Ambulanze a fuoco, a Padova un terzo caso. Cosa fare per la sicurezza?

In pochi mesi tre ambulanze in Italia sono bruciate per colpe non chiare. Tutte le volte per fortuna è stata evitata la tragedia, ma bisogna fare sempre attenzione con l’ossigeno a bordo.

PADOVA – Un ferito lieve, con ustioni a mani e a un braccio. E’ questo il risultato dell‘esplosione di un’ambulanza alla Croce Rossa di Padova, dove stamattina un veicolo alle ore 6.40 è andato completamente distrutto in un rogo ancora poco chiaro. E’ certo che il mezzo, con a bordo le bombole di ossigeno cariche, ha preso fuoco molto rapidamente e si è disintegrato. Irriconoscibili interni ed esterni, ma ben visibile l’apertura sulla fiancata causata dall’esplosione delle bombole. Un boato che ha fatto spaventare molte persone nella zona dove ha sede la CRI.

Purtroppo questo è il terzo caso in pochi mesi, con mezzi di emergenza che vanno a fuoco per colpa di fattori ignoti. Tutti gli incendi però sono legati ad un gas medicale con il quale è necessario effettuare controlli, manutenzioni e revisioni periodiche. Con l’ossigeno non si scherza, perché è il primo componente della combustione. Di per sè infatti l’ossigeno non è infiammabile, ha bisogno di un combustibile e di una fonte di innesco. Quando c’è una semplice scintilla, oppure quando fa molto caldo, o c’è un surriscaldamento elettrico, basta un terzo fattore perché il rischio di farsi molto male diventi elevato. E in ambulanza, di combustibile c’è molta roba, dai disinfettanti a base alcolica alle plastiche.

Manutenzione, controllo e certificazioni: il triangolo della sicurezza per gli impianti ad ossigeno

Prima del rogo di Padova, di cui abbiamo un video, ci sono stati altri episodi. A Cagliari, nel gennaio 2019, un mezzo è andato a fuoco mentre stava trasportando un paziente. Pochi mesi prima, a San Foca in provincia di Lecce, un’altra ambulanza è esplosa. In ogni situazione non è chiaro il motivo dell’inizio del rogo, ma sono evidenti le conseguenze. Quando infatti il fuoco in ambulanza inizia a propagarsi anche la piccola soluzione dell’estintore deve essere dimenticata.

E’ necessario allontanarsi il più possibile e chiamare i Vigili del Fuoco, affinché domino l’incendio con particolare cura alle bombole d’ossigeno. E’ quello infatti il tallone d’achille di ogni veicolo. Occorre dedicarvi sempre la massima attenzione possibile. Le revisioni, secondo le normative vigenti, devono essere fatte tutti gli anni. E’ fondamentale poi tenere sotto controllo lo stato di salute delle bombole, degli impianti e dei punti di erogazione. Infine, anche gli impianti a ossigeno, così come molti altri apparecchi medicali, hanno un ciclo di vita. E’ sempre bene informarsi presso i produttori, gli allestitori e i centri autorizzati per le manutenzioni affinché si possa procedere in tutta sicurezza con l’uso della propria ambulanza, ed evitare di trovarsi in brutte situazioni.

Quello che rimane dell’ambulanza della Croce Rossa di Padova

Verificate sempre chi mette le mani sui vostri impianti!

Non bisogna però dimenticare che la normativa funziona e protegge l’ambulanza e i soccorritori solo quando è applicata seguendo regole e indicazioni precise. Per questo bisogna sempre rivolgersi – per qualsiasi manutenzione o controllo – a personale competente e certificato. Qualsiasi persona tocchi o modifichi una presa a ossigeno, un tubo, un aggancio bombole, deve essere autorizzata in maniera corretta. Le manutenzioni fai-da-te rischiano di diventare molto pericolose se a mettere le mani sul mezzo di emergenza risultano essere persone non qualificate e senza idee chiare.


I commenti sono chiusi.