118 intraospedaliero, la Regione Toscana non lascia e raddoppia

118 intraospedaliero, in Toscana un percorso che da linea guida si è fatto piano piano realtà.

Era marzo di un anno fa quando la Regione Toscana pubblicava le “Linee di indirizzo regionali per la gestione delle emergenze intraospedaliere-Rete clinica tempo dipendente Emergenza intraospedaliera Regione Toscana”.

Ad esse seguivano delle necessarie approvazioni normative, ed oggi è un sistema realmente presente.

Perché, a voler essere precisi, il numero intraospedaliero sarebbe preesistente, ma il funzionamento non era armonizzato adeguatamente, a quanto fanno sapere in riva all’Arno.

L’obiettivo posto ha una propria ratio facilmente individuabile, quella di prevenire aggravi di quadri clinici trasportando il paziente in un nosocomio particolarmente adatto ad una patologia.

Esempio pratico: ricovero di persona con gravi difficoltà cardiorespiratorie in un ospedale prossimo alla chiamata 118, diagnosi del medico presente e trasporto di volata ad una struttura con eccellenza nel cardiologico.

A Orbetello, per entrare nello specifico, l’emodinamica (la cardiologia interventistica non c’è), e se un paziente presenta un’arteria otturata è meglio inviarla all’ospedale di Grosseto.

118 intraospedaliero: le vite che verranno salvate

Il numero unico per le emergenze intraospedaliere, fa sapere il coordinatore e responsabile del gruppo di lavoro Matteo Nocci, dovrebbe intercettare e prevenire l’infarto a quaranta-cinquanta pazienti ogni mille al giorno.

E mette in comunicazione tutti e 43 gli ospedali della Toscana, dal più grande al più piccolo: sono coinvolti cinquecento operatori, in grado di gestire la domanda d’emergenza in tre o quattro minuti.

Un passo avanti che faciliterà la vita, pare di capire, a chi opera per la salute di tutti noi. E la salverà a qualche poveretto. Un’ottima notizia, quindi.

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