Cosa ne sarà dell’Autista Soccorritore? Gli obiettivi pensati per questa figura professionale

Si avvicina il riconoscimento dell’autista soccorritore. Cosa ne sarà in futuro? Come si organizzerà la formazione?

 

Nella giornata di ieri, 23 maggio, i sindacati e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si sono incontrati per definire il ruolo dell’autista soccorritore. Scopriamo di cosa hanno discusso durante quelle ore di incontro e quali saranno i prossimi obiettivi per questa figura professionale.

Roma, 23 maggio 2019 – Si è svolto oggi, a Roma, presso la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il secondo incontro sul percorso di individuazione del profilo professionale dell’Autista Soccorritore.
“Un incontro produttivo e che ci ha permesso di fare notevoli passi avanti. In particolare, si è convenuto sull’opportunità di istituire la figura professionale del profilo unico di autista soccorritore del sistema di emergenza/urgenza. L’ obbiettivo è quello di arrivare in tempi brevi all’approvazione di un provvedimento importante che valorizzi i servizi pubblici, privati e del volontariato e le professionalità coinvolte. Un provvedimento che il settore attende da tempo e che Cgil, Cisl e Uil, insieme all’associazione COES – Conducenti Emergenza Sanitaria, vogliono conquistare”. Così, in una nota stampa, Gianluca Mezzadri, Marianna Ferruzzi e Mariavittoria Gobbo, segretari nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl.
“Nel merito dell’incontro – proseguono -, abbiamo convenuto sull’opportunità di stabilire adeguate ore formative, omogenee su tutto il territorio nazionale, e ribadita la necessità di istituire un unico profilo professionale di Autista Soccorritore, migliorando la proposta di accordo Stato-Regioni che prevedeva invece qualificazioni e abilitazioni diversificate. Le nostre proposte sono state recepite e la Commissione ha accettato di rivedere la sua bozza”.
“L’obiettivo, ora, è quello di concludere proficuamente il percorso che porterà ad una qualificazione e ad un riconoscimento degli operatori del settore che mancava da tanti, troppi anni”, concludono Mezzadri, Ferruzzi e Gobbo.

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