Thailandia, fra i soccorritori e negli equipaggiamenti ci sono tanti dispositivi italiani

Nel sud-est asiatico molti dispositivi a bordo delle ambulanze di soccorso sono costruiti e progettati in Italia. Ecco gli equipaggiamenti usati anche in questa operazione di soccorso che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso

BANGKOK (Thailandia) – Ci sono quasi cinquanta sommozzatori specialisti, provenienti da diversi paesi del mondo, assieme ai coraggiosi Navy Seals tailandesi, nelle torbide acque del complesso speleologico di Tham Luang, nel nord della Tailandia. Tutti si sono focalizzati nel tentativo di salvare la vita di 12 ragazzi e del loro allenatore. Questi giovani giocatori della squadra dei “cinghiali” sono stati ritrovati miracolosamente vivi e in condizioni di salute accettabili, ma è solo grazie alla tecnologia e alle capacità di uomini straordinari che, ora, tutti questi ragazzi sono al sicuro in ospedale, con le operazioni che sono iniziate l’8 luglio e terminate il 10 luglio, dopo 17 giorni di attesa nel fondo della grotta inondata dalla furia delle acque.

Ma non c’è solo Elon Musk con le sue idee ed i suoi ingenieri a Tham Luang, mandati sul posto per studiare un rescue pod adeguato ai ragazzi. Ci sono anche decine di anni di sviluppo delle strumentazioni, delle bombole e dei sistemi di trasporto usati proprio in queste ore per realizzare quello che in molti chiamano “miracolo” ma che in realtà è un’azione di affinamento continuo delle capacità umane e degli strumenti che utilizza.

Le tavole spinali B-BAK di Spencer, scelte in tutto il mondo per leggerezza e qualità costruttiva

Fra i vari team di estricazione speleologica non figurano italiani direttamente coinvolti, ma un po’ di Italia c’è anche qui, dall’altra parte del pianeta. Le ambulanze da soccorso ed emergenza di tutto il regno Tailandese infatti sono equipaggiate da Spencer, azienda italiana specializzata nella produzione di dispositivi medicali per il trasporto, l’immobilizzazione e l’ossigenazione dei pazienti in emergenza. Sulle piccole ma performanti ambulanze locali i principali dispositivi vengono dal nostro paese.

“Per soccorrere con sicurezza e garantire sempre il miglior funzionamento operativo – spiega il produttore tailandese di ambulanze Promedic, tramite il suo International Director Tarach Sukontharat – è necessario scegliere prodotti nati e pensati per essere usati in tutte le condizioni. Per questo scegliamo spesso barelle e dispositivi Spencer, che ha il vantaggio di offrire un servizio completo di prodotti per l’ambulanza”.

La barella Carrera Pro in dotazione sulle ambulanze thailandesi è prodotta interamente in Italia

Le barelle usate per trasportare fuori dalla grotta i ragazzi salvati, e che equipaggiano le ambulanze della Royal Thailand Police, sono delle Carrera Pro, studiate per operare senza fatica da parte dell’operatore anche quando il terreno diventa impervio, sconnesso o – come nel caso del soccorso a Tham Luang – fangoso e viscido. “Quando viene scelta una barella Spencer – spiega ancora Mathieu Gazard, Area Manager Spencer in Asia – viene premiato il fatto che siano dispositivi pensati per essere usati facilmente da tutti i soccorritori, garantendo velocità di trasferimento, comodità per il paziente e sempre e comunque una sicurezza massima del dispositivo”.

Spencer oltre ai dispositivi di trasporto produce anche i sistemi di immobilizzazione, che sono molto utili quando un paziente è ferito o ha subito un trauma e deve essere movimentato. Sempre in Tailandia per esempio le ambulanze sono dotate della Baby-Go, tavola spinale pediatrica per trasferire i pazienti con traumi al rachide cervicale. Un presidio inventato dall’azienda italiana nel 2011 e che ha collezionato diversi premi per il suo sistema innovativo di immobilizzazione dei bambini, a seconda della loro crescita e della loro altezza.

“La Baby Go è uno dei prodotti di cui andiamo più orgogliosi – ci ha spiegato Enrico Berti di Spencer, responsabile dello sviluppo del prodotto  – perché coniuga diverse esigenze operative dei soccorritori quando si parla di soccorso pediatrico. Prima di tutto è un dispositivo che permette di immobilizzare correttamente un bambino fino ai 120cm di altezza, senza doversi preoccupare di avere coperte o cuscini per compensare la naturale curva cifotica. E poi quando coniugata alla tavola spinale Tango, risolve il problema dello stoccaggio di materiali in ambulanza salvaguardando spazio e migliorando l’ordine”.

In Tailandia Spencer è presente da anni, come in diversi paesi del mondo dove il marchio è conosciuto e richiesto da soccorritori, paramedici, infermieri e medici: “I nostri prodotti sono riconosciuti per le loro innovazione e per l’attenzione che riserviamo alla sicurezza della movimentazione e alla sicurezza del paziente” spiega Antonio Ciardella, direttore commerciale. “Tutti i prodotti Spencer che vanno a bordo dell’ambulanza sono testati e certificati 10G, cioè resistono agli urti anche in caso di incidente, secondo le normative europee più avanzate. E’ una delle caratteristiche che hanno permesso alla nostra azienda di vendere dispositivi medicali per il trasporto e l’ossigenazione in più di 100 paesi del mondo, garantendo sempre a tutti i soccorritori, nonostante diversi standard formativi, il massimo dell’usabilità e della sicurezza”.

Le ambulanze del sud est asiatico sono tipicamente allestite su dei compatti LCV (light commercial vehicles) come il Toyota HIACE, mezzo che ha un vano sanitario inserito nel veicolo lungo 4.43 metri e alto 2.28 metri. Il peso trasportabile da questo veicolo è di poco superiore alle 2 tonnellate (2.110 chilogrammi) quindi la necessità di un allestimento leggero, compatto e durevole nel tempo è fondamentale. Per questo motivo nelle ambulanze della Tailandia trovano spazio la barella Carrera, la sedia da trasporto ed evacuazione 4BELL, e tutti i dispositivi di ossigenazione, controllo e monitoraggio realizzati in Italia da Spencer, che testa e garantisce i suoi prodotti secondo le severe normative europee, americane e asiatiche. E’ anche grazie a queste innovazioni che sono possibili, oggi, soccorsi tecnici che mai avremmo potuto vedere negli anni passati.

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