Scomparse due volontarie cooperanti in Siria: aggiornamento LIVE

E’ confermata la scomparsa di due cittadine italiane ad Aleppo, in Siria, che lavoravano come volontarie umanitarie per una missione dell’associazione “Horryaty“. Si tratta di Vanessa Marzullo di Brembate (Bergamo) e Greta Ramelli di Besozzo (Varese). La Farnesina conferma che sono state attivate sia l’unità di crisi che i servizi di intelligence per la ricerca delle scomparse. Le due cooperanti di 20 e 21 anni sono andate come volontarie nella zona per portare il proprio aiuto alle popolazioni coinvolte nella guerra civile. Una fonte dell’Ansa riporta che è “Ancora presto, non si sa nulla né sul tipo di sequestro né sulla regione dove le due giovani sono tenute”.
“Non sentivo Vanessa e Greta da qualche giorno” ha detto Roberto Andervill, terzo responsabile del progetto Horryaty, di cui le due cooperanti rapite in Siria sono fondatrici. Andervill ha detto anche che le due giovani erano arrivate nel Paese lo scorso 28 luglio, e lavoravano per progetti umanitari ad Aleppo “nel settore sanitario e idrico”.

Ma oltre agli aggiornamenti di cronaca su questo episodio drammatico, che vede due volontari al centro di potenziali violenze, è da segnalare – e si può fare con un box di ricerca su Twitter – come si stia scatenando il dibattito e la polemica sulla scelta delle due giovani di andare in Siria ad aiutare una popolazione in difficoltà. Un dibattito che spesso lascia di stucco per i modi e i toni usati contro chi dona il suo tempo e se stesso per fare del bene. Rimane soltanto la speranza che le due ragazze stiano bene e che possano presto tornare a fare ciò che più amano: aiutare il prossimo. 

 

 

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