Sicurezza ed Emergenza: Riusciremo a spendere meno (e meglio)?

Sicurezza ed Emergenza: Riusciremo a spendere meno (e meglio)?

ROMA – Inizierà dai vertici del ministero dell’Interno lo sfoltimento della pubblica amministrazione previsto dal Governo Renzi. Il piano prevede una razionalizzazione delle spese con risparmi che potrebbero raggiungere anche i 150 milioni di euro, solo sulle forze dell’ordine.

I 5 corpi di Polizia sotto un solo comando

Oggi le forze di Polizia a diretto controllo governativo sono 5. La Polizia di Stato sotto il controllo del Ministero dell’Interno, il Corpo Forestale dello stato sotto il controllo del ministero delle Politiche Agricole, l’Arma dei Carabinieri sotto il controllo del ministero della Difesa, la Guardia di Finanza dipendente dal ministero dell’Economia, la Polizia Penitenziaria sotto il ministero della Giustizia, e i Vigili del Fuoco, assimilati per molti ruoli tranne che per l’uso delle armi alla situazione della Polizia di Stato, ma sotto un altro comando nel ministero degli Interni.
L’obiettivo è definire una sola centrale operativa. Niente più 115, 113, 112, 1515 o 117. Il 112 deve sostituire tutti i numeri di emergenza, e in questo modo tutte le centrali di controllo devono essere accorpate e semplificate. Una fonte del quotidiano “il Messaggero” rivela che l’esecutivo vuole chiudere il prima possibile su questo intervento, passando poi al lato organizzativo, anche sul territorio, delle forze di sicurezza e prevenzione.

Vigili del Fuoco e Polizia: stesso dipartimento?

Un’altra misura che da più parti è spinta come indispensabile è l’accorpamento dei dipartimenti nazionali del ministero dell’Interno, quello di pubblica sicurezza e quello di soccorso pubblico. Dopo decenni di convivenza sotto lo stesso tetto, praticamente con le stesse funzioni in campi differenti, il dipartimento del soccorso pubblico e quello della sicurezza pubblica potrebbero confluire in un unico dipartimento. Il comando amministrativo e politico dei Vigili del Fuoco e quello della Polizia sarebbero quindi sotto lo stesso tetto, lasciando però separati i controlli territoriali. Cosa che invece sarebbe differente per le forze di Polizia tout-court. Questa soluzione è auspicata dai sindacati, che vedono in questa duplicazione un’inutile spreco. L’alternativa sarebbe difficile da mettere in campo, con l’assorbimento dei Vigili del Fuoco nel dipartimento di Protezione Civile, tenendo così diviso il controllo della sicurezza personale (ministero degli interni) dal controllo della sicurezza ambientale (Consiglio dei Ministri). Anche perché il Vigile del Fuoco è considerato agente di Pubblica Sicurezza, così come il militare di Capitaneria e Guardia Costiera. Questi due corpi sono di vitale importanza per  il soccorso in Italia ed è necessario studiare un miglioramento delle risorse, anche per non cadere in problemi spesso banali (l’incomunicabilità interforze).

Il giro di vite sui comandi territoriali

A cambiare sarebbero anche i comandi provinciali e locali delle forze di polizia. Niente più comando di polizia stradale, comando di polizia penitenziaria, forestale, postale eccetera. Tutto il controllo finirebbe sotto la Polizia di Stato. Così, invece di avere un comando per ogni corpo militare (Carabinieri e Guardia di Finanza) o militarmente organizzato (tutti gli altri), ci sarebbe un solo direzionale, un solo organismo di controllo e coordinamento, gestito direttamente dalla Prefettura.

Il numero unico 112 (e la multa che continuiamo a pagare)

Non ci dobbiamo dimenticare che l’Italia DEVE fare questa riforma di semplificazione anche perché l’Unione Europea ci sta facendo pagare una multa da 90 mila euro al giorno solo per non aver impostato un numero unico delle emergenze a livello nazionale, il 112. Una multa che paghiamo dal 2010 e che non è certo una quisquilia amministrativa, ma un costo che ricade sempre sulle tasche dei contribuenti. Il 112 è già attivo in alcune zone della Lombardia e dovrà diventare realtà in tutta Italia, pena un’ulteriore inasprimento delle sanzioni.

Troppi agenti, ma è davvero così?

Rispetto al resto dell’Europa c’è un problema in Italia che sembra di difficile risoluzione. Ci sono troppi agenti, con troppi pochi poteri. In Italia c’è un agente ogni 175 persone. In Germania sono uno ogni 260 persone, mentre in Inghilterra uno ogni 200. Certo, bisogna accorpare tutti i corpi di Polizia e militari, quindi vanno poi differenziate competenze che in altri paesi europei non sono gestiti da forze militari o militarizzate. Ma la sproporzione è evidente, alla luce della mancanza di fondi per le strumentazione che colpiscono sempre più spesso Questure e Comandi, che non hanno possibilità di comprare carta per le fotocopiatrici o benzina per le Pantere.

 

Sembra chiaro che la strada presa dal Governo Renzi sia quella di ottimizzare le risorse, riducendo stipendi per comandanti spesso inutili. Ridurre spese per impieghi e risorse a volte poco chiari semplifica il comando, mette più uomini a disposizione della tutela del cittadino, invece che sottratti dalla “strada” per compiti burocratici. E soprattutto aumenta le risorse per attività più pratiche e più utili agli italiani, dai pattugliamenti delle Volanti in strada fino agli interventi in caso di terrorismo.

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