NOISIAMOPRONTI: che cos’è e cosa chiede il movimento che ha appena raccolto 55 mila firme fra gli infermieri?

Nel settore il movimento #noisiamopronti è conosciuto e condiviso, ma soccorritori volontari, medici, tecnici del soccorso e gli altri operatori che si occupano di emergenza-urgenza sanno poco di questo progetto, che ha raccolto 55 mila firme certificate e le ha consegnate alla neonata ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni)

Di Paolo Formentini

#NOISIAMOPRONTI nasce a novembre 2015, dopo la famigerata diatriba con gli Infermieri del 118 e la denuncia, da parte dell’Ordine dei Medici di Bologna contro propri iscritti. In seguito a quell’evento sono stati organizzati i “NOISIAMOPRONTI DAY” giunti alla terza edizione. Nell’ultima occasione di incontro l’associazione ha assunto carattere di ufficialità, ha adottato uno statuto ed è stato eletto l’organismo Direttivo cui fa capo Antonio Torella.

Il movimento creato dalla associazione ha coagulato a sé oltre 130.000 Infermieri sulla propria pagina Facebook ed ha raccolto oltre 55.000 firme (certificate con documento),  per la presentazione delle istanze degli aderenti,  ad ARAN ed ai Sindacati.

“Sono due oggi i nodi da sciogliere: il richiamo, forte, per certi versi doloroso, sul demansionamento infermieristico e il richiamo altrettanto forte ed energico sullo sviluppo delle competenze specialistiche. Il movimento noisiamopronti rappresenta questa seconda istanza. Per noi non più rinviabile” Questo quanto si legge nella pagina di presentazione del  sito.

L’entusiasmo di chi ha firmato non si ferma alla sola rivendicazione salariale, dunque, ma agli aspetti Professionali di una figura –quella dell’Infermiere- da anni in Italia, sottovalutata e bistrattata.

#NOISIAMOPRONTI chiede che vengano riconosciute le competenze Infermieristiche:

  1. “perfezionate” frutto dell’esperienza maturata e agita nei confronti dei cittadini e degli assistiti;
  2. “esperte” conseguenti l’effettuazione di master universitari di primo livello inerenti componenti o fasi del processo assistenziale o peculiari pratiche assistenziali settoriali (ad esempio: anestesia/analgesia, strumentazione e tecnica chirurgica, dialisi, wound care, case management, continuità assistenziale, ecc.);
  3. “specialistiche” conseguenti l’effettuazione di master di primo e secondo livello o del percorso di laurea Magistrale inerenti ampi ambiti clinico assistenziali in una delle aree di esercizio professionale già previste nella bozza di accordo sulle specializzazioni infermieristiche da sottoporre alla Conferenza Stato Regioni (area cure primarie – servizi territoriali/distrettuali; area intensiva e dell’emergenza/urgenza; area medica; area chirurgica; area neonatologica/pediatrica; area salute mentale e dipendenze)

Competenze che ormai sono la norma in quasi tutto il mondo occidentale e che consentono un modello assistenziale e di cura coerente ed efficace.

#NOISIAMOPRONTI è però una associazione di persone, senza rappresentatività sindacale o politica. Non potrà quindi sedere al tavolo delle imminenti trattative Sindacali, anche se lettera e firme saranno inviate ad ARAN e Sindacati.

A tutto ciò si aggiunge anche il fatto che alcuni dei sindacati ed alcuni editori del web si dichiarano contro l’iniziativa, specificando appunto, la mancanza di rappresentatività e quindi l’inutilità di quanto fatto in appena sei giorni di raccolta di adesioni.

“la voce di  55.000 Infermieri non può essere sottovalutata” è la dichiarazione del Presidente del Collegio IPASVI di Bologna, Pietro Giurdanella, fra i promotori della associazione e della iniziativa.

I commenti sono chiusi.