Niente miracoli, solo RCP (parte 2) – Dipendente salva il proprio titolare praticando prontamente un massaggio cardiaco

PARMA – Il 19 marzo 2018 ad un distributore di carburante accade l’inimmaginabile: il titolare della stazione di servizio ha accusato un arresto cardiaco.

Abbiamo intervistato Roberto, dipendente del distributore da agosto 2017 e volontario in Croce Rossa a Parma da 34 anni, che ringraziamo, il quale ha assistito alla scena ed è prontamente intervenuto per salvare il suo titolare.

“É accaduto tutto in fretta. Improvvisamente ho visto il mio titolare, di fronte a me, dire ‘aiuto’ e accasciarsi a terra privo si sensi. Mi sono subito precipitato verso di lui, l’ho girato su se stesso, poiché era riverso faccia a terra e ho cercato di capire che cosa fosse successo. Non aveva battito cardiaco e dalle prime valutazioni, ho capito si trattava di arresto cardiaco. Ho immediatamente iniziato il massaggio cardiaco. La moglie del titolare, che ha assistito alla scena, ha subito chiamato il 118, ma il panico in queste situazioni la fa da padrona. Mi ha passato il telefono di modo che, sapendo dell’esperienza da volontario, potessi esprimermi correttamente e con il sangue freddo, che in queste situazioni è essenziale, e far capire agli operatori la situazione.

Hanno inviato subito auto medica e ambulanza con infermiere a bordo, che in 5 minuti circa sono giunte sul posto. Nel mentre, al distributore c’era una ragazza al secondo anno di infermieristica che ha dato una mano nella fase di controllo e di gestione del paziente in attesa di aiuto. All’arrivo dei soccorsi, è stato immediato l’intervento con il defibrillatore e il trasporto all’Ospedale Maggiore.”

Abbiamo seguito altre storie di rianimazioni, persone comuni che hanno salvato vite grazie a corsi BLS e BLSD. Nel tuo caso, essendo già un volontario di CRI da anni, hai di certo una miglior preparazione e una certa prontezza d’intervento rispetto un laico. Qual è stato il tuo primo pensiero quando hai visto il tuo titolare accasciarsi a terra in quel modo?

” La prima cosa che ho pensato è stata quella di fare la valutazione per capire il problema. In tutti i corsi, insegnano che la prima cosa da fare è quella. Quindi, avvicinarsi, “sentire” se respira avvicinandosi alla bocca del paziente, controllando con le dita il battito carotideo e controllare anche con gli occhi se c’è l’espansione toracica, una manovra chiamata GAS (Guardo-Ascolto-Sento). Una volta che nessuno di questi fattori è presente, si procede con il massaggio cardiaco.”

Che cosa ti senti di dire a chi non ha mai seguito un corso di rianimazione o non sa come riconoscere un arresto cardiaco?

“Il mio consiglio è quello di partire dai giovani e dalle scuole con la formazione e per gli adulti, invece, consiglio di informarsi su i corsi attivi nelle proprie zone oppure di fare delle attività di volontariato in cui queste nozioni vengono impartite, perché effettivamente se ognuno di noi sapesse riconoscere un arresto cardiaco e sapesse fare una RCP, si riuscirebbe a ribaltare le sorti di quelli che ne vengono colpiti”.

 

 

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