Protezione Civile, quale mezzo preparare per l’emergenza idro-geologica?

In caso di alluvione è necessario che l'associazione di Protezione Civile abbia un determinato numero di veicoli adibiti a questo servizio, con attrezzature specifiche. Ecco un esempio "fatto in casa" dopo le esperienze alluvionali maturate a Parma

Una prima partenza per controllo fiumi, argini e primi interventi in caso di alluvioni deve essere semplice, facile da usare e completa delle attrezzature corrette per svolgere un servizio fondamentale. Ecco l’esempio su Fullback a cabina estesa allestito dalla Croce Rossa di Parma per il nucleo di Protezione Civile

PARMA – Alluvioni, frane, alberi caduti e allagamenti sono il “pane quotidiano” che le associazioni di Protezione Civile contrastano in autunno e inverno, in tutta Italia. E’ una situazione estremamente complessa che richiede l’intervento di diverse tipologie di volontari per le operazioni di emergenza, coordinati spesso dai Vigili del Fuoco. I mezzi però differiscono se l’intervento è da fare su un’area urbana, su un’area montana o in pianura.

La costante è che quando si interviene in queste situazioni bisogna essere sempre preparati, attrezzati e in sicurezza, senza il rischio di creare più problemi che altro. Per questo motivo quando si va a pensare un mezzo per la propria associazione di Protezione Civile non basta fermarsi al pickup 4×4. La trazione integrale è di certo un sistema fondamentale, come il verricello e lo spazio in cabina. Ma per una prima partenza per rischio idro-geologico non sono questi gli unici fattori da tenere in considerazione.

Abbiamo seguito passo passo la realizzazione di uno di questi mezzi, sulle specifiche richieste da una realtà che con le alluvioni in ambiente urbano ci ha avuto a che fare e ha dovuto imparare molto bene che la furia di un piccolo torrente può diventare devastante e mettere a rischio diverse centinaia di vite. Parliamo della Croce Rossa di Parma, che ha creato una grande rete di volontari della Protezione Civile per la città e il territorio provinciale, e che ha potuto costruire e seguire passo passo la costruzione della sua “prima partenza” per le emergenze idro-geologiche. Oggi questa associazione ha 6 mezzi per le attività di Protezione Civile, due PMA, 3 carrelli attrezzati in modo specifico e tantissimi volontari pronti ad intervenire nelle operazioni di emergenza. Ma questo mezzo ci ha colpito perché è stato pensato per mesi dopo le esperienze maturate nelle alluvioni e nei servizi sulla provincia e sull’area urbana, ed è nato gazie anche ad uno stretto confronto con la Protezione Civile della provincia, oltre ovviamente alla tradizionale e fondamentale mano dei cittadini, che con le loro donazioni hanno reso possibile il tutto.

La base di allestimento: trazione integrale, sempre

Si tratta di un Fiat Fullback a trazione integrale, con cabina estesa a 4 porte, differenziale OPT per la trazione integrale a selettore elettronico, sul quale la Carrozzeria Malpeli di Parma – che ha supportato il progetto – ha installato una struttura ad hoc per il trasporto di tutte le strumentazioni necessarie in caso di allerta meteo. Prima di tutto sul cassone posteriore è stato installato un castello apribile su tre lati, con bordi rifrangenti e spie di illuminazione nei punti più esposti. Il cassone è stato costruito con rinforzi strutturali affinché il tetto potesse diventare un supporto agibile per installare una torre di illuminazione portatile, garantendo un’area di visibilità ancora maggiore.

Comunicazione e visibilità: tanta luce dove serve

frontale fiat fullback protezione civile
Faro brandeggiante telecomandato e una dotazione di lampeggianti e sirena minimale.

Il primo fattore che è da tenere in considerazione per questi mezzi è quello della connettività e della visibilità. Il Fullback in questo caso è allestito con una coppia di lampeggianti di servizio molto semplice, ma ai quali è accoppiato un sistema di fari brandeggianti comandabili a distanza. In questo modo se il veicolo deve essere lasciato lontano dal luogo di un controllo e le luci delle torce in dotazione ai volontari non sono sufficienti, si potrà sempre far muovere il faro nelle direzione necessaria usando un telecomando. La fanaleria del mezzo non ha ricevuto modifiche particolari, ma sono i sistemi elettrici e di illuminazione del cassone ad avere la meglio. Infatti tutti gli scompartimenti sono dotati di luci di servizio per vedere meglio il quadro elettrico interno, la disposizione dei dispositivi e di tutto il materiale stoccato. La radio di servizio ha a disposizione anche una console di caricamento portatile che può essere posizionata nel cassone, casomai fosse necessario una dotazione di dispositivi supplettiva.

Emergenza idro-geologica, il mezzo fa poco, la squadra di più

motoseghe protezione civile
Il primo scomparto, divisibile, ha delle guide per bloccare in posizione due motoseghe e i relativi strumenti di supporto

Questo tipo di mezzi sono pensati per dare ai soccorritori tutti gli strumenti operativi per essere efficaci in caso di emergenza idro-geologica. Lo stoccaggio avviene in sicurezza per due motosegne, le taniche carburante, cesoie, attrezzi per liberare le strade da alberi e ramaglie, oltre ovviamente allo spazio fondamentale per i dispositivi di protezione individuale (caschi, tute, ghette, guanti e ricambi inclusi). In queste situazioni è possibile avere anche due gruppi elettrogeni, uno piccolo ed uno statico, che garantiscono maggiore elasticità nei movimenti e nella pianificazione delle operazioni. Peraltro, su questo mezzo, è possibile installare una torre faro ancorata con 4 elementi illuminanti, davvero cosa interessante se si opera in ambienti complessi. La logica con cui è stato pensato il mezzo per le emergenze idro-geologiche è quella del supporto alla squadra, perché davvero il veicolo in questi casi serve ad arrivare in target e a rendere disponibile il maggior numero di attrezzature per il maggior numero di operatori.

Emergenza alluvionale e supporto post-alluvionale

Un quadro elettrico mobile a disposizione della squadra di emergenza, che fa il paio con il quadro fisso nell’area posteriore.

Quando invece l’emergenza riguarda la necessità di liberare strade, cantine o locali dall’acqua, per alluvioni già avvenute, il Fullback della Croce Rossa diventa un supporto di primo livello grazie alla possibilità di stoccare tre motopompe di primo intervento: un dispositivo a girandola, un dispositivo galleggiante ed una pompa ad immersione. Il tutto con già alcuni tubi di mandata pronti per l’uso, ma ai quali è possibile aggiungere, agganciando un carrello, tutto quello che serve per emergenze alluvionali più grandi e che necessitano di maggiore capacità di pompaggio dell’acqua.

Supporto primario ai volontari e alla popolazione
Uno dei nuovi progetti che la Croce Rossa sta portando avanti però riguarda un aspetto sempre poco considerato dai sistemi di emergenza, ovvero il supporto agli operatori in servizio. Per questo la CRI di Parma ha pensato a moduli intercambiabili, affinché in caso di alluvione – con tempi operativi spesso lunghi – ci sia spazio anche per bevande calde e cibo confezionato da destinare come supporto minimale ai lavoratori. Un’idea nata proprio dall’esperienza dei servizi di svuotamento delle zone allagate di Colorno e Parma, quando i volontari spesso sono rimasti in turno più di 12 ore senza possibilità di avere un semplice e basilare ristoro con caffè caldo e panini. La dotazione minimale può supportare al massimo 12/15 persone quindi anche nei casi di primissimo intervento, c’è la possibilità di confortare proprio i cittadini impauriti (e spesso infreddoliti) che si trovano ad essere soccorsi in zone dove l’acqua sta creando problemi.

Cosa serve in caso di servizio?
La lista che segue è una indicazione puramente esemplificativa. Ogni Protezione Civile provinciale e regionale inserisce e indica diversi tipi di necessità a seconda delle strumentazioni necessarie in caso di alluvione o rischio idro-geologico. Se però volete alcuni piccoli suggerimenti su cosa installare nel mezzo affinché sia più adeguato alle vostre esigenze, eccovi cosa può esservi utile:

  • Faro brandeggiante (telecomandato)
  • Centralina di controllo delle utenze in cabina
  • Quadro elettrico 230v vano posteriore
  • Generatore elettrico minimo 5KW
  • Generatore elettrico portatile minimo 1,5KW
  • Cassone coperto hard-top con altezza filo cabina (tetto calpestabile)
  • Radio analogico/digitale con possibilità di kit di ricarica per dispositivi personali
  • 2 Torce ricaricabili
  • Kit illuminazione (2 torri faro e cavi)
  • Kit motopompe da aspirazione per ambiente urbano (portata minima 150 l/min)
  • Idrovora da svuotamento (portata minima 75 l/min)
  • Kit ramaglie e alberi (motoseghe e relativi DPI)
  • Kit supporto logistico (acqua e cibo)

 

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