12milaborse gli specializzandi che vogliono le dimissioni del ministro

Oggi parte la #TweetStorm contro il ministro Giannini per i gravi errori commessi sui test di Medicina. Puoi supportare l’iniziativa con un retweet

“Ogni giorno in Italia un laureato si sveglia e sa che non potrà specializzarsi. Ogni giorno in Italia un cittadino si sveglia e non sa che ci sono abbastanza medici per tutti. Se i laureati in medicina non si specializzeranno non ci saranno le cure per tutti i cittadini”.

E’ questo il messaggio del gruppo “Fatemi Fare il Medico” su Facebook e su Twitter, che protesta per lo “scandalo di proporzioni nazionali dei test in Medicina, e muovere il ministero verso il finanziamento delle 12mila borse di studio per tutti gli aspiranti medici che hanno partecipato al concorso.

“Quanto sta succedendo – dichiara Alberto Campailla, Portavoce Nazionale della associazione studentesca LINK – non è accettabile e non saranno certo le dimissioni del Presidente del CINECA a diminuire la portata di uno scandalo di proporzioni nazionali che rischia di travolgere le vite di migliaia di persone. LINK continuerà a sostenere la protesta degli specializzandi di medicina a partire dalla data di mobilitazione prevista per il 14 novembre(#scioperosociale #14N) in cui scenderemo in piazza per ottenere l’unica soluzione possibile sia per tutelare il diritto di quanti hanno sostenuto il test sia per andare incontro al fabbisogno nazionale di personale medico-santiario: il finanziamento delle #12milaborse per tutti gli aspiranti medici”.
“Pretendiamo delle garanzie reali – conclude Riccardo Laterza, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza – che vadano ben oltre la nota con cui il Ministero sta liquidando la questione. La soluzione individuata non è all’altezza delle esigenze non solo di chi lavora in questo settore ma anche del Paese, che oggi ha urgente bisogno di aprire un serio ragionamento più generale sulla formazione medica e di investire fortemente in questo settore.”

Il grido d’appello dei medici specializzandi è chiaro: “Gli italiani hanno finanziato la nostra formazione, non fateci fuggire all’estero per lavorare”.

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