Elisoccorso 118: missioni HEMS ed operazioni SAR (Search and Rescue) Uno spunto per l’attività quotidiana delle C.O. 118

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Introduzione

“(…) La situazione orografica italiana e l’obiettiva difficoltà che talvolta insorge nel classificare una missione di tipo misto (nel quale si fondono l’aspetto dell’ambiente ostile e l’emergenza sanitaria) hanno determinato, in estese zone del Paese, una sostanziale sovrapposizione tra missioni HEMS e missioni SAR. Pertanto l’ENAC riconosce che, a fronte di una determinata emergenza sanitaria, il teatro operativo in cui si svolge il recupero dell’infortunato possa configurare un intervento di soccorso SAR piuttosto che un’operazione HEMS.

La responsabilità della classificazione a priori rimane del committente (che si avvale della Centrale Operativa 118) come del resto quella della differenziazione tra HEMS e eliambulanza (HAA). L’operatore ha il dovere di segnalare al committente eventuali errori di valutazione, allo scopo di evitarne il ripetersi. (…)”
Queste poche righe tratte dal “Regolamento HEMS, Serie Operazioni Volo OPV-18A, approvate da ENAC il 09/10/2008, fanno riflettere sull’importanza che assume il fattore ambientale nella sequenza decisionale che la C.O. 118 deve valutare a fronte di ogni singolo contesto operativo per la tipologia di missione che influenzerà l’attivazione dell’Elisoccorso 118.

In Toscana, effettivamente, fino a pochi anni fa, la C.O. 118 che necessitava dell’attivazione dell’Elisoccorso 118, doveva essere in grado di effettuare correttamente una serie di valutazioni, oltre che sanitarie, anche di

Pegaso 3

tipo tecnico-aeronautico. I 3 elicotteri a disposizione, infatti, differivano per tipologia di “mission”, di equipaggio e di macchina; pertanto la conoscenza delle caratteristiche orografiche del territorio caratterizzanti l’emergenza sanitaria, era fondamentale per operare la scelta corretta, sottovalutare il fattore ambientale poteva significare essere costretti ad attivare un secondo elicottero che fosse in grado di completare la missione, con inevitabili ritardi per il paziente.
Oggi di fatto esiste una corresponsabilità con la Centrale Unica Regionale “Toscana Soccorso” che gestendo globalmente il Servizio Regionale d’Elisoccorso 118, a fronte di ogni richiesta di soccorso dovrebbe essere in grado di valutare i fattori sia tecnico-operativi che aeronautici in modo da consentire la rapida attivazione del mezzo più idoneo.

La “classificazione a priori” della tipologia di missione (HEMS oppure SAR, Search and Rescue) rimane tuttavia prerogativa della C.O. 118 richiedente poiché è propria la conoscenza del teatro operativo in cui si svolgerà l’intera operazione di soccorso. Pertanto la C.O. 118 che si trova a ricevere la richiesta di soccorso, deve sempre porsi in modo critico di fronte alle caratteristiche ambientali del luogo dal quale la chiamata proviene, specialmente se la stessa è inoltrata da zone rurali o montane, dove il fattore ambientale ha spesso più rilevanza rispetto alle notizie cliniche caratterizzanti l’emergenza-urgenza.
Se in ambito di Elisoccorso 118 la distinzione tra tipologia di missione HEMS e SAR ha un ruolo fondamentale sia campo aeronautico che sanitario, proprio per la pericolosità maggiore che caratterizza le Operazioni SAR, questa sfumata ma profonda distinzione nella tipologia di missione, dovrebbe rappresentare, per il personale che opera all’interno delle C.O.118, il termine di paragone, per tutte quelle missioni “terrestri” (ambulanza, automedica etcc…) dove lo scenario delle operazioni non è così definito.
Missioni di soccorso dove il raggiungimento del paziente, la stabilizzazione, la sua evacuazione e la successiva ospedalizzazione devono poter essere effettuate, anche con la collaborazione degli enti preposti, in completa sicurezza ed in tempi ragionevoli, a garanzia delle condizioni cliniche del paziente e a tutela degli equipaggi che potrebbero essere chiamati ad intervenire in scenari non idonei alla propria tipologia di addestramento e formazione specifica.

Alla luce di questo, indipendentemente dalle notizie sanitarie, misconoscere il fattore ambientale di determinate richieste di soccorso può indurci a commettere una serie di errori nella sequenza decisionale tanto da non farci valutare o peggio da farci scartare le alternative possibili per il perfezionamento dell’operazione di salvataggio, ritardando colpevolmente l’attivazione degli enti preposti a tali manovre, in zone impervie.
L’approccio mentale, a fronte di richieste di soccorso provenienti da aree caratteristiche (come ad esempio montagna, oppure ambiente impervio), dovrebbe basarsi sulle stesse considerazioni che vengono fatte in ambito aeronautico tra missioni HEMS ed Operazioni SAR, valutando appunto “(…)a fronte di una determinata emergenza sanitaria, il teatro operativo in cui si svolge il recupero dell’infortunato (…)”.
E’ fondamentale ricordare che è compito del S.S.N. ed in particolare del Sistema di Urgenza Emergenza Sanitaria 118 la tutela della salute dei cittadini garantendo a chiunque si trovi in una situazione di emergenza sanitaria, reale o potenziale, ogni intervento volto a portare sul luogo dell’evento, il soccorso più qualificato con i propri mezzi disponibili sul territorio, favorendone una corretta ospedalizzazione.
La Conferenza Stato Regioni del 3 Febbraio 2005 “Linee guida per l’organizzazione dei servizi di soccorso sanitario con elicottero”, ribadisce al punto 1.1 che: “E’ tra i compiti istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale, ed in particolare del Sistema di Urgenza Emergenza Sanitaria 118, garantire la medicalizzazione rapida del paziente critico e il suo trasporto in condizioni di piena sicurezza nei centri attrezzati per il trattamento della patologia specifica. Uno degli strumenti fondamentali per il raggiungimento di questo obiettivo è l’utilizzo del Servizio di Soccorso Sanitario con elicottero. In particolare, obiettivo primario del Servizio di Soccorso Sanitario con elicottero è intervenire per “soccorrere” (ed in alcune situazioni prioritariamente per “salvare”) chiunque abbia necessità di un intervento che solo mezzi ad ala rotante possono garantire o che risenta sensibilmente dei vantaggi dell’ intervento di tali mezzi rispetto ad altre alternative.”

 

Il territorio della C.O. 118 Pisa Soccorso

Facendo riferimento alle caratteristiche del territorio di competenza della U.O. 118 Pisa Soccorso, l’unica catena montuosa presente è il Monte Pisano, che avendo una forma ovale allungata, si estende da S/E a N/O, per una lunghezza di 20 Km, con una larghezza di 10 Km e con una superficie di circa 15200 ha.
Nel gruppo si distinguono per altezza : M. Faeta 831 m., Spuntone di S. Allago 870 m., M. Serra 917 m., M. Pruno 876 m., ed il M. Verruca 537 m., che si ergono a ventaglio, formando una vallata rivolta a Sud, detta “Valgraziosa”.
Il Monte Pisano, più comunemente chiamati “Monti Pisani” comprende i comuni di Vecchiano, San Giuliano Terme, Calci, Vicopisano e Buti.

Catena montuosa di modesta dimensioni, non raggiunge mai quote elevate, la cima più alta è infatti il Monte Serra con 917m di altitudine, ma è tuttavia caratterizzata da fenomeni erosivi importanti, talvolta sconosciuti agli esperti e ricoperti da una fitta vegetazione arborea.
Terrazzamenti di oliveti e diffusi vigneti dominano l’intero panorama alle quote più basse, a testimonianza di una intensa attività agricola.
Il comprensorio inoltre grazie ad una lontana colonizzazione dell’uomo e ad una limitata superficie è solcato da numerosi sentieri, mulattiere, carrarecce, piste forestali etc.., senza tenere conto di strade private ormai in disuso e sentieri abbandonati.
Grazie a questa rete è possibile percorrerli in lungo e largo durante tutto l’anno, date anche le miti condizioni climatiche.

La MTB è infatti un’attività sportiva che caratterizza la zona in maniera importante, così come il ciclismo su strada, l’escursionismo e l’arrampicata. Esistono infatti anche alcune falesie nelle vicinanze dell’abitato di Buti ed una via ferrata di proprietà del CAI di Pisa chiamata Sant’Antone.
Da questa breve descrizione si capisce che pur non trovandosi di fronte alle caratteristiche geomorfologiche della Catena del Monte Rosa, piuttosto che del Massiccio del Monte Bianco, anche le piccole realtà, come quella appena descritta, spesso sottovalutate, possono racchiudere molteplici e complessi scenari in caso di soccorso.

Case Report

Data: 08 Novembre 2012

Posizione GPS evento: Lat. 43° 42.946’ N Long. 10° 35.111’ E (ultima posizione rilevata) Quota: 700 ft approx.

Info Aeronautiche:

Dep.: LILQ
VOR PIS: 075°
DST.: 8,8 nm
ETA: 9’

Operatore Aereo: Inaer Aviation Italia S.p.a.
Elicottero: AgustaWestland AW-139S
Marche: I-PAAA
C/N:31428
Mfg: 2012

Ore 11.48 UTC+1
La C.O. 118 Pisa Soccorso risponde ad una richiesta di intervento in Località Belvedere, nel comune di Vicopisano: persona caduta accidentalmente all’interno del bosco, in un rio in secca, coperto da vegetazione alta.
La persona è cosciente (si sente lui stesso parlare con il richiedente) ma immobile con dolore al rachide dorsale. Il chiamante riferisce che il posto non è raggiungibile neppure con fuoristrada.
A piedi, da dove è possibile lasciare i mezzi, si impiegano circa 15 minuti e il percorso è accidentato.
La persona dice che si farà trovare nella piazza principale di Vicopisano (P.zza Cavalca) per condurre i mezzi di soccorso sul luogo dell’evento, altrimenti impossibile da localizzare.
E’ alla guida di un’auto della Provincia di Pisa.

Sintesi dispatch: Z-C01 Giallo

Ore 11.52 UTC+1
Attivazione ambulanza competente per territorio: Sierra 06, Misericordia di Vicopisano, equipaggio BLS.
Visto il terreno sul quale si dovrà operare, si comunica all’equipaggio che verrà richiesto supporto tecnico-logistico alla Sala Operativa dei VVFF del Comando Provinciale di Pisa.

Ore 11:54 UTC+1
Viene allertata la Sala Operativa dei VVFF del Comando Provinciale di Pisa, che alla richiesta d’intervento fa notare che essendo rimasta una sola squadra di partenza sul territorio pisano, sarebbe opportuno non impegnarla per un’attività di supporto che potrebbe protrarsi a lungo.

Ore 11:55 UTC+1
Sierra 06 comunica l’inizio missione e contemporaneamente l’arrivo sul luogo di rendez-vous (P.zza Cavalca è di fatto adiacente la sede della Misericordia di Vicopisano).
Sierra 06 attende l’arrivo della persona che li condurrà sul luogo d’intervento.
La C.O. 118 informa l’equipaggio di Sierra 06 che verrà attivata altra ambulanza BLS per collaborare all’operazione di soccorso.

Ore 11:57 UTC+1
Attivazione di Sierra 28 (Croce Rossa di Uliveto Terme), con equipaggio BLS.

Ore 12:00 UTC+1
Sierra 28 comunica inizio missione.

Ore 12.01 UTC+1
Si conferma all’equipaggio di Sierra 06 l’arrivo di ulteriore ambulanza di supporto.
Si raccomanda al personale di Sierra 06, una volta lasciato il mezzo di soccorso, di portare con se tutto il materiale necessario all’immobilizzazione, alla protezione termica ed al trasporto del paziente traumatizzato.

Ore 12.08 UTC+1
Sierra 06 parte per il target con a bordo il chiamante che li guiderà fino all’infortunato.
Altri colleghi dell’infortunato, scesi con il chiamante, rimangono in P.zza Cavalca in attesa del secondo mezzo di soccorso (Sierra 28).

Ore 12:09 UTC+1
Dai colleghi dell’infortunato si reperiscono ulteriori informazioni sul luogo dell’evento, che fanno emergere la severità dell’ambiente che caratterizza il luogo dell’infortunio: si parla per la prima volta di un canyon con argini alti circa 3m in mezzo alla boscaglia fitta. Si cercano di reperire ulteriori informazioni sanitarie.

Ore 12:14 UTC+1
Sierra 28 raggiunge il luogo di rendez-vous in P.zza Cavalca incontrandosi con gli altri colleghi dell’infortunato per condurli sul posto.

Ore 12:21 UTC+1
L’equipaggio di Sierra 06 abbandona il mezzo e raggiunge a piedi l’infortunato.
Il paziente cosciente (GCS-15), lamenta un forte dolore al rachide dorso-lombare, con sudorazione profusa, e motilità conservata. Si cercano di reperire ulteriori informazioni sanitarie.
Sierra 06 riferisce alla C.O. 118 Pisa Soccorso la severità dell’ambiente che caratterizza l’infortunio e fa notare l’estrema difficoltà nel poter effettuare l’evacuazione del paziente via terra in sicurezza ed in tempi ragionevoli, dato anche il sospetto di lesioni vertebro-midollari.
Il personale di Sierra 06 suggerisce l’invio del Servizio Regionale d’Elisoccorso 118 per effettuare l’operazione di recupero. Essendo muniti di GPS potranno indicare esattamente il punto in cui si trova l’infortunato.

Ore 12:26 UTC+1
La C.O. 118 Pisa Soccorso capisce di aver sottovalutato il fattore ambientale e richiede al Comando Provinciale dei VVFF di Pisa l’invio di una squadra S.A.F. per l’evacuazione del paziente.
La Sala Operativa dei VVFF di Pisa decide di inviare immediatamente una squadra dal distaccamento di Cascina.
I S.A.F. verranno infatti inviati non appena liberi da altro intervento.

Tra le 12:26 e le 12:31 UTC+1
Seguono una serie di colloqui tra il personale in turno della C.O. 118 Pisa Soccorso e tra la stessa ed i VVFF per valutare l’eventuale attivazione del Servizio Regionale d’Elisoccorso 118, ipotesi che si tende a scartare per una serie di errate considerazioni.

Ore 12:31 UTC+1
Si ricontatta Sierra 06 e si comunica l’arrivo della squadra dei VVFF del distaccamento di Cascina sul luogo del rendez-vous in P.zza Cavalca a Vicopisano.

Dopo una serie di riflessioni si decide di attivare la Centrale Unica Regionale “Toscana Soccorso” per chiedere lumi sulla fattibilità della missione da parte dell’Elisoccorso 118.
Il personale in turno presso la Centrale Unica Regionale “Toscana Soccorso” valuta opportuno l’intervento dell’Elisoccorso 118 e non vede particolari controindicazioni per lo svolgimento della missione (Decreto 1148 del 17 Marzo 2010, Sevizio Regionale di elisoccorso (…) Allegato D: “Procedura per le missioni di soccorso sanitario in montagna con elicottero”).
Si forniscono a “Toscana Soccorso” le informazioni relative al luogo dell’evento e notizie sanitarie.

Si riferisce a Sierra 06 di aver contattato la Centrale Unica Regionale “Toscana Soccorso” per l’attivazione del Servizio Regionale d’Elisoccorso 118.

Ore 12:34 UTC+1
In attesa di ulteriori dalla C.O. 118 Pisa Soccorso, l’equipaggio di Sierra 06 ha stabilizzato ed immobilizzato il paziente per quanto di loro competenza. Le coordinate geografiche del luogo sono: Lat. 43.71570 Long. 10.58518.
Il personale non ha a disposizione un fumogeno che ne favorirebbe l’individuazione dall’alto.
Dalla C.O. 118 Pisa Soccorso si pensa che le coordinate siano state fornite in modo errato e si riconvertono autonomamente in Lat.: 43° 71’ 570” N Long.: 10° 58’ 518” E.

Ore 12:37 UTC+1
Si contatta nuovamente “Toscana Soccorso” per fornire le coordinate GPS del punto del recupero ma vengono fornite erroneamente come Lat.: 43° 71’ 570” N. Long.: 10° 58’ 518” E.
Le coordinate fornite infatti dal GPS di Sierra 06 non sono errate ma espresse in gradi decimali e non in gradi, minuti e secondi, come riportate dalla C.O. 118 Pisa Soccorso a “Toscana Soccorso”.

Ore 12:42 UTC+1
La squadra dei VVFF del distaccamento di Cascina è sul luogo del rendez-vous in P.zza Cavalca ma al momento non c’è nessuno ad attenderli. La Sala Operativa del Comando Provinciale dei VVFF di Pisa informa che è stata inviata la squadra S.A.F.

Ore 12:43 UTC+1
“Toscana Soccorso” capisce che le coordinate non possono riferirsi alla località comunicata e cerca di reperirne di corrette sul proprio sistema cartografico intanto viene attivato il Servizio Regionale d’Elisoccorso 118 “Pegaso 3”.

Ore 12:45 UTC+1
Sierra 06 informa la C.O. 118 Pisa Soccorso che i VVFF di Cascina stanno raggiungendo il luogo dell’evento, mentre Sierra 28 è già sul posto.
Dalla C.O.118 Pisa Soccorso si cerca di reperire ulteriori informazioni su Località Belvedere e si capisce che la stessa è compresa tra Località San Jacopo e Località Pettirosso a Nord del paese di Vicopisano.
Si chiedono nuovamente le coordinate geografiche e l’equipaggio stavolta le fornisce nel classico formato gradi, primi e secondi: Lat.: 43° 42’ 58” N. Long.: 10° 35’ 1” E, pur essendo corrette anche quelle fornite in un primo momento.

Ore 12:52 UTC+1
“Toscana Soccorso” viene informata delle corrette coordinate dell’evento, che coincidono con quelle trovate sul proprio cartografico.

Ore 12:53 UTC+1
“Pegaso 3” comunica il decollo da Massa Cinquale e stima 9’ al target.

Ore 12:56 UTC+1
Sierra 06 viene informata dell’imminente arrivo dell’Elisoccorso 118 “Pegaso 3”.
Il personale di terra comunica alla C.O. 118 Pisa Soccorso l’arrivo della squadra dei VVFF del distaccamento di Cascina e con la loro cooperazione si apprestano a spostare il paziente in un luogo più aperto e visibile dall’alto in modo da favorire l’operazione al verricello dell’elicottero. Vien fatta rientrare la squadra S.A.F.

Ore 13:06 UTC+1
“Pegaso 3” è sulla verticale del ferito ed inizia a verricellare il T.E. del SAST, con barella in carbonio Kong “X-Trim 2” e successivamente il Medico Anestesista-Rianimatore (nell’occasione il Dr. Alberto Baratta Direttore U.O.C. Anestesia Rianimazione/Elisoccorso e Primario del Dipartimento Emergenza Urgenza Azienda USL1 di Massa e Carrara).

Medico e T.E. trovano il paziente già immobilizzato perfettamente con collare cervicale e tavola spinale.
Si incannula via venosa periferica di grosso calibro e si infonde Soluzione Fisiologica 0,9% con successiva somministrazione a bolo di 1 fiala di Fentanest® per analgesia.

Ore 13:31 UTC+1
Il Dr. Alberto Baratta (Pegaso 3) comunica le condizioni cliniche del ferito e riferisce che verrà trasportato presso il DEA dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.

Ore 13:35 UTC+1
Allertato il DEA dell’A.O.U. Pisana

Ore 13:36 UTC+1
Attivata Delta 14 (Croce Rossa di Pisa), ambulanza tipo A1, attrezzata, per la piazzola della Pubblica Assistenza di Pisa.

Ore 13:40 UTC+1
Delta 14 giunge alla piazzola della P.A. Pisa in attesa di “Pegaso 3”

Ore 13:48 UTC+1
“Pegaso 3” comunica l’avvenuto imbarco al verricello di paziente ed equipaggio e dirige piazzola P.A. Pisa che stima in 6’.

Ore 13:54 UTC+1
“Pegaso 3” è in atterraggio presso la P.A. di Pisa.

Ore 13:57 UTC+1
Sierra 06 comunica il rientro in sede.

Ore 13:59 UTC+1
Sierra 28 comunica il rientro in sede.

Ore 14.00 UTC+1
Delta 14 ha imbarcato paziente ed equipaggio sanitario “Pegaso 3” e parte per il DEA.

Ore 14.06 UTC+1
Delta 14 raggiunge il DEA con paziente ed equipaggio sanitario di “Pegaso 3”.

 

Discussione

Il territorio di competenza della C.O. 118 Pisa Soccorso è molto vasto ed orograficamente vario tuttavia dal 1994 sono rarissimi i casi nei quali si è resa necessaria una vera e propria operazione SAR (Search and Rescue, Ricerca e Salvataggio) per soccorrere un infortunato in ambiente impervio, sia via terra che attraverso l’Elisoccorso 118.
In questo “case report” l’inesperienza a gestire e coordinare questo tipo di operazioni appare subito evidente sin dalla ricezione della chiamata, infatti il luogo che caratterizza l’infortunio viene ben descritto dal richiedente, ma rispetto alle informazioni sanitarie che si cercano di reperire (per quasi tutta la durata dell’intervento dei mezzi di terra fino all’arrivo dell’Elisoccorso 118) viene dato poco peso alla severità dell’ambiente.

Se è vero che la squadra di Sierra 06 impiega poco più di 20 minuti a raggiungere il paziente dal momento dell’attivazione, e al momento dell’arrivo dell’Elisoccorso 118 sono presenti sul posto i VVFF del distaccamento di Cascina, oltre all’equipaggio di Sierra 28 ed ai colleghi del ferito stesso, è altresì vero che prima di trasportare il paziente verso l’ambulanza, deve essere prima evacuato in sicurezza dal canyon caratterizzato da sponde ripide alte circa 3 metri e sia gli equipaggi che gli astanti presenti non sono né equipaggiati né addestrati per farlo.
Oltretutto il forte dolore al rachide dorsale fa sospettare una lesione vertebrale pertanto nessuno degli intervenuti, a ragion veduta, decide di optare per una soluzione improvvisata.

I primi infatti a rendersi conto della necessità dell’intervento dell’Elisoccorso 118 sono proprio i soccorritori di Sierra 06 che alla luce delle precedenti valutazioni ritengono opportuna e più idonea un’operazione aerea. L’attivazione di un’altra ambulanza e dei VVFF del distaccamento di Cascina come supporto tecnico-logistico non crea ulteriori opportunità di salvataggio, nessuno è infatti in grado di operare in sicurezza l’operazione di recupero. L’intervento della squadra S.A.F. di Pisa potrebbe rappresentare una soluzione valida, ma la stessa, al momento della richiesta di supporto alla Sala Operativa dei VVFF del Comando Provinciale di Pisa, è già impegnata in altro intervento e potrà raggiungere il luogo dell’evento solo dopo aver ripristinato materiali ed attrezzature, e con una distanza stradale da coprire di diversi chilometri, senza contare poi il percorso da affrontare nel bosco per raggiungere l’infortunato. Opzione quest’ultima potenzialmente valida ma tempisticamente molto lunga: la richiesta di soccorso giunge alla C.O. 118 Pisa Soccorso alle ore 11.48, si attiva la Sala Operativa dei VVFF per supporto tecnico-logistico in ambiente impervio alle ore 12.26, solo dopo la valutazioni fatte dall’equipaggio di Sierra 06 giunto sul target alle ore 12.21.
Dalla prima richiesta di aiuto sono passati già 48 minuti e dopo ripetute telefonate sia con i colleghi dell’infortunato che con il personale di terra intervenuto si inizia a capire di aver sottovalutato il fattore ambientale.

Per motivi di spazio non sono riportate tutte le telefonate e le valutazioni compiute dal personale della C.O. 118 prima di giungere all’attivazione del Servizio Regionale d’Elisoccorso 118, tuttavia emerge una serie di valutazioni autonome che fanno scartare in un primo momento questa ipotesi d’intervento (ore 12.26).
Si disquisisce infatti sulla possibilità dell’Elisoccorso 118 di compiere l’operazione al verricello che consentirà dapprima lo sbarco dell’equipe tecnico-sanitaria ed in un secondo momento il recupero del paziente da quello stesso punto.
Solo dopo aver interpellato il personale di “Toscana Soccorso” alle ore 12.31, si capisce l’appropriatezza della richiesta di intervento dell’Elisoccorso 118.
Ad integrazione degli equipaggi sanitari del Servizio Regionale d’Elisoccorso 118 è presente infatti il Tecnico d’Elisoccorso del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) che è in grado di garantire lo sbarco del personale sanitario (Medico Anestesista-Rianimatore ed Infermiere di Area Critica) con verricello piuttosto che attraverso lo sbarco dall’hovering, sia in ambiente montano (neve/ghiaccio, roccia) che su terreno impervio attraverso la messa in sicurezza degli equipaggi e dell’infortunato, garantendone la piena operatività nel sito stesso.

Il T.E. del CNSAS qualora lo valuti necessario, può richiedere a supporto dell’operazione, l’attivazione di ulteriori squadre del SAST (Soccorso Alpino e Speleologico Toscano), che coordinandosi con quest’ultimo e con la C.O. 118 possono essere elitrasportate sul luogo dell’evento, con tempi di intervento ristretti, rispetto ad altre alternative.
La legge 74 del 29 Marzo 2001 “Disposizioni per favorire l’attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico” all’Art. 1.2 chiarisce che: “Il CNSAS provvede in particolare, nell’ambito delle competenze attribuite al CAI dalla legge 26 gennaio 1963, n. 91, e successive modificazioni, al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Restano ferme le competenze e le attività svolte da altre amministrazioni o organizzazioni operanti allo stesso fine; nel caso di intervento di squadre appartenenti a diverse organizzazioni, la funzione di coordinamento è assunta dal responsabile del CNSAS.” Pertanto alla luce anche del quadro normativo nazionale e dei protocolli regionali di attivazione dell’Elisoccorso 118, la scelta di far intervenire quest’ultimo si rivela la sola sensata e risolutiva anche rispetto all’alternativa rappresentata dalla squadra S.A.F. dei VVFF di Pisa, che una volta giunti sul posto avrebbero dovuto evacuare il paziente e trasportarlo fino all’ambulanza con la collaborazione dei presenti.

Lo stesso infine sarebbe stato condotto a Pisa via terra, con tempi ancora maggiori rispetto all’evoluzione temporale del “case report”, senza tenere conto dell’eventuale necessità di supporto medico durante il tragitto verso il DEA dell’AOUP; l’intera operazione di soccorso avrebbe così assunto una lunghezza abissale, nonostante la dinamica iniziale dell’evento delineasse la necessità di una operazione coordinata e specifica, immediatamente operabile dalla C.O. 118 attraverso l’attivazione di una risorsa fondamentale del nostro Servizio Sanitario Regionale, l’Elisoccorso 118, che grazie alle proprie caratteristiche operative, avrebbe risolto sia l’operazione di salvataggio che l’intervento sanitario in completa autonomia ed in totale sicurezza con tempi consoni al trattamento ed al trasporto di un paziente traumatizzato, presso il centro di riferimento.
Analizzando le registrazioni non trascritte si percepisce una sequenza decisionale frammentata e confusa (tra una chiamata e l’altra passano mediamente 3 minuti dal momento dell’arrivo di Sierra 06 sul ferito, ore 12.21, e la richiesta di attivazione del Servizio Regionale d’Elisoccorso 118, ore 12.43) che si traduce poi con l’errore di trascrizione delle coordinate geografiche WGS 84 fornite dall’equipaggio dell’ambulanza: Lat. 43.71570°, Long. 10.58518° corrette ed espresse in gradi decimali, che la C.O. 118 suddivide, sbagliando, come Lat. 43° 71’ 570” N, Long. 10° 58’ 518” E, non capendo il formato delle coordinate appena dettate e non provvedendo a verificarle (inserendole semplicemente su “Google Earth” per esempio, disponibile su tutti i computers della C.O. 118).

L’errore di georeferenziazione appare subito chiaro a “Toscano Soccorso” che pertanto non potendo fare affidamento sulle coordinate fornite, chiede alla C.O. 118 riferimenti cartografici utili all’individuazione di Località Belvedere nel Comune di Vicopisano (Pi).
Solo dopo questa richiesta la C.O. 118 chiede ulteriori informazioni per la localizzazione del target (ore 12.45), con “Pegaso 3” già attivato.
Se le coordinate geografiche sono fondamentali per l’individuazione a terra di un ferito in ambiente impervio coperto dalla vegetazione e la diffusione a buon mercato di ricevitori GPS avvantaggia spesso il lavoro della C.O. 118, è altrettanto vero che rimane d’importanza vitale chiedere riferimenti visivi e cartografici della zona d’intervento, poiché la sequenza numerica delle coordinate può essere capita e trascritta in modo errato durante i vari “steps” con scambio di informazioni.
In ogni caso se da una parte alla C.O. 118 si chiede di reperire informazioni le più precise possibili per la localizzazione del target, dall’altra all’esperienza dell’equipaggio di condotta dell’elicottero è richiesto di proseguire la missione verso il target anche in caso di informazioni parziali o inesatte o addirittura in caso di avaria GPS. E’ sott’inteso che se l’unico dato utile a disposizione della C.O. 118, sono le coordinate geografiche e pochi altri riferimenti si capisce che questo potrebbe diventare impossibile, in particolari situazioni.

Nella fattispecie il decollo di “Pegaso 3” avviene alle ore 12.53 e dopo circa 9’ (ore 13.06) raggiunge il paziente e si prepara a verricellare T.E. del SAST ed equipaggio sanitario, il tutto favorito dal fatto che ai comandi dell’AW-139 decollato dall’Aeroporto del Cinquale, c’è il Com. Pil. Luca Buono (“Cpt. Good” in Marina Militare), livornese, che conoscendo la zona d’intervento dirige su Vicopisano nonostante la discordanza tra località e coordinate geografiche fornite in un primo momento.
Se fino a qualche anno fa “Pegaso 3” operato con il BK-117 C1 “Titty” necessitava di un particolare assetto per poter procedere all’operazione SAR, tanto da dover atterrare in prossimità del target, sconfigurare e riconfigurare l’elicottero, con conseguente perdita di tempo per il paziente, con l’AW-139 questo problema non si presenta grazie all’ergonomicità del vano sanitario ma soprattutto grazie alle performance garantite due turbine Pratt & Whitney PT6C-67C con 1.142 kW (1.530 shp) di potenza ciascuno, che gli conferiscono una velocità massima di 170 kts (310 Km/h) ed una velocità di crociera di 160 kts (290 Km/h).
Dal momento dell’attivazione di “Pegaso 3” (ore 12.43) il paziente raggiunge il DEA dell’AOUP alle ore 14.06 circa, nonostante l’atterraggio alla piazzola della P.A. di Pisa avvenga alle ore 13.54.
La durata complessiva dell’operazione compiuta dall’Elisoccorso 118 è di circa 1 ora e 23 minuti con “Golden Hour” che sarebbe stata quasi rispettata con questo intervento.
Addirittura l’attivazione immediata, con informazioni geografiche precise, del Servizio Regionale d’Elisoccorso 118 avrebbe quasi consentito di rientrare nei “Platinum Ten (Minutes)”, i cosiddetti “10 minuti di platino”.
Riflettendo sul luogo dov’è avvenuto il trauma si capisce che il Servizio Regionale d’Elisoccorso 118 grazie alle caratteristiche operative di una macchina come l’AW-139 ed alla struttura organizzativa degli equipaggi è dotato di uno standard operativo eccezionalmente elevato, ma può essere sfruttato ai massimi livelli solo attraverso il corretto operato della C.O. 118.

Conclusioni

Negli anni molte procedure usuali del mondo militare e/o aeronautico sono state modificate e reintrodotte in ambito civile; ad esempio parole come: briefing, de-briefing, check-list, procedure operative, gestione del rischio etc…fanno parte ormai da anni, della quotidianità, anche in ambito sanitario.
Se le principali procedure tipicamente militari e/o aeronautiche sono quindi state riadattate e fanno parte della “consuetudine” delle C.O. 118, lo stesso tipo di attenzione dovrebbe essere posto anche a quelle situazioni che, se pur infrequenti, possono verificarsi nelle dinamiche dell’attività giornaliera, come appunto la distinzione tra missioni HEMS ed Operazioni SAR, proprio per la maggiore pericolosità e complessità che caratterizzano quest’ultime.

A fronte di ogni emergenza-urgenza sanitaria, reale o potenziale ed indipendentemente dalla quota, è d’importanza vitale capire il contesto ambientale all’interno del quale si svilupperà l’intero soccorso, si eviterà così di mettere a rischio la sicurezza degli equipaggi e del paziente evitando situazioni non consone per addestramento e competenze degli intervenuti.
La corretta identificazione del teatro operativo in cui si svolgerà la missione di soccorso è fondamentale quindi per compiere le giuste attivazioni, evitare inutili perdite di tempo e non far correre inutili rischi.
Nel nostro caso appare evidente e necessaria una sensibilizzazione di tutto il personale dell’U.O. sulle “Procedure Regionali d’attivazione del Servizio d’Elisoccorso 118”, in particolar modo sulle Operazioni S.A.R. e più in generale sulla potenzialità operativa (aeronautica e sanitaria) dell’attuale struttura del Servizio d’Elisoccorso 118, organizzando “meeting” periodici con il personale che vi opera e condividendo conoscenze ed esperienze con le C.O. 118 che abitualmente coordinano questo tipo di soccorso.
Questo però non può prescindere dalla necessità di uniformare la conoscenza del personale della C.O. 118 in materia di geografia e cartografia, attraverso la diffusione di nozioni essenziali, in modo da rendere comprensibile a tutti le modalità di georeferenziazione di un punto qualsiasi sulla carta, attraverso anche l’utilizzo di software “freeware” come “Google Earth” creando una “coscienza aeronautica” che accomuni il personale di terra e gli equipaggi di volo dell’Elisoccorso 118.

La formazione e l’aggiornamento del personale dovrebbe essere comunque seguito da un adeguamento tecnologico tale da consentire, nel giro di pochi minuti, la geolocalizzazione del chiamante, così come previsto, ad esempio, dalla EENA (European Emergency Number Association) 112 Italia, attraverso Sistemi e Servizi “Locationbased”, in modo tale da ridurre sensibilmente la soglia di errori o imprecisioni operatore-dipendenti.
Il CNSAS a partire dal 1 Agosto 2013 ha attivato un progetto in fase sperimentale (fino al 31 Dicembre 2014) chiamato “GeoResQ”.

“GeoResQ” è un sistema di “targeting” legato ad una applicazione scaricabile per smartphone, rivolto principalmente ai frequentatori dell’ambiente montano, che permette di memorizzare e rivedere le tracce dei propri percorsi e delle proprie escursioni, farsi seguire in tempo reale negli spostamenti anche da altre persone (es. familiari da casa etc…), ma soprattutto in caso di emergenza consente all’utente di inviare rapidamente un allarme geolocalizzato.
Una Centrale Operativa dedicata (individuata attualmente nella C.O. SUEM 118 di Pieve di Cadore) garantisce la tempestiva gestione della chiamata di soccorso.
In un’era in cui la tecnologia nel settore delle comunicazioni e della navigazione offre un ampio panorama di soluzioni, anche portatili (vedi App. per smartphone), il soccorso in montagna o ambiente impervio non può dunque essere lasciato al caso ed affidato all’inerzia degli eventi, da questo l’ulteriore necessità di redigere “protocolli operativi” condivisi con il S.A.S.T per le aree caratteristiche di competenza territoriale della C.O. 118 Pisa Soccorso, anche nell’ottica in cui si possano configurare interventi che necessitino di un più complesso coordinamento.

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