Rifugiati? No, volontari! Progetto pilota in Emilia-Romagna

Problema, emergenza, invasione, costo. Sono sempre stati definiti così i rifugiati siriani e africani che scappano da guerre e carestie. Oggi Parma, come altri comuni dell’Emilia-Romagna, li vuole chiamare a raccolta con un altro nome: volontari. Si, perché il Comune ducale e le associazioni di volontariato hanno firmato un accordo per far diventare risorse sociali i tanti profughi che sono nei centri di accoglienza in attesa di affrontare il loro futuro.

Come racconta Repubblica Parma in un articolo apparso questa mattina sul quotidiano online, i rifugiati saranno impiegati per pulire e curare aree verdi, marciapiedi, cortili degli istituti scolastici superiori, luoghi di interesse per la città, come i monumenti, e ancora contribuire alla rimozione dei rifiuti abbandonati in strada, nei parchi, spalare la neve e cancellare i graffiti. Tutte operazioni, si evidenzia nel protocollo, che potranno migliorare la conoscenza dei quartieri dove verranno ospitati, favorendo l’integrazione nella comunità. Saranno le varie onlus coinvolte a gestire i gruppi di lavoro e organizzare le attività. Un iniziativa che si somma a quelle già in atto, come Tandem, che coinvolge profughi e studenti, promossa dal Ciac. E’ un esempio già messo in atto dalla città di Lucca, pochi giorni fa.

Attualmente sono 462 i richiedenti asilo accolti tra città e provincia. Cinque gli enti gestori con i quali il Comune ha siglato l’intesa: comunità Betania, Associazione gruppo amici, Aurora Domus, Associazione svoltare e Caritas, individuata dall’ente quale soggetto capofila. Per assicurare il funzionamento del progetto l’Amministrazione, oltre a garantire la coperture assicurative, ha stanziato la somma di 2.500 euro, per sostenere le spese necessarie all’applicazione della convenzione.

PAGLIARI “SITUAZIONE GESTITA CON PROFESSIONALITA” – Sull’arrivo dei profughi a Parma, accompagnato da proteste a Baganzola, dove sorge il centro di accoglienza, interviene il senatore del Pd Giorgio Pagliari, dopo un incontro con il prefetto di Parma Giuseppe Forlani: “Durante il colloquio sono stato reso edotto, grazie ad un’analisi assai precisa e circostanziata, dell’attuale stato delle presenze, delle condizioni di accoglienza, dei comportamenti delle persone accolte, delle misure di vigilanza nonché delle modalità del coordinamento costante. Con il ministero degli Interni , con i sindaci e con gli altri soggetti istituzionali ho constatato con soddisfazione che la situazione, per quanto sempre difficile e complessa, viene gestita con grande professionalità e con sensibilità istituzionale ed umana nel tentativo di assicurare l’accoglienza nel rispetto della legalità. Per questo ho espresso il mio sincero apprezzamento al dottor Forlani”. (racas)

 

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