Croce Rossa: in ottomila a Solferino per celebrare la nascita dell’associazione umanitaria più grande del mondo.

L’incantesimo di Solferino, la grande festa della Croce Rossa, si è ripetuto ancora, portando circa 8mila persone nei luoghi che hanno caratterizzato la nascita dell’associazione umanitaria più grande del mondo.

Momenti di festa, grazie all’animazione di radio NumberOne,  ma anche di commozione, come il lungo applauso della piazza in ricordo del volontario Gabriele D’Angelo, vittima della tragedia di Rigopiano e dello storico presidente del Comitato CRI di Carsoli Roberto Di Natale, hanno scandito l’apertura della cerimonia ufficiale.

“Una partecipazione così numerosa – ha detto il Presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca– non ha precedenti. Il mio grazie va a tutti i volontari, che in questo ultimo anno hanno affrontato terribili emergenze come il terremoto del Centro Italia. Grazie a tutti coloro che ogni giorno in prima linea in ogni città e in ogni porto sono pronti a dare protezione e dignità a chiunque. Solferino rappresenta la nascita di un’idea, l’avvio della più grande organizzazione umanitaria del mondo. Io spero che lo ‘Spirito di Solferino’, quel “Tutti fratelli!” gridato dalle donne di Castiglione, possa accompagnarvi sempre”.

Tanti gli ospiti internazionali come Elhady As Sy, Segretario Generale della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: “Chi vuole vedere e toccare con mano l’Umanità deve venire a Solferino! – ha detto – perché è qui, in quello che fu un campo di battaglia, che è nato e si è propagato questo potere. Accendere la nostra fiaccola, stasera, vuol dire accendere di nuovo l’ispirazione generata da Henry Dunant”. Da As Sy, inoltre, un riferimento ai tanti teatri di violenza, in Europa come nel Medio Oriente, e a “tutte le Solferino che ci sono nel mondo”.

“La Croce Rossa Italiana è una stella luminosa nel Movimento della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – ha detto dal palco Peter Maurer, Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa – la ‘patria del cuore’ popolata da persone legate insieme dai nostri valori. La nostra presenza qui serve a perpetuare questa grande unità”.

Migliaia di fiaccole hanno sigillato questo spirito, incamminandosi per 12 km verso Castiglione delle Stiviere e chiudendo così una manifestazione che sin da giovedì ha riservato eventi (tra cui il conferimento della cittadinanza onoraria al Comitato Internazionale della Croce Rossa), workshop, momenti di riflessione e confronto.

La Fiaccolata è anche occasione per visitare il MICR, il Museo Internazionale della Croce Rossa,  uno dei più importanti segni della storia del volontariato in Italia.

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