Lampedusa: l’emergenza immigrazione continua

Non si arresta il flusso di immigrati clandestini che tenta di raggiungere il territorio italiano traversando il mar Mediterraneo. L’arrivo di centinaia e centinaia di uomini, donne e bambini (anche neonati) su imbarcazioni al limite del galleggiamento impegna gli uomini della Guardia Costiera e della Marina Militare in una febbrile ricerca di natanti e gommoni nel Canale di Scilia. Sull’isola di Lampedusa, invece, il centro di accoglienza vive una nuova fase di emergenza, con strutture al collasso e volontari e uomini delle forze dell’ordine impegnati 24 ore su 24 a somministrare generi di conforto e prime cure mediche. Spesso in situazioni di forte disagio deteminato dal sovraffollamento. La struttura, infatti, a fronte di una capienza di 350 persone, ospita “ondate” superiori alle 1.000 unità, nonostante i trasferimenti dei migranti verso altri centri sulla terraferma siano quotidiani: “I contrinui arrivi di migranti – spiega il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini – ci impediscono di svuotare il centro d’accoglienza. In questi giorni abbiamo una presenza media giornaliera di 800 persone all’interno della struttura, un numero troppo elevato che rende il centro invivibile”. E le previsioni per i prossimi giorni non lasciano adito a speranze: già localizzati altri barconi in arrivo, con centinaia di migranti stipati all’interno, mentre le condizioni di mare calmo incentiveranno le partenze dalle coste libiche, per un flusso che non accenna a subire rallentamenti.

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