ZOLL EMV+ e l’importanza del ventilatore polmonare dal primo secondo di intervento

Un ventilatore indistruttibile, semplice e portatile può davvero sostituire il tuo pallone ambu? Parliamo del nuovo EMV+ di ZOLL ventilatore polmonare facile da usare, resistente e completo nei setting operativi

Un ventilatore polmonare efficace deve per forza essere complesso, pesante e fragile?
ZOLL riscrive i parametri di funzionalità ed efficacia di un supporto vitale, con tre semplici mosse di derivazione militare applicate al suo nuovo ventilatore polmonare elettronico: semplicità, leggerezza e resistenza.

Sul mercato dell’emergenza extra-ospedaliera esistono decine di apparecchi per la ventilazione meccanica invasiva e/o non invasiva dalle più disparate funzionalità. La grande distinzione è sempre stata fra ventilatori a bombola e ventilatori a turbina, ma tutti gli apparecchi sono sempre stati soggetti a due tipologie di problematiche. O il ventilatore risulta troppo complesso per un utilizzo immediato sul campo, oppure il ventilatore ha pochi sistemi di controllo ed allarme per risultare efficace in ogni condizione.

Perché è importante ventilare correttamente?

La ventilazione meccanica invasiva e la ventilazione non invasiva sono due pratiche fondamentali in tante situazioni. Dai traumi cranici ai dolori al petto, dalle emorragie alle dispnee negli anziani fino al semplice supporto avanzato nelle situazioni di arresto cardiaco, ventilare rimane una delle necessità prevista in quasi tutti i protocolli di emergenza extra-ospedaliera.
La buona gestione delle vie aree nei primi momenti del soccorso, quando c’è un trauma, quando ci sono difficoltà respiratorie, è una base di partenza per proseguire la strada del soccorso fino al punto della dimissione. La ventilazione scorretta di un trauma cranico – per esempio – iperventilando o dando troppa pressione (anche con il semplice pallone ambu) può creare danni difficili da recuperare.

 

La versione militare dell’EMV+ nata per essere operativa facilmente e immediatamente, anche in teatri complessi.

Sulla ventilazione però c’è ancora poca attenzione nonostante sia una delle terapie più importanti per la stabilizzazione del paziente, perché spesso si ritiene che saper utilizzare un ventilatore elettronico sia competenza da lasciare ai rianimatori (se non agli pneumologi), capaci di settare correttamente tutti i parametri degli attuali dispositivi in commercio. Eppure non è così complesso usare il ventilatore, né per il medico di emergenza territoriale né per l’infermiere di area critica. Soprattutto se a disposizione si hanno ventilatori che si settano in 3 mosse, con 4 modalità di ventilazione e la possibilità di 5 semplici set-up preimpostati da poter usare. Insomma: garantire vie aeree ben gestite senza impazzire è una cosa possibile, e garantisce un valido e chiaro aiuto al paziente.

I dispositivi migliori in questo senso sono tutti di derivazione militare, e non fa eccezione il nuovo ventilatore polmonare della ZOLL, il modello EMV+ che è stato creato per fare fronte alle esigenze del settore MEDEVAC e che quindi risponde a standard qualitativi elevatissimi ed ha una resistenza certificata e assoluta.

  • 10 ore di operatività continuativa a batteria
  • nessuna necessità di bombole
  • utilizzabile fino a 7.620 metri slm
  • ricaricabile al 92% in 120 minuti

Sono questi i dati “di targa” più interessanti per un dispositivo che pesa soltanto 4.4 chilogrammi ed è largo 11 centimetri, garantendo portabilità in ogni situazione.

Il ventilatore ZOLL EMV+ è facile da ancorare alla barella per trasportarlo ovunque

Perché portarsi il ventilatore al posto del pallone ambu?

Ventilare rapidamente e correttamente, riducendo i possibili errori causati da uno scorretto uso del pallone ambu, è uno dei temi più affrontati oggi nelle centrali 118 e nei reparti di emergenza-urgenza. Avere infatti un paziente che arriva in Pronto Soccorso con già una ventilazione corretta, avendo mantenuto i parametri di saturazione e perfusione adeguati, può garantire un outcome positivo migliore al momento della dimissione. Se invece l’ossigenazione è stata effettuata male – o proprio non effettuata – il rischio di compromissione è elevato.

ZOLL ha quindi studiato un prodotto semplice, dall’uso immediato e dalle potenzialità molteplici, che potesse essere portato immediatamente sulla scena pre-ospedaliera, garantendo all’operatore sanitario una prestazione di alta qualità, ma di assoluta semplicità, in tempo quasi zero. Il nuovo EMV+ è oggi il più leggero ventilatore polmonare elettronico disponibile sul mercato, è waterproof e shock-resistant e non ha bisogno del classico bombolino di ossigeno per funzionare, grazie al suo sistema a compressore che garantisce la ventilazione a concentrazione di ossigeno ambientale in maniera immediata.

Primo intervento rapido con regolazioni facili e immediate, grazie ai set-up già attivi in accensione del ventilatore ZOLL EMV+

Ventilare seguendo un cammino semplice è meglio che dover affrontare strade tortuose

Lo ZOLL EMV+ è stato pensato per l’uso militare, è vero, ma lo sviluppo del prodotto è continuato perché tutti – dall’operatore di ambulanza al rianimatore – potessero trovare sempre ciò di cui hanno bisogno in una situazione critica. Le 4 modalità di ventilazione sono facili da controllare e da impostare. La classica modalità di ventilazione controllata in pressione o in volume, con valori di PEEP settabili, allarmi e controlli su frequenza respiratoria, pressione e volume, è arricchita con la funzionalità di assistenza al respiro spontaneo che fornisce una respirazione completa al paziente quando lo stesso dovesse tentare un atto inspiratorio autonomo. Questo permette di “dimenticare” il ventilatore in azione e concentrarsi su altre situazioni che affliggono il paziente: lo ZOLL EMV+ emetterà sempre un avviso quando il paziente si trova in difficoltà. Quando la differenza fra la frequenza ventilatoria impostata e quella registrata dall’apparecchio evidenzierà un numero consistente di tentativi di atti spontanei, sarà semplice passare alla ventilazione sincronizzata SIMV, una modalità sempre controllabile in pressione, volume e frequenza, che attende che sia il paziente a respirare ma lo ventila in caso l’atto spontaneo tardi ad arrivare. Questa seconda modalità è molto interessante perché assiste e “svezza” il respiro spontaneo del paziente in fase di ripresa; consente anche di impostare il valore di pressure support per la fase inspiratoria, al fine di facilitare la ripresa e il miglioramento della ventilazione spontanea del paziente.

 

La versione militare dell’EMV non differisce in nulla da quella civile: stessa qualità, stessa resistenza, stessa funzionalità

Per quanto riguarda la ventilazione non invasiva invece lo ZOLL EMV+ ha altre due funzionalità, anche in questo caso intercambiabili con semplicità e rapidità nel caso le condizioni del paziente stiano cambiando repentinamente. La modalità CPAP garantisce la ventilazione di sicurezza anche in apnea, ma nel caso di ZOLL da una garanzia in più: la compensazione delle perdite del circuito è automatica, senza necessità di intervento sull’erogazione. Infine ZOLL ha introdotto la modalità B-Level, una CPAP con due livelli di pressione positiva, uno per l’ispirazione e uno per l’espirazione: una modalità di utilizzo che, soprattutto per i pazienti anziani con difficoltà respiratoria, garantisce ottimi risultati e che riduce i problemi dovuti alle perdite da circuito della CPAP.

 

Ma per riuscire a ventilare il prima possibile il paziente con problemi respiratori, ZOLL ha pensato ad una soluzione rapida: all’avvio dell’EMV+ infatti è possibile selezionare fra assistenza respiratoria invasiva per adulto, paziente pediatrico, ventilazione non invasiva oppure una modalità custom personalizzabile a seconda della tipologia di pazienti che trattano maggiormente nell’area.

Un ventilatore polmonare che si autoregola anche in base all’altitudine: anche questo è un vantaggio del ventilatore ZOLL EMV+

Il problema elisoccorso risolto con semplicità, e non solo

Derivando dal settore tattico la necessità di funzionare sempre e in ogni situazione è evidente, per questo in tutte le modalità di ventilazione lo ZOLL EMV+ ha una compensazione automatica dell’altitudine, una sottigliezza estremamente importante quando si parla di trasporto con l’elisoccorso, trasporto ad ala fissa in cabine non pressurizzate o interventi in alta montagna. Non sempre infatti i ventilatori elettronici a turbina hanno questa possibilità, che evita al sanitario di dover pensare ad un problema in più, e gli consente di concentrarsi sui parametri più importanti. Parametri che sono sempre visibili sul lato sinistro del monitor in ogni momento, non scompaiono mai. Lo ZOLL EMV+ infatti non ha sottomenù o cartelle, ma solo finestre specifiche. Saturazione (grazie al saturimetro MASIMO interno), frequenza respiratoria, pressioni di ispirazione e PEEP, Vt, BPM, modalità e tutti i setting degli allarmi sono visibili senza doverli andare a cercare. Gli allarmi poi sono divisi in due tipologie: allarme giallo e allarme rosso, con una spiegazione a video del codice di allarme e delle potenziali operazioni per risolvere la criticità. Il ventilatore inoltre suggerisce quando si sta avvicinando lo scatto dell’allarme (cosa intendi dire?). Questo permette di agire prima e meglio sui parametri e sul paziente.

Non cambiare mai macchina, neppure in Risonanza Magnetica

Nella versione ospedaliera il ventilatore ZOLL EMV+ non cambia di una virgola il suo metodo di funzionamento. E può andare in TAC e RNM

Fra i vari plus del ventilatore ZOLL EMV+ si possono trovare tante caratteristiche ottime per l’operatore di area critica che deve fare i conti con possibilità di caduta del dispositivo e la necessità di operazioni rapide e semplici. Ma quella che sicuramente garantisce il massimo risultato è la totale intercambiabilità dei dispositivi e la possibilità, nella versione Eagle II, di poter essere usato anche ad 1.80 metri dall’apparecchio di risonanza magnetica. ZOLL ha infatti pensato al problema dello scambio dei ventilatori da sala operatoria, che sono più complessi da trasportare. Un ventilatore elettronico grande come una scatola da scarpe invece può essere facilmente tenuto a fianco del paziente in ogni situazione, anche in ospedale. Il vantaggio? Avere sempre la stessa macchina dal recupero allo svezzamento, fino alla ripresa e all’arrivo in reparto. Qualsiasi paziente potrà essere gestito allo stesso modo, senza mai cambiare device, senza mai dover imparare modalità complesse di gestione. E soprattutto si può garantire una assistenza di alta qualità e potenzialità a tutti i pazienti, dall’arrivo sul target fino al momento in cui il paziente entra in sala operatoria.

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