Drago non volerà: la nota del capo dipartimento dei Vigili del Fuoco è un macigno per l’elisoccorso ligure. Al suo posto, un privato?

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GENOVA: Drago resta a terra.” Questa frase fa eco nella storia dei Vigili del Fuoco elicotteristi, che da 25 anni prestano servizio nel territorio della bella Liguria.

L’elicottero Drago dei Vigili del Fuoco ligure non volerà più dal 1 gennaio 2019. Lo ha decretato il capo dipartimento dei vigili del fuoco Bruno Frattasi in una nota inviata alla Prefettura genovese e alla Regione. A garantire lo stesso servizio, al posto dei vigili del fuoco, ci sarà forse un’azienda privata. La decisione arrivata ieri tramite una circolare interna, e verrà messa in vigore all’alba nel nuovo anno, se non si riuscirà a far retrocedere il Ministero sulla posizione assunta.

Relativamente a questo, la nota emessa dal capo dipartimento, con oggetto “Convenzione servizio elisoccorso tecnico-sanitario nella Regione Liguria“, è chiara:

Le sopravvenute necessità organizzative del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, connesse con i nuovi compiti istituzionali derivanti da decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177: “lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei” e dal decreto legislativo del 2 gennaio 2018 n.1 “Codice della Protezione Civile“, non consentono, oggi, di rinnovare negli stessi termini, la Convenzione in oggetto.

Luca Infantino, segretario nazionale della Cgil dei Vigili del Fuoco, e soccorritore genovese: “Oggi è un giorno triste. Con atto unilaterale il capo dipartimento dei vigili del fuoco distrugge un’esperienza eccelsa del lavoro pubblico, mettendo la parola fine alla convenzione regionale di elisoccorso”.

Così i costi si decuplicheranno e i servizi non saranno garantiti. Una decisione che potrebbe avere anche riflessi pesanti nell’economia generale della sanità ligure: il costo del servizio di elisoccorso è di un milione e 800 mila euro all’anno. Lo stesso servizio, affidato ai privati, potrebbe raggiungere i 20 milioni di euro, lo stesso che paga l’Abruzzo, regione con la stessa densità abitativa della Liguria, per il servizio privato.

Infantino si batte contro questa decisione e spiega: “Se non si troverà un interlocutore politico, attraverso la voce del presidente della Regione Toti, del ministro Salvini e del sottosegretario con delega ai vigili del fuoco Candiani, a prendere servizio al posto nostro saranno i privati con riflessi in negativo sia da un punto di vista della professionalità del soccorso, che abbiamo sempre garantito in questi 25 anni, che da un punto di vista economico, con costi che andranno a decuplicarsi rispetto a quelli attuali. Spero che la politica intervenga e che dimostri questo cambiamento di cui parla ogni giorno”.

La paura è che questa sorte possa estendersi anche ai reparti speciali dei Vigili del Fuoco come nucleo sommozzatori, radioriparatori, portuali, Saf (Speleo-Alpino Fluviale). Questa rete di soccorso, nessun privato la potrà mai garantire.

Infantino incalza: “Non capiamo il motivo di questa decisione improvvisa e unilaterale. Arrivata, tra l’altro, poco dopo l’acquisto di sei elicotteri 139, utilizzabili per il soccorso, e destinati ai vigili del fuoco. Non sappiamo ancora le ragioni di tutto ciò, ma faremo di tutto perché la gestione del soccorso resti pubblica”.

Non diverso il giudizio di Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo: “Dopo tanti anni di battaglie del nostro sindacato per affermare un modello di soccorso integrato che porta risparmi ai cittadini e efficienza del servizio, dopo 25 anni di eccellenza dell’ elisoccorso in Liguria, siamo sbigottiti e delusi dalla decisione del capo dipartimento Frattasi che non condividiamo e che costerà soldi ai contribuenti con i privati pronti a fregarsi le mani”.

Infantino e Brizzi si trovano in estremo accordo sul fatto che ci saranno battaglie sindacali affinché l’elisoccorso in Liguria resti pubblico. Ma non solo, l’obiettivo è estendere il servizio anche nelle altre regioni e reinvestire i risparmi in mezzi, attrezzature e assunzioni nei settori della sicurezza e della sanità.

 

 

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