Coronavirus, il quadro numerico del contagio da Covid-19 continente per continente

SARS- CoV-2 : sono numeri pesanti come macigni, quelli che propone il sito del WHO (l’OMS, Organizzazione mondiale della sanità) rispetto alla pandemia da coronavirus Covid-19: sono 340 mila i casi accertati, con quasi 15 mila morti. Più o meno 100 mila le persone guarite.

 

La vaghezza si deve alla difficoltà di raccolta delle certificazioni, che è poi il motivo di “balzi” importanti sia nei numeri nudi e crudi che nelle statistiche da un minuto a quello successivo.

Mentre scriviamo il quadro, continente per continente, è quello che leggerete nelle righe a seguire:

CORONAVIRUS IN EUROPA:

Nei paesi dell’Unione Europea è purtroppo l’Italia, paese da cui scriviamo, a farla da padrone, con i propri 53.578 casi di contagio. A seguire quello che è parso da subito uno dei paesi più colpiti, la Spagna: 25 mila casi accertati. Al terzo e quarto posto di questa triste classifica due nazioni che non hanno immediatamente dato la giusta importanza alla questione, Germania e Francia: 21,5 mila e 14,5 mila persone positive al coronavirus in queste due nazioni.

Quinto paese per positivi è la Svizzera, con 6 mila casi.

Subito sotto la Gran Bretagna dell’immunità di gregge, con 5 mila casi.

Fortunatamente distaccate le altre nazioni, dall’Olanda in giù.

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CORONAVIRUS IN AMERICA:

il continente americano è letteralmente spezzato in due.

Il Nord America ha tassi elevatissimi in virtù dell’andamento della sanità statunitense, che vive purtroppo giorni di grande difficoltà: oltre 15 mila i casi accertati negli USA.

Meno invasivo il dato riguardante il Canada, che esibisce 1.048 persone contagiate.

Dal Messico in giù, le cifre sono fortunatamente meno importanti: 904 positivi in Brasile, capofila delle nazioni dell’America Latina, 506 in Ecuador, 318 in Perù e 158 in Argentina. Residuali le cifre della maggior parte delle altre nazioni. La speranza è che tutto resti così, e che i Paesi colpiti sappiano fronteggiare l’ondata con il minor numero di decessi possibile.

SARS-CoV-2 IN AFRICA:

il continente africano è il grande osservato speciale, di questa pandemia. In un articolo precedente abbiamo scritto che è paragonabile ad una persona immunodepressa circondata da parenti contagiosi, ed è effettivamente così.

Con grande fatica il continente si è liberato dai danni di un virus Ebola recentemente sconfitto, almeno nella propria espressione più violenta, ed ora si deve confrontare con questa nuova emergenza.

A spiccare, loro malgrado, per numeri di contagio sono l’Egitto, con 294 contagi, il Sudafrica, con 240, l’Algeria, con 139, e il Marocco, con 109. Gli altri paesi, in massima parte, hanno casi di poche unità, arrivando anche (in quattro nazioni) allo zero.

Stiamo sempre riportando dati ufficiali WHO di lunedì 23 marzo al mattino.

COVID-19 IN ASIA:

è naturalmente il continente più colpito, essendo scoppiata in Cina l’epidemia. Per il paese guidato dal presidente Xi Jinping si contano 81.500 casi di contagio. La Corea del Sud certifica 8.900 casi, la Malaysia quasi 1.200.

In linea generale nelle altre nazioni la situazione è abbastanza sotto controllo: l’India, 1,4 miliardi di abitanti, ha in questo momento 341 casi di contagio. Meno che in Valle d’Aosta.

Di poche centinaia i casi della maggior parte delle altre nazioni del continente.

CORONAVIRUS IN OCEANIA:

Fortunatamente il continente meno colpito. L’Australia è il paese di maggiori dimensioni, ed è quindi abbastanza naturale che mostri il numero di contagiati più alto, 1.100 persone circa. Molto inferiori i dati delle altre nazioni.

L’IMPEGNO DELL’UMANITÀ:

Va da sé che la possibilità che i continenti (e le singole nazioni) meno colpiti vengano solo sfiorati da questa tragedia si lega ad un insieme di fattori. Naturalmente dall’attenzione dei governanti di quelle aree, ma anche dalla responsabilità dei cittadini e delle aziende occidentali, che devono scegliere di non infettare zone ad oggi risparmiate dalla pandemia.

Sulla possibilità di espansione di questo violento coronavirus si gioca il senso di fratellanza fra i popoli di cui tanti, da Charlie Chaplin (Il Grande Dittatore) al Mahatma Gandhi. Quest’ultimo una volta ebbe a dire: “Tu e io non siamo che una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi”.

Questa frase è quanto mai vera, in quest’epoca dominata dal Covid-19.

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