Appalti per le ambulanze: gara o affidamento? La sentenza dell’Europa soddisfa tutti

Sui servizi di ambulanza in convenzione diretta o scelti tramite gara pubblica, tutti sembrano contenti. E’ giusto così?

La sentenza della Corte di Giustizia Europea che vedeva contrapposti ANPAS e Italy Emergenza ha portato a due comunicati positivi. Abbiamo fatto la cosa più giusta: abbiamo letto la sentenza della Corte del Lussemburgo e vi cerchiamo di dire cosa c’è scritto. Cerchiamo di capire qualcosa di più su una sentenza che può mettere molta incertezza sulle prossime gare e sui prossimi affidamenti diretti per i servizi di trasporto secondari in ambulanza.

PREMESSA: Non c’è niente di più difficileche parlare di affidamenti diretti, bandi, convenzioni e burocrazia legata all’emergenza e al trasporto sanitario. Oggi più che mai. Si, perché non solo ogni azienda sanitaria fa per proprio conto, con proprie regole e processi, ma anche i tribunali faticano a mettersi d’accordo sui percorsi da seguire.

La Corte di Giustizia Europea con ordinanza sulla causa C- 424/18 si è pronunciata, per esempio, sull’importante bando di assegnazione dei servizi di emergenza e trasporto sanitario della USSL di Rovigo. Dopo la pronuncia, il riccorente ha scritto che “sono state accolte le nostre tesi“. La parte avversa ha scritto che è stata “rappresentata vittoriosamente” la sua visione. Tutti vincitori e nessuno sconfitto, quindi? Non è proprio così.

Battaglie legali sui trasporti in ambulanza

La storia delle battaglie legali sugli affidamenti diretti dei servizi di trasporto in ambulanza, di emergenza o sanitari, è piuttosto lunga e intricata. Attualmente, cercando di semplificare al massimo, si può dire che i servizi di emergenza 118 possono essere affidati dalle ASL in via fiduciaria e per assegnazione diretta, senza passare da bandi di gara europei. Per quanto riguarda i trasporti sanitari (dializzati, dimissioni, trasporti intra-ospedalieri, trasporti interni eccetera) è attivo invece un confine molto più labile e molto più difficile da spiegare. La ASL in questi casi dovrebbe attivare una gara pubblica. Almeno questo è quanto dice il contesto normativo dell’Unione Europea. Il bando pubblico, nella quale si concorre con principi di qualità e di ribasso economico, NON si può attivare se sono in gioco servizi di ambulanza, ad eccezione dei servizi di trasporto dei pazienti in ambulanza.

Non ci siamo capiti? Cerco di semplificare:

Prendiamo l’ultima storia in ordine cronologico. E’ successo che la ULSS Polesana, nel 2017, ha affidato una convenzione da 6,8 milioni di euro per i servizi di ambulanza e il trasporto sanitario ad una associazione, la Croce Verde Adria. La convenzione è valida 2 anni, fino al 2020. Italy Emergenza ha fatto ricorso. La cooperativa privata infatti ritiene che i servizi di trasporto sanitario secondario non si possano affidare direttamente, ma serva una gara. Dall’altro lato, la Croce Verde dice l’esatto opposto. Anche alcuni servizi di trasporto sanitario potrebbero diventare servizi di emergenza perché vengono trasportate persone che sono potenzialmente a rischio deperimento. Quindi è bene affidare tutto insieme.

A questo punto però il TAR del Veneto ha “alzato le mani”. Ha inviato tutto all’Europa, alla Corte di Giustizia Europea con sede in Lussemburgo, chiedendo:

– Quali sono i servizi di ambulanza per i quali bisogna andare a gara? Quali i servizi per cui si può fare affidamento diretto?

– I servizi di trasporto previsti nei LEA si possono effettuare con mezzi di soccorso o rientrano nei servizi sociali?

– La direttiva Europea (insomma!) prevede che i servizi di ambulanza e i servizi di trasporto sanitario devono essere assegnati in via prioritaria al volontariato con convenzione, si o no?

Se siete arrivati fin qui, vi risparmio il malloppo di considerazioni sulle questioni pregiudiziali e sulle spese, e vado al sunto principale. La nona sezione della Corte di Giustizia Europea ha dichiarato che:

L’articolo 10, lettera h), della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, letto in combinato disposto con il considerando 28 della medesima direttiva 2014/24, deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale in virtù della quale, da un lato, i servizi di ambulanza per i quali sia stabilita la necessaria presenza a bordo di un autista soccorritore e di almeno un soccorritore con le abilitazioni e le competenze derivanti dal superamento di un corso e di una prova di esame in materie di soccorso, e, dall’altro, i servizi di trasporto previsti nei livelli essenziali di assistenza effettuati con mezzi di soccorso, rientrano, in assenza di un’emergenza attuale, nell’esclusione prevista dalla disposizione sopra citata.

Non crediamo che le cause si fermeranno qui, anzi. Questo pronunciamento lascia spazio a diverse interpretazioni, e paradossalmente ad ulteriori divisioni sulla tipologia di servizio di trasporto sanitario che può essere effettuato in ambulanza. Se sull’ambulanza è stabilita la presenza di un soccorritore full-D e di un autista soccorritore, allora questo servizio di trasporto non è più un trasporto sanitario di base? I dubbi sono tanti, le cause e l’incertezza ancora di più. Comunque, per totale completezza di informazione, riportiamo i comunicati di Italy Emergenza e ANPAS giunti in redazione.

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