Ansia

Cos’è

L’ansia è un’emozione, una risorsa che con l’evoluzione il cervello ha saputo sviluppare ed affinare nell’intento di proteggere l’individuo dalle minacce che il mondo esterno può sollecitare.E’ quindi una sorta di sistema difensivo, e la sua principale funzione è di allertare una serie di circuiti che si sono andati perfezionando nei secoli, e di consentirci di reagire in modo appropriato. Il sistema è molto complesso e prevede una reazione che è contemporaneamente fisica e psicologica. Di recente le neuroscienze hanno permesso di “vedere dentro” il cervello e sono stati identificate, anche se ancora in modo impreciso, aree cerebrali, circuiti nervosi e biochimici che sovrintendono a questa delicata funzione L’essere umano eredita geneticamente gli strumenti che permettono al cervello, durante la vita fetale, di sviluppare in modo perfetto i sistemi di difesa che costituiscono la base biologica dell’ansia. Questi sistemi di difesa non predispongono allo sviluppo dell’ansia patologica, ma esclusivamente alla salvaguardia dell’individuo dagli attacchi del mondo esterno che potrebbero mettere a repentaglio la nostra vita. Nell’ansia patologica invece non si esclude che si possa ereditare una propensione al disturbo, cioè imperfezioni nel corretto funzionamento di alcuni sistemi biologici (specie della serotonina). Alcuni soggetti presentano il cosiddetto ‘’’tratto ansioso’’’ che è una caratteristica della personalità che porta ad avere il sistema di difesa dell’ansia particolarmente marcato, tanto da vivere la maggior parte delle esperienze in modo preoccupato, agitato, inquieto, ansioso, appunto. Questi soggetti in circostanze di maggiore rilievo emotivo, corrono quindi il rischio di rispondere con comportamenti esagerati, dispendiosi e spesso inutili alle sollecitazioni che vengono dall’esterno; in questo caso si parlerà di stato di ansia. Esistono in psicologia una serie di test psicometrici che permettono di valutare se una persona manifesta dei sintomi che rientrano nell’ansia patologica. L’ ansia è una risposta sostanzialmente fisiologica ad una sollecitazione interna o esterna che il cervello riceve. La percezione che normalmente si ha dell’ansia è, nel linguaggio comune, di qualcosa di fastidioso, che procura disagio o addirittura sofferenza nell’individuo.

Sintomi

Chi soffre d’ansia è solito accusare i seguenti sintomi:

  • Sintomi psichici: sensazione di apprensione, paura, terrore, inquietudine, irritabilità, difficoltà di concentrazione e d’attenzione, pessimismo, sfiducia in se stessi e nelle proprie capacità, stato di preoccupazione continua ed ingiustificata, sensazione di pericolo, sensazione di mente confusa, insonnia, reattività eccessiva al minimo stimolo;
  • Sintomi fisici: crampi allo stomaco, disturbi intestinali, respiro affannoso, tremori, giramenti di testa, tensioni e dolori muscolari, voce tremula, rossore del viso, facile affaticabilità.
  • Sintomi neurovegetativi: senso di soffocamento, fiato corto, palpitazioni ed aumento del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa, sudorazione eccessiva, mani fredde o sudate, modificazioni salivari e bocca asciutta, vertigini, nausea, diarrea, senso di sbandamento, vampate di calore o di freddo improvvisi, bisogno di urinare spesso, etc.

Cura

I farmaci hanno conquistato sempre più mercato. Solitamente gli ansiolitici sono il primo presidio che viene adottato dal medico di base. Spesso però, dopo una prima prescrizione, il paziente tende ad autogestire la terapia modificando i dosaggi e questo è da evitare perché gli ansiolitici, se non usati correttamente possono causare dipendenza, disturbi della concentrazione, dell’attenzione e della memoria. Il farmaco non è l’unico rimedio contro l’ansia. Esiste un recente studio inglese condotto su 210 pazienti con disturbi d’ansia generalizzata, con attacchi di panico e distimia. Per sei settimane sono stati sottoposti a caso a 5 tipi di trattamenti diversi: un farmaco ansiolitico, un timoanalettico, un placebo, una psicoterapia cognitivo comportamentale e un gruppo di self help. Tra questi cinque trattamenti non sono state riscontrate importanti differenze nella risposta. Il farmaco ansiolitico non si è rivelato più efficace degli altri trattamenti. Tutto questo conferma l’idea che il farmaco ansiolitico non è l’unico presidio terapeutico contro l’ansia. Le strategia non farmacologiche, come le tecniche di counselling o gli interventi psicoterapici di sostegno rappresentano una risposta terapeutica di grande efficacia. La psicoterapia in particolare, considerata da molti come la miglior cura per l’ansia, agisce a livello comportamentale ed inconscio dell’individuo portandolo ad avere più fiducia in se stesso, liberandolo dall’ansia da prestazione costruendo uno stato d’animo più solido e meno influenzabile dal mondo esterno e dalle paure che ne derivano; si arriva così ad avere un paziente più solare, energico, sicuro e libero da stress e ansie e finalmente capace di vivere la vita in tutta tranquillità e armonia.

Numeri dell’ansia

In Occidente 400.000.000 di persone accusano disturbi d’ansia. Sono in leggera prevalenza donne in una fascia d’età compresa fra i 30 e i 50 anni. Le categorie più colpite sono i lavoratori dipendenti, i genitori, i manager, con un dato che si fa sempre più evidente, la preoccupazione dei giovani in cerca di primo impiego. In Italia ne soffrono 16 persone su 100 e i grandi ansiosi sarebbero tra il 5% e l’ 8% della popolazione. In particolare il 21% dei ragazzi fra gli 8 e i 17 anni soffre di qualche forma d’ansia specifica o generalizzata. Il 15% dei bambini di 6-7 anni soffre di forme ossessivo-compulsive.

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