COVID-19, in Africa è +20% di positivi in 19 paesi: la preoccupazione del WHO Africa

In Africa l’epidemia da COVID-19 ha un andamento altalenante e, per alcuni versi, disomogeneo. Di fatto però i contagi registrano un +20%, e questo allarma il WHO, l’Organizzazione Mondiale di Sanità

Che i dati nel continente madre del nostro pianeta siano difformi è al limite anche naturale: sarebbe assurdo pretendere dati simili tra Italia e Svezia, o tra Canada e USA. Ogni nazione vive delle proprie scelte e dei propri mezzi, e questo è vero in ogni continente.

Africa, è allarme WHO: negli stati in stagione invernale COVID-19 è a +20% di contagi

Ma anche in Africa, come altrove, le organizzazioni sanitarie vivono con preoccupazione l’arrivo del freddo e delle festività, fattori che potrebbero determinare un ulteriore picco dei contagi.

Questo è vero soprattutto per i paesi del nord Africa, come Tunisia, Marocco, Algeria, Libia ed Egitto, che hanno un clima non troppo dissimile da quello di Spagna, Grecia o Italia del sud.

La sensibilità alla temperatura del COVID-19 è notoria fin da marzo, ed in quest’ottica non è troppo sorprendente che, per esempio, il Rwanda abbia deciso la temporanea chiusura di 25 covid center come conseguenza della drastica riduzione dei contagi.

Il governo del presidente Paul Kagame ne ha lasciati aperti 7: due si trovano a Kigali – incluso un centro di cura all’interno dell’affollata prigione di Mageragera – quattro nella provincia orientale e meridionale e uno nel nord.
Ma questo trend non riguarda il solo Rwanda: sono 17 gli stati nei quali si registra un persistente calo. A fronte dei 19 che, come scritto, devono constatare un aumento del 20%.

I dati WHO rispetto all’epidemia di COVID-19 in Africa

Ad oggi sono 40.000 le persone che hanno perso la vita per il virus in Africa: è un numero alto in assoluto, ma contenuto se si pensa che stiamo parlando dell’intero continente africano.

Mentre scriviamo, i decessi per Covid in Italia hanno superato i 50.000. Il basso impatto della pandemia sul continente potrebbe essere legato a diversi fattori.

Come riporta un articolo sulla versione inglese di Wired, l’età media della popolazione africana ha di certo svolto un ruolo protettivo: il 60% degli abitanti del continente, infatti, ha meno di 25 anni (quasi la metà dell’età media italiana).

In secondo luogo, una certa dose di protezione deriva probabilmente dall’ampia diffusione di malattie infettive incluse altre infezioni da coronavirus, che potrebbero offrire una sorta di immunità incrociata, indiretta, contro il Sars-CoV-2.

In terzo luogo, le alte temperature riducono il tempo trascorso al chiuso aiutando a ridurre i contagi, anche se gli effetti del clima sulla vitalità del nuovo coronavirus non sono ancora chiari.

Emergenza COVID-19: la valutazione del direttore regionale WHO Africa, Matshidiso Moeti

Il direttore regionale dell’Oms per l’Africa, Matshidiso Moeti, ha però chiesto di vigilare nelle prossime settimane per evitare un’ulteriore ondata che potrebbe travolgere i sistemi sanitari. In particolare, quelli di Kenya, Marocco e Sudafrica dove le infezioni sono in aumento.

«Dato che ci avviciniamo al periodo dell’anno in cui le persone trascorrono le vacanze insieme, c’è un rischio maggiore di trasmissione di Covid-19.

L’Oms è preoccupato che nuovi casi possano emergere in luoghi che finora non sono stati colpiti», ha dichiarato Moeti.

In questa battaglia dell’Africa contro il COVID-19 è difficile, se non impossibile, prefigurare un andamento omogeneo, ma certo in tal senso una corale risposta, come minimo nella gestione e nella fornitura dei dpi e dei tamponi per il coronavirus, verrà svolta dall’ Africa CDC, piuttosto attiva fin dall’inizio dell’emergenza covid.

Se quei presidi ospedalieri arriveranno a destinazione, soprattutto nelle aree rurali, numerose e meno fornite di servizi sanitari, allora la sfida contro COVID-19 potrà essere vinta.

Se questo non avverrà, considerata la fragilità strutturale ed economica di molte nazioni, sarà invece tragedia umanitaria.

La partita è aperta, i prossimi due mesi saranno cruciali, per l’Africa.

Per approfondire:

COVID-19 in Sudafrica, inchiesta giornalistica del Daily Maverick scopre casi di corruzione a Gauteng

Diventare infermieri in Nigeria: percorso formativo e prospettive lavorative di una delle professioni più nobili nel paese africano

Appendicite acuta in bambini con sindrome infiammatoria multisistemica da COVID-19: case report dal Sudafrica

Fonte dell’articolo:

Sito ufficiale WHO Africa

Africarivista

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