EMpills: Come si arriva ad una diagnosi? Pensiamo a come pensiamo…

Oggi gli psicologi cognitivi sono d’accordo nel ritenere che noi interagiamo con il mondo esterno per mezzo di due sistemi di pensiero, distinti ma attivi contemporaneamente nella nostra mente

Tutti noi siamo poco abituati a chiederci come siamo giunti a una diagnosi. Invece è una domanda importante, se si tiene conto che buona parte degli errori diagnostici che commettiamo è legato proprio a problemi cognitivi e non a deficit di compotenza. Non a caso ne parliamo in un blog di Medicina d’Urgenza, una delle ultime discipline in cui l’esercizio diagnostico da zero è praticato in modo pressoché continuo.

Una premessa: il sistema 1 e il sistema 2

Oggi gli psicologi cognitivi sono d’accordo nel ritenere che noi interagiamo con il mondo esterno per mezzo di due sistemi di pensiero, distinti ma attivi contemporaneamente nella nostra mente, indicati semplicemente come sistema 1 e sistema 2.

Il primo “opera in fretta e automaticamente, con poco o nessuno sforzo e nessun senso di controllo volontario” (1) ed è il primo ad affrontare i problemi che arrivano dall’ambiente esterno. Ad esso si affianca il sistema 2, il quale “indirizza l’attenzione verso attività mentali complesse che richiedono focalizzazione, come i calcoli complessi”; richiede attenzione, opera più lentamente ed entra in azione quando il sistema 1 non riesce a risolvere il compito richiesto.

Il prototipo classico di strategia diagnostica razionale (dunque appartenente al sistema 2) è quella ipotetico-deduttiva: il clinico, attraverso l’anamnesi, l’esame obiettivo e alcuni accertamenti di base formula alcune ipotesi, le quali vengono testate per mezzo di ulteriori accertamenti fino alla formulazione di una diagnosi operativa, utile per prendere ulteriori decisioni riguardo alla gestione del paziente (2). Sebbene sia il metodo che ci insegnano “a scuola”, è ampiamente dimostrato che lo utilizziamo poco frequentemente: preferiamo, infatti, “l’intuizione” (ovvero il sistema 1), nella forma di una serie di strumenti ormai ben noti: pattern recognition, eurisitici e bias.

La generazione delle ipotesi per mezzo del pattern recognition

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