Ambulanza InterSOS presa a calci, negazionista di Milano: “terroristi!”. La Polizia Municipale la vede, scatta la denucia

Nuova aggressione ai soccorritori di un’ambulanza, stavolta a Milano, in zona Turro. Negazionista sferra un calcio al mezzo di soccorso e inveisce contro i soccorritori: “terroristi, spaventate la gente”. La Municipale meneghina la vede e la identifica: per lei una querela dall’associazione di soccorso InterSOS Pubblica Assistenza.

Il Presidente dell’associazione Luca Casé ha già recentemente dato evidenti prove di indisponibilità ad accettare quelli che sono ormai comportamenti violenti e reiterati verso il mondo dell’Emergenza Urgenza e del sistema 118: suo il “è un emerito cogl..ne” in diretta su La7 divenuto ormai il “La corazzata Potëmkin è una … pazzesca” sul negazionismo, le sue tesi e i suoi attacchi.

Ambulanza presa a calci, insulti di negazionista ai soccorritori: “terroristi, spaventate la gente”

Il fatto è accaduto ieri mattina, l’articolo è del Corriere della Sera, la covidiota (Covidiot è termine coniato da Urban Dictionary per definire chi ignora o nega un’allerta sanitaria. Recentemente proprio i negazionisti hanno cercato di capovolgere il significato definendo chi obbedisce in mondo acritico alle indicazioni. Una vecchia tecnica fascista, per chi ha studiato un po’ di storia).

Negazionista prende a calci ambulanza, ma la Polizia Municipale la vede

La negazionista ha visto un’ambulanza sotto un palazzo e ha dapprima insultato i soccorritori e quindi iniziato a colpire l’autoambulanza.

Lo ha fatto a Milano, in Lombardia, capite? Nell’epicentro nazionale dei nuovi contagi e dei, purtroppo, decessi per coronavirus.

Il comportamento della covidiota è stato osservato da una pattuglia della Polizia Municipale, che è intervenuta.

A bloccare la signora sono stati però i parenti della persona oggetto dell’intervento sanitario in codice giallo.

L’associazione InterSOS Pubblica Assistenza ha annunciato querela contro la negazionista violenta.

Per approfondire:

(Le foto sono prese da un post dell’ AUSL di Modena di cui consigliamo vivamente la lettura)

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