“BRINDEREMO ALL’ALLUVIONE”: nuovamente arrestato l’ex responsabile della Protezione Civile di Livorno

L'10 settembre 2017, un'imprevista alluvione ha messo in ginocchio la città toscana di Livorno. Il disastro ha portato via con sé 8 vite e impegnato centinaia di civili e soccorritori nel tentativo di riportare la città alla normalità. Ora però arrivano i risvolti macabri della vicenda.

LIVORNO – “Brinderemo all’alluvione”. Così parlava al telefono Riccardo Stefanini, ex coordinatore della Protezione Civile della città di Livorno, poco tempo dopo quel nefasto 10 settembre 2017, quando a causa di una forte perturbazione l’acqua sfondò gli argini del torrente Ugione e l’acqua, riversata nella cittadina toscana, provocò danni e vittime.

La tragedia ha scosso gli animi, per poi dare spazio ai fatti. Sono iniziate subito le indagini e le ricerche, le documentazioni, le inchieste, con il piano d’emergenza della Protezione Civile alla mano. Si è parlato di responsabilità e di ruoli, e le indagini sono tutt’oggi ancora in corso. E c’è anche chi, al telefono, ha detto: “brinderemo all’alluvione”.

Le indagini  di Salvatore Blasco, capo della squadra mobile di Livorno e del questore Lorenzo Suraci hanno portato ad una nuova incriminazione per l’ex coordinatore della protezione civile del comune di Livorno, Riccardo Stefanini (già arrestato a maggio 2018 per peculato continuato e aggravato) e dell’imprenditore Emanuele Fiaschi, titolare della ditta livornese Tecnospurghi. Sotto accusa anche Nicoletta Frugoli, rappresentante commerciale della società «ComunicaItalia» di Roma.

Da alcune intercettazioni telefoniche sarebbe emerso che Stefanini, preposto alle gare d’appalto avrebbe pilotato le procedure di due gare. Si tratta di appalti sotto soglia, cioè tutti sotto i 41mila euro. Secondo la polizia Stefanini avrebbe favorito Fiaschi facendo di tutto per scoraggiare un altro imprenditore a partecipare alla gara per la fornitura alla protezione civile di mezzi spargisale. Sempre Stefanini si sarebbe accordato con Frugoli, attraverso uno scambio di mail, sui criteri di scelta per far vincere il bando prima che venisse emesso.

Non solo, sia Stefanini sia Fiaschi, legati secondo gli investigatori da un consolidato rapporto fatto di regalie varie, pacchi dono e cene offerte dall’imprenditore, sono indagati anche per truffa aggravata ai danni dello Stato. Salvatore Blasco ha dichiarato che in alcune intercettazioni, qualcuno ha detto “brinderemo all’alluvione”. Immediata è stata l’emissione di misure cautelari nei suoi confronti. Ora sia Stefanini che Fiaschi sono ai domiciliari e Frugoli ha il divieto di esercitare qualsiasi ufficio direttivo e di rappresentanza.

Ecco le cifre della concussione di cui è accusato Stefanini – Polizia di stato 

 

Nella giornata odierna, su ordine del Procuratore della Repubblica di Livorno, la Polizia di Stato ha eseguito l´ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Livorno, dott. Del Forno, con cui è stata disposta l´esecuzione di due “Misure Cautelari degli Arresti Domiciliari con Braccialetto Elettronico”, a carico di STEFANINI Riccardo e FIASCHI Emanuele, ed una misura interdittiva del divieto di esercitare qualsiasi ufficio direttivo e di rappresentanza, anche commerciale, delle persone giuridiche e delle imprese, per il periodo di un anno”, a carico di FRUGOLI Nicoletta.

Nel corso delle indagini, dirette dal Procuratore capo e condotte dalla Squadra Mobile, sono stati sentiti numerosi testimoni e sono state effettuate perquisizioni presso le residenze degli indagati, estese anche alla sede della Protezione Civile di Livorno. Sono così emersi a carico di Stefanini Riccardo, Fiaschi Emanuele e Frugoli Nicoletta, elementi probatori rilevanti circa il reato di “turbativa d´asta in concorso” rispettivamente tra il pubblico impiegato e FIASCHI Emanuele per quanto concerne l´aggiudicazione della gara c.d. “MULTISERVIZI” e tra lo stesso pubblico impiegato e FRUGOLI Nicoletta per l´aggiudicazione della gara c.d. “ALLERT SYSTEM”. In sintesi l´ex coordinatore della Protezione Civile di Livorno, preposto alle gare d´appalto, “pilotava” le procedure per farle aggiudicare ai due complici.

Acquisiti, inoltre, elementi probatori circa il reato di “truffa aggravata ai danni di ente pubblico”. Sono state, infatti, accertate gravi irregolarità compiute da STEFANINI Riccardo nel calcolare i costi degli interventi svolti dalla ditta “Tecnospurghi di FIASCHI Emanuele”, in occasione dell´allerta meteo per neve/ghiaccio del 25-26 febbraio e 1 marzo 2018. Il pubblico impiegato, con il concorso del FIASCHI, avrebbe in sostanza artificiosamente aumentato orari e mezzi impiegati dalla citata ditta, gonfiando per migliaia di euro le spese sostenute dal Comune di Livorno. In particolare i lavori di spargimento di sale sulla strada, effettuati spontaneamente da un volontario, sono stati attribuiti alla Tecnospurghi, a cui il Comune di Livorno ha pagato lavori mai eseguiti.

Il consolidato rapporto tra FIASCHI Emanuele ed il pubblico dipendente STEFANINI Riccardo, si è sviluppato anche con regalie varie, pacchi dono e cene offerte dall´imprenditore allo stesso STEFANINI.

Nel corso dell´analisi del materiale documentale sequestrato, sono emerse rilevanti anomalie nei prezzi fissati da STEFANINI Riccardo. Prezzi anomali fissati avantaggio del privato imprenditore e a danno dell´Ente pubblico. In tal modo ogni sacco di sale da disgelo da 20 kg. è stato pagato dal Comune di Livorno 15 euro esclusa IVA, mentre nel 2013 il Comune di Pisa ha pagato per lo stesso tipo di prodotto, un pacco di sale da 25Kg, 3.35 euro compresa IVA,. Per quattro zaini di rappresentanza contenenti piccoli accessori, donati alle scuole in occasione della manifestazione annuale, indetta dalla Protezione Civile, il Comune di Livorno ha pagato alla ditta Tecnospurghi, ben 1000 euro.

Sulla base degli elementi di prova acquisiti il Procuratore Capo ha chiesto per entrambi gli indagati a misura cautelare, necessaria anche per evitare l´inquinamento delle ulteriori prove che gli inquirenti stanno ancora raccogliendo e valutando. La richiesta è stata accolta dal G.I.P. del Tribunale di Livorno, dott. Del Forno. Oggi l´esecuzione a cura della Squadra Mobile..

Va ricordato che lo scorso 30 maggio STEFANINI Riccardo, era già stato arrestato dalla Squadra Mobile di Livorno, sempre su ordine del procuratore capo e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, disposta dal Gip Del Forno per il reato di peculato. In questo caso è stato contestato al dipendente pubblico l´appropriazione di carburante per mezzi comunali e il costante uso per fini privati di una autovettura di proprietà del Comune di Livorno.

Livorno 29 agosto 2018

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