Il CoES risponde a Pregliasco: “Disposti al confronto con chi ha a cuore la qualità del servizio”

Il Presidente COES Giovanni Avi
Il Presidente COES Giovanni Avi

Apprendiamo che ANPAS è contraria all’istituzione della figura dell’Autista Soccorritore, funzione attualmente di fatto svolta da operatori che non hanno riconoscimento giuridico e per cui non vi è il necessario legame fra formazione, competenze e attività. E’ opportuno ricordare che la Corte Costituzionale con Sentenza 300/2010, nella parte “Considerazioni in Diritto” ha stabilito che alcune attività di soccorso sanitario sono giuridicamente di competenza del personale sanitario, di cui noi tutti sappiamo che di fatto vengono svolte impropriamente anche dall’Autista di Ambulanza o da altro operatore non sanitario, per le quali è urgente e necessaria una regolamentazione e riconoscimento giuridico da parte dello Stato.

Il Ministero aveva proposto a Regioni e Province Autonome un iter formativo unico per tutto il territorio nazionale (sostenuto e condiviso da noi). Oggi purtroppo la formazione è regolamentata a livello Regionale ed essa è fortemente differenziata (andiamo dalle 46 ore alle 800 e purtroppo in molte Regioni non abbiamo reperito alcun provvedimento sulla formazione obbligatoria).  La formazione effettuata oggi nella propria Regione, molto spesso non è accettata dalle altre Regioni,ed è diversa, così abbiamo operatori che non possono espletare servizio fuori dal territorio di appartenenza. Il Ministero aveva proposto inoltre un iter differenziato:

  • Un modulo di base con 120 ore di teoria ed esercitazioni;  80 ore di tirocinio (da fare a bordo dell’ambulanza come aggiunto);
  • Un modulo professionalizzante con 240 ore di teoria ed esercitazioni; 160 ore di tirocinio (da fare a bordo dell’ambulanza come aggiunto) + il modulo base.

La regia della formazione sarebbe stata affidata alle Regioni le quali potevano accreditare altri enti.

La validità territoriale del riconoscimento giuridico, che ora varia da Regione a Regione, a causa dei diversi iter formativi e dei protocolli di Centrale 118, sarebbe diventata nazionale, cioè la mia formazione, uguale in tutta Italia, mi avrebbe permesso di svolgere servizio su tutto il territorio nazionale.  Sarebbe stato istituito il registro di coloro che avrebbero conseguito l’attestato di Autista Soccorritore, a garanzia di ogni cittadino soccorso. Era previsto un momento formativo compensativo per chi attualmente sta svolgendo servizio a bordo dei mezzi di soccorso. Ovviamente questo teneva conto della formazione fatta. Se compariamo la formazione fatta oggi a livello Regionale non uniforme, con quella degli altri Stati Europei, ci accorgiamo immediatamente della enorme differenza (Spagna e Grecia 2000 ore, Germania con due moduli formativi di 320 ore (base) e di 800 ore (avanzato) ecc. ecc.).

E’ opportuno chiarire che il riconoscimento della figura di Autista Soccorritore, agli operatori dipendenti di enti pubblici o associazioni, non comporta alcun miglioramento di tipo contrattuale o economico, in quanto già inquadrati nella massima posizione prevista per il personale non laureato, mentre sia dipendenti che volontari verrebbero messi al riparo da possibili accuse penali di esercizio abusivo di professione. Non ci sembra che il Ministero chiedesse chissà quali sforzi, a tutti noi.

Come Co.E.S. Italia siamo disponibili a confrontarci con chi ha a cuore la qualità del servizio, che ovviamente passa in primis attraverso un serio percorso formativo. Siamo convinti che il Ministero abbia provato invano a migliorare il servizio di emergenza/urgenza, purtroppo le Regioni non hanno recepito questa proposta.

Noi del Co.E.S. Italia, siamo convinti che i cittadini abbiano il diritto di vedersi soccorrere da persone adeguatamente preparate, formate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e che rispondano del livello qualitativo del soccorso offerto.

Il Presidente del Co.E.S. Italia in rappresentanza dei lavoratori del pubblico e del privato.

 

 

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