COVID, aumentano ancora i contagi: 574, con 3 decessi. L'epidemiologa: “il virus non si è indebolito”

Contagi COVID-19 sempre in risalita, anche se calano le vittime rispetto a ieri. Oggi i dati diffusi dal ministero della Salute registrano 574 nuovi casi e 3 morti (ieri eran stati 6).

Complessivamente il totale dei casi dall’inizio della pandemia si attesta a 252.809 mentre i deceduti si attestano a 35.234. Gli attualmente positivi sono 14.249 con un incremento di 168 rispetto a ieri.

I dimessi dalle strutture ospedaliere sono 403 in piu’.

Contagi da Covid, l’epidemiologa: “Attenti, il virus non si è indebolito”

“Con questi numeri siamo ancora ampiamente in tempo per mettere in campo misure di contenimento perche’ un nuovo lockdown generalizzato non ce lo possiamo permettere”

“Se i casi dovessero ulteriormente aumentare, anche se si tratta di giovani, per forza di cose le forme sintomatiche sarebbero piu’ frequenti e il virus, tutt’altro che indebolito, potrebbe portare ancora in Rianimazione molte persone“.

Lo scrive in un lungo post sui social, Maria Chironna, responsabile del laboratorio di Epidemiologia molecolare del Policlinico di Bari.

“Chi affermava con spocchiosa sicumera che le rianimazioni e i reparti covid 19 fossero ormai vuoti dovrebbe rivedere le proprie posizioni.

Solo gli stolti non cambiano mai idea, recita piu’ o meno una nota citazione – aggiunge –.

Si puo’ sempre sbagliare, l’importante e’ non intestardirsi di fronte all’evidenza”.

“Con questi numeri siamo ancora ampiamente in tempo per mettere in campo misure di contenimento perche’ un nuovo lockdown generalizzato non ce lo possiamo permettere ma lockdown locali, in determinate situazioni, sono previsti“, spiega la biologa convinta che la definizione di chiusure territoriali consentirebbero “a tutta la popolazione di avere accesso alle cure, un sacrosanto diritto che potrebbe non essere garantito se l’epidemia dovesse riprendere in modo incontrollato”.

“Non e’ tollerabile che comportamenti irresponsabili, complici anche una grande confusione informativa e normativa, mettano di nuovo in ginocchio il sistema sanitario nazionale, per quanto, sulla carta, potenziato.

CONTAGI COVID: SERVE RESPONSABILITA’

Serve responsabilita’” oltre a dover “porre rimedio a insensate differenziazioni.

In Basilicata cosi’ come in Puglia o in Lombardia devono valere le stesse regole“, scrive Chironna che evidenzia che “siamo ancora in piena emergenza pandemica, ma qualcuno lo dimentica.

Settembre-ottobre saranno un banco di prova importante per il paese e per la nostra regione, per il SSN e per il sistema sanitario regionale.

C’e’ da gestire l’apertura delle scuole, delle universita’ delle attivita’ produttive.

E non vi sono certezze su come andra’. Bisogna essere onesti prima di tutto”.

“Non siamo tornati alla normalita’ e bisogna navigare a vista, cambiando continuamente rotta, se necessario – continua la responsabile –.

Qualcuno si ostina a pensare che nulla sia accaduto e che tutto e’ sotto controllo.

Non e’ onesto affermare cio’ e deve prevalere il criterio di massima prudenza”.

“Servono indicazioni univoche basate sulle migliori evidenze scientifiche e uniformita’ delle regioni nell’assunzione di decisioni.

Evitare assembramenti vuol dire evitare assembramenti, costi quel che costi, fosse pure la chiusura di alcune attivita’.

Rispettare le regole e’ segno di civilta’.

Devono essere imposte regole ai piu’ forti e ai sani con coerenza e motivazioni convincenti.

Altrimenti e’ egoismo.

E la liberta’ al tempo del Covid19 ha un prezzo che non e’ affatto insostenibile: mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani”, conclude Chironna

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