strumento fondamentale per fornire la migliore assistenza al paziente.

 

Articolo di Silvia Boschi

L'autore

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