Telefonate di emergenza, un problema di culo

Gli smartphones creano problemi per le centrali operative? A quanto pare si, lo dice un rapporto sul 911 di San Francisco

Telefoni cellulari che compongono per sbaglio il numero di emergenza ce ne sono sempre stati. Ma con i nuovi smartphone il problema delle chiamate fatte – letteralmente – con il sedere è aumentato del 28% in 3 anni. A dirlo è una ricerca fatta negli Stati Uniti, a San Francisco, dai ricercatori di Google

Il 20% del totale delle chiamate effettuate al 911 di San Francisco sono partite da telefoni mal posizionati nella tasca posteriore dei pantaloni. Sempre più persone, infatti, negli ultimi anni hanno abbandonato i telefoni fissi per usare soltanto i cellulari: e per quanto la tastiera di un cellulare possa essere bloccata, per ragioni comprensibili è sempre possibile far partire le chiamate di emergenza. È un grosso problema per gli operatori del 911, che devono accertarsi che il silenzio che sentono dall’altra parte della linea non si debba al fatto che qualcuno è in pericolo e non può parlare. La necessità di indagare ogni volta le ragioni del silenzio dall’altra parte della linea telefonica sta mettendo a dura prova un sistema già sovraccarico di lavoro.

La soluzione? Pensata in Inghilterra. Gli operatori del 999 dell’NHS infatti chiedono – dopo pochi minuti di silenzio – alla persona all’altro capo del telefono di digitare il numero 55 se sono presenti e in linea. In questo modo i britannici riescono a capire se la chiamata d’emergenza è reale e se l’eventuale paziente può o non può parlare.

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