TPSV: usa la manovra di Valsalva modificata

Di TPSV e manovre vagali abbiamo parlato spesso in questoblog. Personalmente ritengo che, quando efficaci, diano grande soddisfazione sia al medico che al paziente. Sfortunatamente la percentuale di successo non sono molto elevate e variano da medico a medico e dal livello di collaborazione del paziente.
In linea generale vengono applicati da soli o in associazione il massaggio del seno carotideo e la manovra di Valsalva che consiste nel fare espirare il paziente a glottide chiusa al fine di raggiungere una pressione di 40 mm Hg per un periodo di 15 secondi. Questo può essere ottenuto soffiando in tubicino collegato ada un manometro in una siringa priva di ago facendone muovere lo stantuffo o, in modo meno scientifico ma certamente più pratico chiedendo al paziente di eseguire una espirazione a glottide chiusa, in qualche modo mimando lo sforzo della defecazione.

La percentuale di successo della manovra vagale da sola nel cardiovertire una TPSV è piuttosto bassa, variando dal 5 al 20%.e anche una recente revisione Cochrane  sul’efficacia della manovra di Valsalva non è stata in grado di esprimere un parere definitivo sulla sua utilità, per questo motivo assai spesso ricorriamo ai farmaci come l’adenosina o il verapamil.
Certo non sarebbe male avere la possibilità di aumentare le percentuali di successo delle manovre vagali, magari semplicemente modificando un pochino la manovra di Valsalva. Con questo obiettivo è stato condotto da alcuni medici d’emergenza inglesi lo studio REVERT recentemente pubblicato online su Lancet  Postural modification to the standard Valsalva manoeuvre for emergency treatment of supraventricular tachycardias (REVERT): a randomised controlled trial. vediamo di cosa si tratta.

Lo studio

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