Carnevale di Viareggio all’insegna della sicurezza. Come si prepara il 118 all’invasione versiliese?

In occasione del carnevale, Viareggio diventa uno dei centri nevralgici della festa, con la sua annuale sfilata di carri allegorici. Famoso in tutt’Italia e non solo per la maestosità, l’estetica e la satira, il Carnevale di Viareggio è un maxi evento che attira tutti gli anni centinaia di migliaia di curiosi e appassionati da ogni dove.

In casi come questo, la sicurezza è un must e le associazioni di soccorso e di emergenza sanitaria sono in prima linea per garantire a tutti i partecipanti supporto e assistenza. Per saperne di più abbiamo intervistato il direttore del 118 Alta Toscana, Andrea Nicolini.

Come ci si prepara ad affrontare un mese intero in cui tutti i fine settimana sono un maxi evento, con centinaia di migliaia di persone e postazioni da allestire di continuo? Una centrale che ha un territorio complesso come la vostra, per eventi di questo tipo, quanto si prepara e come si prepara?

Ci prepariamo circa un mese prima. Questo è un evento che si ripete ogni anno e, per fortuna, il fatto che si ripeta, ci permette di fare un “copia-incolla” di quello che è il piano sanitario della manifestazione da sempre utilizzato. Il piano è rodato da diversi anni di esperienza e l’evento viene gestito ormai da anni, già da prima che arrivassi io. Questo è l’11esimo carnevale che gestisco. Il piano fondamentalmente è sempre lo stesso, anche se si è evoluto nel tempo grazie alla tecnologia e ai mezzi.

La preparazione prevede periodiche riunioni con le associazioni di volontariato e personale sanitario, andando a controllare che effettivamente tutto funzioni nella maniera adeguata.

Alcune modifiche organizzative sono state realizzate negli ultimi 6 anni. In questi anni abbiamo concentrato tutta la parte sanitaria in un unico Presidio Medico Avanzato (PMA) che si trova all’interno della manifestazione e questo è da considerarsi un cambiamento abbastanza epocale.

Il PMA costruito appositamente per la manifestazione del Carnevale – Foto di Edoardo Govoni

Negli anni precedenti, i PMA erano 3. Erano piccoli e dislocati in varie zone del circuito, creando diverse problematiche di tipo organizzativo. Concentrando tutto in un unico Presidio Medico Avanzato, concentriamo l’intero personale sanitario. Qualunque tipo di intervento avvenga durante la manifestazione, viene gestito dai sanitari nel PMA.

Nel percorso della manifestazione ci saranno sia ambulanze, sia squadre a piedi. Il soccorso nel circuito va organizzato così per via della presenza dei carri, che sono strutture imponenti e voluminose, e di moltissime persone che assisteranno come tutti gli anni all’evento.

In caso di soccorso, il paziente viene portato all’ambulanza più vicina, o se può, è la stessa ambulanza che si porta al punto in cui la squadra a piedi ha soccorso la persona, viene fatta la prima stabilizzazione da parte dei soccorritori in accordi con il personale sanitario. Viene poi trasportato il paziente al PMA percorrendo delle vie di uscita dedicate esclusivamente ai mezzi di soccorso. Questa soluzione è stata adottata per permettere ai mezzi di soccorso un trasporto più rapido possibile, senza mettere a rischio la vita delle altre persone.

Questa ragnatela all’interno del circuito dei carri permette di raggiungere il PMA nel minor tempo possibile e si tratta di un percorso che dall’interno va all’esterno perchè il mezzo di soccorso fa la strada parallela al percorso, ma dalla parte esterna.

Applicate quindi il protocollo Maurer durante la manifestazione?

Utilizziamo quel protocollo come base. Tuttavia ormai la manifestazione e le sue peculiarità sono conosciute e negli anni hanno subito una serie di aggiustamenti, permettendo di adattare il protocollo Maurer alle esigenze che questo evento richiede.

Qual è la situazione del volontariato in Toscana? Risentite anche voi della penuria di volontari che sta affliggendo l’Italia?

Sì, anche noi abbiamo risentito del problema ma occorre considerare che per fortuna la Toscana è particolarmente ricca di associazioni di volontariato che operano sia nel sistema sanitario del 118, sia nella parte di soccorso della Protezione Civile. Qualche problema in più esiste, ma nel nostro caso non crea quello squilibrio tale da far sorgere dei problemi organizzativi così rilevanti in occasione della manifestazione.

Per quanto riguarda il personale medico-infermieristico, avete concentrato tutto il personale in PMA oppure avete dislocato infermieri anche lungo il percorso?

Lungo la manifestazione non c’è personale sanitario. 2 medici 118 e 3 infermieri 118 sono localizzati al PMA. Le uniche due situazione che prevedono l’intervento e la sanitarizzazione sul posto sono il politrauma e l’arresto cardiaco. In quei casi abbiamo un’automedica che sosta dal PMA (a metà del circuito) su cui salirebbero un infermiere e un medico e farebbero la sanitarizzazione in loco.

Per tutto il resto le squadre sono composte da soccorritori, tutte equipaggiate di defibrillatore semiautomatico e di zaini per la rianimazione cardiopolmonare, e quindi sono in grado di prestare le prime cure al paziente.

Foto di Edoardo Govoni
Foto di Edoardo Govoni

In caso di arresto cardiaco e/o di politraumi, esiste un piano o un sistema integrato con l’elisoccorso?

Il piano prevede che il paziente venga gestito in loco per quanto possibile, dopo di che viene presa la decisione da parte del personale sanitario in loco. Si decide se continuare a trattare il paziente nel PMA oppure tramite la centralizzazione diretta. In questo caso la centralizzazione può avvenire tramite l’elisoccorso se ha la possibilità di aterrare in un campo sportivo limitrofo.

A livello tecnologico, ci sono dei sistemi di comunicazione o di interscambio dati che vi permettono di avere il controllo totale di quello che avviene sul posto?

Esatto. La Regione Toscana si è dotata di un sistema che è stato creato per le maxi emergenze, ma può essere utilizzato anche in condizioni di pace, come nelle manifestazioni con il maggior flusso di persone. Si tratta della Funzione 2 Sanità, che ha sede presso la Centrale Operativa 118 Pistoia ed è dotata di un furgone che funge da Posto di Comando Avanzato, all’interno del quale noi abbiamo la possibilità di replicare le postazioni di centrale operativa.

Di fatto nel furgone ci sono tre postazioni occupate da personale infermieristico e personale tecnico misto della Regione Toscana e della Centrale Operativa 118 Alta Toscana che ha la possibilità di collegarsi direttamente al database della CO.

Quindi tutte le missioni possono essere gestite autonomamente dal Posto di Comando Avanzato, da un infermiere di centrale e da un operatore tecnico della centrale operativa, che hanno la funzione di ricevere prima le chiamate se queste arrivano direttamente dal circuito, sia se queste arrivano direttamente alla centrale operativa 118.

In quest’ultimo caso, grazie a questo sistema, la chiamata verrebbe data in gestione al Posto di Comando Avanzato sul circuito che vede la missione e attiva direttamente i mezzi che sono nel circuito.

Viene poi costituita una rete radio specifica, grazie alla Funzione 2 Sanità e alla collaborazione della Protezione Civile della Regione Toscana. Questa è una rete radio a se stante che non interferisce con i sistemi di comunicazione ordinari e che è costituita da due sottoreti: una per parlare direttamente dal Posto di Comando Avanzato con tutti i mezzi di soccorso che si trovano nel circuito, l’altra per permettere al direttore dei soccorsi sanitati, che è sempre un medico o un infermiere del 118, di parlare con il PMA e con la Centrale 118.

Negli ultimi due anni questo metodo ha permesso di sgravare la Centrale Operativa Alta Toscana dalla gestione diretta dell’evento. Di fatto la Centrale Operativa neanche si accorge di avere il Carnevale sul proprio territorio.

Foto di Edoardo Govoni
Foto di Edoardo Govoni
Foto di Edoardo Govoni

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