Medici contro Infermieri: ma chi sale davvero sulle ambulanze dell’Emilia-Romagna?

L'Emilia-Romagna vede nuovamente lo scontro tra infermieri e medici per quanto riguarda le tematiche di intervento in emergenza. L'argomento principale che alimenta le discussioni è sempre lo stesso: medici o infermieri, chi deve salire sulle ambulanze?

Al centro del dibattito c’è la questione dei soccorritori che partecipano al dispatch in Emilia-Romagna. Il dibattito è tornato a galla dopo che il dottor Sergio Venturi, assessore regionale alla Sanità, il 30 novembre è stato radiato dall’ordine dei medici di Bologna dopo il procedimento indetto dal presidente dei medici bolognesi, Giancarlo Pizza. Il motivo sarebbe una delibera di due anni fa promossa da Venturi che prevede la sola presenza degli infermieri sulle ambulanze di tutta la regione Emilia-Romagna. Il 118 ora è in subbuglio.

Nonostante tutto questo bagarre, delle voci si alzano, quelle di alcuni professionisti del mondo del sanitario e del soccorso, che esprimono le proprie opinioni riguardo quanto accaduto all’assessore Venturi. Le società scientifiche ufficiali del 118 sono anch’esse in subbuglio.

Chi sta attaccando il dott. Sergio Venturi non ha idea di come funzioni il sistema dell’emergenza-urgenza della stessa Emilia-Romagna. Mentre in Romagna i mezzi di soccorso di base (MSB) sono tutti formati da autista soccorritore dipendente e infermiere di area critica dipendente, quindi uno specialista formato per 3 anni per operare su casi di verde, giallo, rosso, in Emilia sulle ambulanze ci salgono i volontari, con un bagaglio di 80 ore di corso e con una qualifica di first-responder (vicina, ma non equiparabile, a quella dell’EMT). Si tratta di persone normalssime, dalla casalinga al macellaio. Quindi, a casa di un emiliano entra un volontario, a casa di un romagnolo entra un infermierie. 

E poi, questi protocolli contro cui si scaglia l’Ordine dei Medici, cosa dicono?
Dicono, semplicemente, che tutte le situazioni tempo dipendenti devono essere gestite tramite dei protocolli, perché bisogna arrivare il prima possibile alla medicalizzazione dell’assistito, tramite MSA (mezzo di soccorso avanzato con medico e infermiere) o tramite ospedalizzazione. Davvero Pizza preferisce che i pazienti siano assistiti senza linee guida precise?

Va evidenziato tuttavia che nei casi di codice rosso, occorre che intervenga anche il medico, poichè esiste l’automedica per questi casi specifici su cui siede un “medico dell’emergenza territoriale “ oppure un medico che ha svolto il “corso regionale per effettuare emergenza territoriale.

che quindi sa perfettamente come muoversi e dove mettere le mani. I medici comuni salgono sulle ambulanze in altre regioni italiane dopo aver completato dei corsi di abilitazione.

Sorge una domanda: è giusto che una persona senza anni di studio dell’area critica possa salire in ambulanza e ricoprire ruoli di apice e di vertice della struttura sanitaria? Venturi non la pensa così e ha cercato di imporre a tutta la regione i modello della Romagna. In attesa di ricevere dalla Romagna le statistiche, possiamo comunque affermare che il sistema romagnolo professionalmente e qualitativamente è migliore di quello emiliano, per una semplice questone di formazione, poichè in Emilia il soccorritore formato è un volontario invece in Romagna è un infermiere.

Diversi personaggi di spicco del mondo sanitario hanno espresso le proprie opinioni sull’evento. Come il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il quale definisce la decisione dell’ordine “molto grave e inaudita”, e in una nota scrive:

“La sanità dell’Emilia-Romagna non si lascia processare da chi, nonostante guidi l’Ordine dei medici di Bologna, ha più volte espresso dubbi sull’obbligo vaccinale e sulla nostra legge regionale che ha aperto la strada a livello nazionale. Nella giornata di oggi abbiamo dato mandato ai nostri legali di tutelare in ogni sede e con ogni azione l’immagine della Regione Emilia-Romagna e del nostro Sistema sanitario. Mandato col quale intendiamo proteggere anche l’autonomia dell’istituzione da ingerenze inaccettabili perché palesemente illegittime, a partire dalla piena agibilità politica e amministrativa della Giunta. Qualcuno ha confuso il sacrosanto diritto alla critica con quello di giudicare e sanzionare gli atti amministrativi e le politiche dell’istituzione, salendo su un piedistallo improprio da cui è bene che scenda immediatamente”.

Ancora più diretto è il medico virologo anti fake-news Roberto Burioni, che con un Tweet comunica senza peli sulla lingua che “all’ordine dei medici c’è un problema: il presidente Pizza”. Mentre la richiesta che Medici e infermieri stiano “insieme, quali equipaggio del Sistema 118”, arriva da Mario Balzanelli, presidente nazionale della società scientifica SIS 118, che chiede una riforma legislativa nazionale.

Da Twitter arriva anche l’opinione di Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità:

“La radiazione di Sergio Venturi dall’Ordine dei medici di Bologna è un inquietante segno di involuzione antiscientifica ed anticontemporaneità, fa specie che avvenga proprio nella città che ha inventato l’Università”

Più ponderato ma non meno duro è il commento del presidente Anpas Fabrizio Pregliasco:

“Da collega medico ritengo assurdo questo provvedimento dell’Ordine dei medici di Bologna di radiare dall’ordine dei medici l’assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Sergio Venturi che, con una delibera di due anni fa sulle competenze di infermieri e medici sulle ambulanze, consentiva la presenza a bordo dei soli infermieri specializzati, senza i medici. Confermo l’importanza dell’utilizzo appropriato del personale professionale. I volontariato sta garantendo una capillarità di servizio sul territorio non comune, con la possibilità di centralizzare i servizi più costosi e migliorare per il SSN l’uso delle risorse: non è necessario un medico per ogni ambulanza, è necessario un sistema che sappia fare con semplicità e capacità integrazione, per garantire al cittadino il servizio più adeguato al massimo degli standard possibili. Molti servizi di trasporto sanitario non hanno bisogno di competenza avanzata, ma di avere la possibilità di essere attivati con semplicità e velocità, e di fare randez-vous puntuali”.

L’Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica Aniarti si dimostra preoccupata e dispiaciuta per quanto accaduto e in un comunicato ufficiale riporta:

Gli Infermieri di Area Critica, vogliono testimoniare la vicinanza al Dott. Venturi che si è sempre speso per la collettività di una Regione che, si è distinta negli anni non solo per la qualità dell’assistenza che eroga, ma per essere stata quella dove è nato il moderno Sistema di Emergenza Territoriale con la forte partecipazione degli infermieri. Gli infermieri operanti nei servizi 118/112 oltre ad essere impegnati nell’assistenza diretta nei vari mezzi di soccorso enelle Centrali Operative, hanno partecipato alla costruzione delle norme edelle Linee Guida che regolano il nostro sistema di emergenza-urgenza. Chiediamo con forza che questo clima di contrapposizione, che si sta presentando anche in altre Regioni, esprimendo posizioni anacronistiche, venga abbandonato a garanzia dei diritti dei cittadini e dei professionisti.

In attesa di ricevere statistiche precise sulla qualità del servizio offerto al paziente in Emilia e in Romagna, possiamo però affermare con una certa sicurezza che un servizio di base come il soccorso pre-ospedaliero dovrebbe tendere al modello Romagnolo, e appare strano che a pensarla così non sia proprio l’ordine dei medici. Se non si può paragonare la qualità offerta da un medico con quella di un infermiere (e anche qui dubitiamo: qualsiasi professionista non formato all’emergenza, nel 118 è un pesce fuor d’acqua) non si può contrastare uno sviluppo verso la professionalità in emergenza.

 

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