Rinascere più forti – La straordinaria storia di Andrea Lanfri. Dalla malattia al tetto del mondo!

Andrea Lanfri è un campione paralimpico di atletica leggera che dopo la meningite non si è arreso. Tutt'altro! Si è lanciato in tante nuove avventure, tra cui la scalata del tetto del mondo, l'Everest, prevista per agosto 2019

Lucca, patria della cultura dalle colline dolci fino a stringersi verso le Apuane è la città dove nasce il 26 Novembre del 1986 Andrea Lanfri, vittima di una grave malattia ce lo ha colpito il 21 Gennaio del 2015, meningite con sepsi meningococcica a causa della quale perde entrambe le gambe e sette dita delle mani .

Seguo da anni sui social dopo averlo incontrato ad una cena dei Diversamente Disabili Onlus nel Dicembre del 2016 . Semplice, schietto, forte, un toscano vero ma capace di metterti sempre a tuo agio. Era tanto che volevo scrivere di lui, quindi nei primi di gennaio di questo anno ho deciso di contattarlo.

Lunedì 28 Gennaio (sede del Coni di Lucca, più precisamente sull’anello di atletica leggera) – Prima di quel piccolo “intoppo” come lo descrive lui, Andrea era un grande appassionato delle sue montagne e non solo. Dal trekking, all’arrampicata, all’alpinismo. Passione, costanza, riscatto, sono le basi della sua rinascita dopo essersi rialzato dalla meningite. “ Voglio correre più veloce della meningite “ è il suo motto. 

Chiedo ad Andrea come fosse stato quel giorno e se si ricordasse qualcosa, e lui con voce pacata mi risponde che si ricordava tutto:

”Mi sono svegliato alle 6 perché avevo freddo, così ho preso un’altra coperta. Alle 9, quando mi sono alzato, il termometro segnava 40 di febbre. Il medico, arrivato a casa dopo che lo avevo chiamato, mi ha dato una tachipirina e uno sciroppo per la tosse. Lì per lì non avevo i sintomi della meningite. Verso le 16, però,
la temperatura era di 43 gradi. Così ho chiamato la guardia medica, hanno diagnosticato la malattia perché sul corpo, soprattutto ai piedi, comparivano le prime necrosi. Mi hanno subito portato in ospedale su un’ambulanza e da quel momento ho avuto quattro settimane di vuoto. Sono stato in coma quattro settimane  ma quando mi sono risvegliato sapevo di potercela fare e di combattere la malattia. Ero vivo e questo era la cosa più importante. 5 mesi di degenza ospedaliera fra Firenze e l’ospedale S.Luca di Lucca . Una terapia molto dolorosa, che alla fine ha portato i medici all’amputazione delle gambe e delle dita delle mani . Non vedevo l’ora di tornare a casa , non ne potevo più di stare in ospedale. Poi la riabilitazione a casa , l’allenamento , la rinascita mi racconta  oggi  in piedi sulle sue protesi.”

Nel 2016 Andrea infatti inizia a correre con un paio di protesi in fibra di carbonio, acquistate grazie ad un raccolta fondi online diventando così il primo atleta uomo italiano della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori sotto i 12 secondi nei 100 metri piani. A Grosseto fa il suo esordio in maglia nazionale ottenendo la medaglia di Bronzo negli Europei Paralimpici del 2016 nella 4×100 T42-47 .

Nel 2017 ottiene la medaglia d’Argento ai Mondiali Paralimpici di Londra nella 4×100 T42-47. Nel 2018 negli Europei Paralimpici di Berlino una medaglia di Bronzo nei 200 metri piani T62 e un argento nella 4×100 T42-47. Nello stesso anno vi è anche il ritorno su roccia, all’arrampicata e all’alpinismo. Nel 2018 l’amore sviscerato per la montagna lo porta ad essere inserito nel progetto “ One Project Research “che sta per Oxygenated Natural Emotion Project. Progetto sperimentale e primo studio di ricerca sulla possibilità di contrastare i malesseri collegati alle attività in montagna con tecniche respiratorie specifiche che accelerano i tempi di acclimatazione e contrastano il mal di montagna che ha visto Andrea nel superamento di due delle tre vette presenti in programma , la prima nel luglio scorso ( Monte Rosa 4554 mt s.l.m ) la seconda vetta il Vulcano Chimborazo in Ecuador di 6292 mt s.l.m a Gennaio 2019 .

Ultima e di maggior importanza per lo studio sarà il tetto del Mondo, ovvero la vetta del monte Everest prevista per l’agosto 2019 supportato dalla Fondazione Vodafone , con la quale è riuscito a ottenere in questi ultimi giorni il budget necessario all’impresa e dagli sponsor quali l’Ortopedia Michelotti, dove lavora Paolo Denti, colui che ha reso uniche le sue super protesi, e dalla onlus Art4sport ed il partner Italiana Assicurazioni.

Andrea non è solo sport e rinascita, Andrea è una forza sotto tutti i punti di vista. Lo potete seguire sulla sua pagina Facebook , sul suo account instagram e sul suo sito o semplicemente digitando il suo nome su google. Ne esce una persona che ha sofferto ma che ha fatto della sua forza di volontà un’arma per combattere la meningite. Partecipa sempre come testimonial a progetti culturali nelle scuole, a fiere di settore, a congressi ed eventi sportivi.

Non ci resta quindi di fare il tifo per Andrea Lanfri e per la sua nuova avventura sul tetto del mondo da tutta la redazione di Emergency Live!

© Foto di Alessandro Conti

 

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