Cecità

Cecità

Definizione

La cecità consiste in una percezione ottico-visiva ridottissima o nulla (cecità parziale o totale rispettivamente). Può essere congenita oppure derivata da gravi affezioni dell’apparato visivo oppure in seguito a traumi ( come il distacco di retina).

Cause

La prima causa di cecità nel mondo è la cataratta: è una malattia che rende opaco il cristallino, la lente naturale elastica contenuta nei nostri occhi, che deformandosi grazie al muscolo ciliare consente la messa a fuoco delle immagini sulla retina. Un’altra importante causa di cecità è il glaucoma così come anche la degenerazione maculare legata all’età (AMD). Quest’ultima malattia è attualmente la prima causa di cecità nel Paesi economicamente sviluppati (41% dei non vedenti), a cui segue il glaucoma (16%). Invece, nei Paesi poveri la cataratta rappresenta il problema principale perché, pur essendo operabile, né ci sono i mezzi economici né c’è un numero sufficiente di specialisti, e negli stessi Stati poveri i vizi refrattivi non corretti sono la seconda causa di cecità (19%) perché gli occhiali generalmente non sono disponibili né, tanto meno, ci sono medici oculisti che li possano prescrivere. A livello più generale le cause di cecità possono essere divise in malattie e traumi. Nel primo gruppo rientrano, il più delle volte, patologie di cornea, cristallino, retina e nervo ottico. Nel secondo gruppo, invece, rientrano traumi provocati da corpo estraneo contundente oppure causati da forte impatto, sostanze caustiche, raggi del sole non filtrati o riflessi, ecc. Per evitare di andare incontro alla cecità fototraumatica non bisogna mai fissare direttamente il sole. Se si decide di farlo bisogna usare dei filtri speciali per i raggi ultravioletti, ancora più potenti di quelli normalmente impiegati negli occhiali scuri.

Numeri

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla Terra vivono 314 milioni di persone con handicap visivo grave (45 milioni di ciechi, 269 di ipovedenti). La prima causa è la cataratta (39,1%), seguita dai vizi refrattivi non corretti (18,2%), glaucoma (10,1%), degenerazione maculare senile (7,1%), opacità della cornea (4,2%), distacco di retina (3,9%), cecità infantile (3,2%), tracoma (2,9%), oncocerchiasi (0,7%) e altre cause (10,6%). In Italia l’Istat stima che ci siano 362.000 ciechi, mentre secondo altre fonti sarebbero almeno 380.000. In ogni caso, gli ipovedenti sarebbero almeno cinque volte tanto.

Prevenzione

Prevenire la cecità è possibile nell’85% dei casi. A sostenerlo è l’OMS che, assieme all’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (IAPB) e ad altre organizzazioni, porta avanti programmi per ridurre la perdita della vista nel mondo. Questi interventi possono consistere, ad esempio, nella distribuzione di vitamina A (per prevenire la xeroftalmia, una grave malattia oculare), in operazioni di cataratta, nella realizzazione di pozzi da cui si può attingere acqua pulita, per i paesi poveri e via dicendo.

L’affinamento e il potenziamento dei sensi

La cecità può essere determinata da vari fattori: può essere, ad esempio, genetica oppure derivare da un evento successivo alla nascita (è fondamentale un controllo oculistico nei primi anni di vita, indispensabile dopo la nascita per i prematuri). Tale condizione pone senz’altro nei confronti dell’individuo interessato delle difficoltà maggiori rispetto agli altri individui. Va però sottolineato che questa disabilità non incide in maniera negativa sull’intelligenza di una persona. Il disabile visivo, per contro, essendo meno focalizzato sulla percezione della realtà esterna può essere facilitato nello sviluppo del pensiero e della memoria. Con la mancanza della vista un cieco affina gli altri sensi e ciò gli permette di compensare in parte il senso mancante. Sviluppando molto il tatto, ad esempio, una persona priva della vista è in grado di far uso del codice Braille leggendo con le dita dei puntini in rilievo su carta o su altro supporto. La scrittura in questo codice avviene tramite uno strumento chiamato tavoletta Braille; esso è stato generalmente sostituito dalla dattilobraille, una macchina che permette di ottenere testi in Braille in maniera più rapida. Attualmente le tecnologie informatiche più avanzate consentono di elaborare il testo tradizionale visualizzato sullo schermo convertendolo in caratteri braille che, a loro volta, possono essere trasmessi a una speciale barra braille o a una stampante che riproduce le classiche punzonature (matrice di sei oppure di otto punti; a ogni combinazione corrisponde una lettera dell’alfabeto, un segno d’interpunzione, ecc.).

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