Somalia, la formazione sul Covid-19 passa dalle nostre università: la cooperazione italiana a Mogadiscio

Una bella iniziativa, di cui Aics (l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo) va giustamente orgogliosa: nella lotta al Covid-19 in Somalia, la sanità di Mogadiscio può contare su almeno 170 tra medici ed operatori in prima linea formati, attraverso seminari online, da esperti e professori di un consorzio di Università italiane, dalla Federico II di Napoli a quella di Brescia.

 

COVID-19 SOMALIA, LA SODDISFAZIONE DEL RAPPRESENTANTE ITALIANO AICS A MOGADISCIO:

“Ieri si è tenuta la lezione sulle malattie polmonari in genere, con un’analisi anatomo-patologica dei danni causati in particolare dal Covid-19 anche a livello cellulare e sistemico” riferisce Guglielmo Giordano, rappresentante a Mogadiscio dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).

“Oggi cominciano invece tre moduli clinico-terapeutici, forse i più attesi, non solo nella capitale ma anche da chi segue collegato nelle postazioni allestite negli altri Stati del Paese”. Il corso è promosso dalla Cooperazione italiana insieme con l’Università nazionale somala e un network di atenei sostenuto dall’Unesco. Secondo Giordano, l’impegno è continuare e approfondire un percorso cominciato anni fa, centrato sul diritto alla salute e sulla formazione. Dal 2015 stiamo sostenendo la rinascita dell’Universita’ nazionale somala, che aveva chiuso dopo la fine del regime di Siad Barre nel 1991″ sottolinea il rappresentante di Aics.

“Nel corso degli anni hanno aperto nuovi corsi ed e’ stato chiesto un aiuto agli atenei italiani, che si sono attivati con un consorzio che coinvolge le facolta’ e i talenti migliori”.
Una delle sfide, con il finanziamento dell’istruzione del terzo livello, un impegno distintivo della Cooperazione italiana, “sarebbe dotare la pubblica amministrazione di quadri giovani in grado di rimpiazzare i dirigenti attuali, laureati prima del 1991 e prossimi alla pensione”.
Al seminario stanno partecipando docenti ed esperti di molte universita’, dalla Sapienza a Roma Tre, da Firenze ai politecnici di Milano e Torino, da Roma Tor Vergata alla facolta’ di medicina di Pavia.

COVID-19 IN SOMALIA, IL RISCHIO ATTENTATI TERRORISTICI:

Non scontata l’organizzazione logistica. “Anche prima del Covid-19, con la Somalia tra i Paesi piu’ colpiti nel Corno d’Africa, c’erano problemi a spostarsi a causa del rischio di attentati terroristici” sottolinea Giordano.

“Per questo e’ stata affittata una sala conferenze in uno degli hotel piu’ sicuri di Mogadiscio, dove ieri seguivano in presenza 37 persone; collegate poi 43 postazioni in tutta la Somalia, con la partecipazione dei medici in prima fila nelle strutture riconosciute anti-Covid”.
Tra queste l’ospedale Giacomo De Martino, edificato dagli italiani durante il periodo coloniale, divenuto centro di
riferimento contro il nuovo coronavirus a livello nazionale.

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