Il food rider salverà le vite delle persone grazie a defibrillatori e CPR

Domani saremo tutti più sicuri con i first responder in bicicletta, grazie ai corsi fatti da Deliveroo nel progetto Life Cycle Rider. Le lezioni di BLSD con Croce Rossa Italiana.

ROMA– Dietro ogni food rider, presto, si celerà un supereroe. Chi consegna cibo a domicilio per arrotondare lo stipendio e garantirsi gli studi, fra pochi giorni, avrà l’abilitazione al primo soccorso con l’uso del defibrillatore. Una scelta che rende questi lavoratori, sempre in giro per la città, uno strumento straordinario nelle mani delle centrali operative del 118.

L’idea di applicare alla rete dei food rider di Foodora e di altri è nata qualche tempo fa, ma è grazie alle intuizioni di Tommaso Scquizzato, studente in medicina del San Raffaele di Milano, che la discussione in Italia ha preso piede. Scquizzato ha creato un paper pubblicato su Resuscitationinsieme a Giovanni Landoni e Alessandro Forti. La proposta era di utilizzare proprio i fattorini in bicicletta per aumentare le chances di sopravvivenza nella catena di intervento per gli arresti cardiaci extra-ospedalieri, dotando tutti di defibrillatori.

I Food-riders possono incrementare le chances di sopravvivenza negli arresti cardiaci pre-ospedalieri, grazie a CPR e trasporto di defibrillatori

Non solo consegne di cibo a domicilio quindi, ma il ruolo di first responders per le strade delle città italiane. I rider di Deliveroo di Roma e Milano a breve saranno parte di questo grande progetto, perché saranno supportati da Croce Rossa Italiana nell’apprendimento delle tecniche di primo soccorso e BLSD, perché possano intervenire rapidamente in ogni situazione di emergenza.

L’iniziativa si chiama LifeCycle, ed è stata promossa da Deliveroo a livello globale. In questi corsi saranno abilitati all’uso del defibrillatore 3.000 rider. L’acquisizione delle competenze nelle tecniche salvavita per aiutare tutti coloro che dovessero averne bisogno è un grande passo in avanti per dare al 118 delle persone da attivare all’occasione in momenti di necessità.
I corsi, esauriti nel giro di pochi giorni, rappresentano un’opportunità per conoscere meglio cosa significa primo soccorso, quali patologia possono essere trattate e quali sintomi possano colpire i cittadini adulti o i bambini. Soprattutto, insegna a fare le corrette manovre di tutela e protezione del paziente nei momenti precedenti l’arrivo di un’ambulanza.

Nel Regno Unito – scrive ADNKronos – il progetto è stato sviluppato da Deliveroo alla luce dell’ultima ricerca commissionata dalla Croce Rossa britannica nel gennaio 2018 secondo cui solo il 5% degli adulti ha le competenze necessarie per attività di primo soccorso in casi di emergenza. E sempre nel Regno Unito i risultati del progetto non hanno tardato ad arrivare e si sono manifestati a cominciare dalla testimonianza ricevuta dall’azienda da parte di un cittadino di Edimburgo. L’uomo, infatti, ha raccontato di aver visto, tra le strade della città scozzese, un rider saltare giù dalla bicicletta, prestare soccorso a un passante in stato di difficoltà e dare indicazioni affinché fosse chiamata un’ambulanza.

“Siamo molto orgogliosi di questo progetto: i nostri rider – ha dichiarato Matteo Sarzana, general manager Deliveroo Italia – sono una presenza positiva nelle strade delle città e dei quartieri in cui operano. Siamo certi che le competenze che acquisiranno grazie a questa iniziativa possano fare la differenza in caso di necessità e rivelarsi utili non solo nell’ambito della collaborazione con Deliveroo ma anche nella vita di tutti i giorni”.

“Siamo lieti – ha detto Debora Diodati, presidente della Croce Rossa Italiana di Roma – di questa collaborazione con Deliveroo, perché è fondamentale per noi diffondere la cultura delle manovre salvavita e del soccorso, che può rivelarsi fondamentale nel salvare vite umane. Per noi questa è un’opportunità in più per raggiungere in modo diffuso e capillare chi ha bisogno, aumentando le competenze anche di chi vive da vicino il presente e il futuro delle nostre città. Un rider che può anche salvare una vita vede Croce Rossa al suo fianco”.

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