Droni per il trasporto sangue e organi, a Pisa si va oltre le supercar

Trasporti in emergenza attivi 24 ore su 24 per sangue, emoderivati, organi e medicinali salvavita, per tratte a medio e corto raggio. Come? Grazie alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Ecco chi e come sta pensando di "superare" le automediche ed i mezzi speciali usati fin'ora per salvare le vite dei pazienti.

0

PISA – Nella città d’Italia che vanta il record per velocità di transito dei turisti, ed il record per quantità di universitari che creano start-up innovative, era naturale veder nascere il primo esperimento con ricadute reali nel mondo dei droni-ambulanza. Si chiama Abzero-X – in questo caso – il velivolo a pilotaggio remoto che si propone di supportare il trasporto sangue, emoderivati e famarci salvavita, con futuri possibili esperimenti per il trasporto organi. L’AUSL Toscana Nord Ovest si affiderà a questa tecnologia per prima, in Italia e in Europa, dedicata alle attività del centro trasfusionale. Da Pontedera esprime molta soddisfazione Fabrizio Niglio, direttore del centro dell’AUSL, ma non è il solo.

 

Il servizio di trasporto degli emoderivati e dei farmaci salvavita potrebbe risolvere diverse problematiche, in primis economiche. Ai fabbisogni degli arcipelagi toscani infatti rispondono le AUSL inviando – quando necessario – plasma, sangue e farmaci tramite gli elicotteri. Soprattutto di notte, questi voli tolgono risorse preziose al sistema di emergenza urgenza e poter sostituire questi elicotteri con i droni garantirebbe diversi vantaggi. In primis una risposta on-demand senza ritardi e con consegne point-to-point. E secondariamente una economia di scala estremamente interessante, vista la disparità di costi fra un elicottero ed un drone.

 

La sperimentazione coinvolgerà gli ospedali di Pontedera, Pisa, Portoferraio e Volterra, e dovrebbe partire a breve anche se mancano ancora le autorizzazioni più importanti, quelle di ENAC. “Per poter trasportare sangue ed emoderivati servono regole precise – aggiunge il medico Fabrizio Niglio, direttore del centro trasfusionale dell’ospedale di Pontedera – ed è quello che stiamo verificando da mesi. Il sangue deve partire e arrivare senza subire danni o alterazioni dovute ad inconvenienti vari. Stiamo aspettando le autorizzazioni del Comune e dell’Enac perché parliamo di un volo vero e proprio con una rotta precisa.

 

Sicuramente il mezzo sarà usato per consegne dall’ospedale di Pontedera all’isola d’Elba e anche con Volterra”. “In seguito presenteremo i risultati della sperimentazione al prossimo congresso della Società italiana di immunoematologia per avere un via libera ufficiale – precisa Niglio – Stiamo anche costituendo un Comitato scientifico per l’uso dei droni in emergenza. Quell del trasporto del sangue con i droni è un sistema che non ha limiti ma deve essere validato e certificato a livello nazionale. Immaginiamo cosa possono fare questi droni in situazioni come un terremoto dove ci sono malati isolati in zone impervie dove solo un drone può arrivare in tempi brevi e portare farmaci salvavita“.

Lascia una risposta