Come va il Fiat Ducato che sarà usato per le ambulanze dal 2020?

Al Mirafiori Motor Village sono state presentate due grandi novità di Fiat Professional per il mercato dei veicoli commerciali: il nuovo Ducato MY2020 e il Ducato Electric. Saranno allestite tante ambulanze su questi mezzi. E noi li abbiamo provati in anteprima!

Il nuovo Ducato MY2020 è l’evoluzione del best seller di Fiat Professional, un prodotto rivoluzionario che dal 1981 soddisfa con soluzioni sempre all’avanguardia le diverse esigenze di business, dai veicoli trasporto merci ai più complessi veicoli allestiti, incluse le basi di trasformazione per le ambulanze e i veicoli da soccorso.

Difficile affinare un modello di tale successo: per farlo, gli ingegneri di Fiat Professional si sono concentrati su un approccio ancora più “su misura”, uno sviluppo guidato dalle best practices e da esperienze concrete. I motori oggi sono tutti Euro 6D, ancora più efficienti, ecologici, performanti e con diverse alimentazioni, a tutto vantaggio dell’ambiente. Esordisce sul Ducato il nuovo cambio automatico “9Speed”, un torque converter di ultima generazione capace di sfruttare al meglio tutti i punti di coppia del motore. In termini di peso e compattezza è il miglior cambio della categoria, e garantisce affidabilità, durata e un’esperienza di guida sempre piacevole.

I motori del nuovo Ducato sono all’altezza delle necessità? 

La gamma di motori è da sempre uno dei punti di forza dei modelli Fiat Professional. Ducato infatti è l’unico modello nella sua categoria ad adottare un motore a gasolio di derivazione industriale, solido e longevo ma capace di garantire prestazioni e comfort automobilistici. Non c’è più il 3 litri, ma l’intera gamma Multijet 2 è ora composta da motori 2,3 litri di derivazione industriale con compressore a geometria variabile, per una guida più fluida e un motore più elastico. Fin dalle basse velocità l’accelerazione è equilibrata, con conseguente riduzione dei consumi nel reale ciclo di utilizzo. Il nuovo turbocompressore, grazie al controllo elettronico, è in grado di adattare la sua fluidodinamica alla velocità e allo stile di guida, per garantire in ogni momento la giusta sovralimentazione. Si accede al mondo Ducato con il 2.3 Multijet 2 da 120 CV a 2750 giri con 320 Nm di coppia massima a 1400 giri, abbinato al cambio manuale. Rispetto al precedente 2 litri potenza e coppia crescono del 10%. Lo step successivo è un godibile 140 CV e rappresenta il cuore della gamma. Versatile ed elastico, tira fuori il meglio di sè con i suoi 350 Nm di coppia (+9% rispetto al 130 Multijet) a soli 1400 giri. Da questo step in avanti è disponibile l’avanzato cambio automatico “9Speed” ZF.

Un ulteriore incremento di cavalli arriva con la versione da 160 CV a 3500 giri, che eroga fino a 400 Nm a 1500 giri nella versione con cambio automatico. Questa power unit adotta un albero motore specifico con cuscinetti di dimensioni maggiorate, pistoni speciali e un turbocompressore specifico, a tutto vantaggio delle prestazioni e della durata del motore. Ma, al vertice della proposta Fiat Professional, c’è il 2.3 Multijet da 180 CV a 3500 giri: 400 Nm di coppia con trasmissione manuale e 450 Nm, + 12% rispetto al modello precedente, con il nuovo cambio automatico a nove marce. Siamo a valori di best-in-class in termini di coppia. E sicuramente sarà questa configurazione, prestante ma gestibile, la più apprezzata da chi ha bisogno di una ambulanza nuova.

Il cambio del motore non ha portato variazioni sulle possibilità di allestimento, sulle dimensioni interne ed esterne, o sul cofano motore, facilitando così il lavoro delle carrozzerie per gli allestimenti speciali.

SOMMARIO ARTICOLO

  1. I motori del nuovo Ducato sono all’altezza delle necessità? 

  2. Il cambio “9 velocità” e l’intelligenza artificiale

  3. La “rivoluzione” elettrica di Fiat Professional

  4. Come va su strada il nuovo Ducato?

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