Il rischio in elisoccorso? Birdstrike a Padova, rientro da manuale

Un gabbiano ha centrato in pieno il parabrezza dell'A109 in servizio per una missione di emergenza. La crew ha gestito l'emergenza con rapidità facendo arrivare l'elicottero e i suoi occupanti indenni all'aeroporto.

In elisoccorso i rischi sono tanti, saperli gestire non è semplice. Un piccolo tributo alla capacità di mantenere la calma e di lavorare in squadra correttamente per la crew dell’eliambulanza SUEM 118 di Padova che il 29 aprile è stata colpita da un gabbiano mentre stava volando verso l’Ospedale di Padova con un paziente a bordo.

PADOVA – L’incidente aereo fa sempre notizia perché è un evento raro, ma bisogna sempre essere capaci di gestirlo. Per l’elisoccorso e la crew che opera sull’eliambulanza i fattori di rischio sono molteplici, ma questa è la prima volta che accade un birdstrike ad un elicottero del 118 in Italia, almeno negli ultimi anni.

E’ quindi da raccontare la terribile esperienza dell’equipaggio del SUEM di Padova che – in volo per trasportare un paziente di media gravità – si è imbattuto in un gabbiano nel posto sbagliato, al momento sbagliato. L’impatto con il volatile (morto sul colpo) ha bucato il parabrezza del 109. Il corpo dell’animale è poi finito nello spazio riservato ai sanitari, imbrattando il velivolo ma non risultando fortunatamente pericoloso per il paziente trasportato. Il tutto si è risolto con un grande spavento ed una procedura di emergenza da manuale. Fine della missione, rientro in base a Padova, trasporto del paziente all’ospedale su gomma, e messa in revisione dell’elicottero fino a che le indagini degli enti preposti non termineranno. Certamente c’è stato un grande spavento per i membri dell’equipaggio, ma la gestione dell’incidente sarà analizzata più avanti, seguendo procedure standardizzate di alto livello.

Per il momento non possiamo che buttare lì un sorriso, felici che nessuno si sia fatto male, e pensando che il povero gabbiano volesse contribuire un po’ alle missioni di soccorso, come un altro suo celebre collega che, nel lontano 2015, voleva vincere una gara di motoGP insieme al ducatista Iannone.

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