Bonus sanificazione e dpi, l’Agenzia delle Entrate chiarisce: sono escluse le spese di consulenza

COVID-19 è ormai entrato in pianta stabile nella nostra quotidianità. L’acquisto di mascherine e dpi, gel su tutti, oltreché il processo di sanificazione degli ambienti, sono diventate routine amministrativa in molte aziende e organizzazioni. Figuriamoci poi in quelle che fanno dell’assistenza al malato e del soccorso del paziente una vocazione.

BONUS SANIFICAZIONE E DPI, ESCLUSE LE CONSULENZE

Con la risposta numero 363 del 16 settembre 2020, L’Agenzia delle Entrate chiarisce un aspetto dirimente di natura fiscale: le spese di consulenza sono escluse dal campo di applicazione dell’agevolazione nota come “Bonus sanificazione e dpi”.

Il beneficio, introdotto dal Decreto Rilancio, ha dei paletti definiti, entro i quali i contribuenti devono muoversi.

“Le spese sostenute per la consulenza in materia di prevenzione e salute sui luoghi di lavoro – fa sapere l’ Agenzia delle Entrate -, per la progettazione degli ambienti di lavoro, l’addestramento e la stesura di protocolli di sicurezza non devono essere considerate ai fini della fruizione del crediti d’imposta di cui all’articolo 125 del decreto Rilancio”.

Va da sé che questa specificazione agisce direttamente nei confronti di tutte quelle organizzazioni di soccorso che di sanificazioni e acquisti di dpi ne devono, giocoforza, operare parecchi, perciò segnaliamo questa precisazione sul bonus sanificazione e dpi, che come di consueto rendiamo consultabile in maniera integrale.

LEGGI LA RISPOSTA 363 IN MATERIA DI BONUS SANIFICAZIONE E DPI

agenzia_delle_entrate_risposta_n._363_del_16_settembre_2020

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