Accumulo di liquido nel cavo peritoneale: possibili cause e sintomi dell'ascite

L’ascite può derivare da patologie del fegato, del cuore o dalla presenza di tumori degli organi addominali. Esaminare il liquido è fondamentale per fare la giusta diagnosi

L’ascite è un accumulo di liquido all’interno del cavo peritoneale, lo spazio presente tra le membrane che rivestono tutto l’addome.

Una condizione che può essere spia di numerose malattie, soprattutto legate al fegato, ma non solo.

La cavità peritoneale 

Il nostro addome è rivestito da una sottile membrana, chiamata peritoneo.

È composta da 2 strati:

  • il peritoneo viscerale, che riveste gli organi;
  • il peritoneo parietale, che funge appunto da parete.

Nella sottile cavità presente tra questi, si trova una minima quantità di liquido che serve a impedire l’attrito tra i vari organi interni.

Quando il liquido all’interno del cavo peritoneale aumenta, i 2 strati, sottili come fogli, si separano e si forma l’ascite. Una condizione che può essere di lieve, media o severa entità, a seconda della quantità di liquido presente.

Le cause dell’ascite

L’ascite è una condizione patologica che nella maggioranza dei casi si associa a malattie del fegato, anche se non è l’unico organo potenzialmente coinvolto. In questo caso le malattie che possono portare ad ascite sono principalmente:

  • la cirrosi epatica, virale o alcolica;
  • la Sindrome di Budd-Chiari (una trombosi delle vene sovra-epatiche) che causa una chiusura di alcuni vasi sanguigni. Questo fenomeno si crea per un aumento delle pressioni all’interno dei vasi sanguigni del fegato, in particolare all’interno della vena porta, e, nel paziente cirrotico, anche per una riduzione della pressione oncotica, cioè quella che trattiene i liquidi all’interno dei vasi sanguigni. Ambedue queste condizioni, che si verificano negli stadi avanzati di cirrosi, possono portare alla formazione di liquido nel cavo peritoneale.

Il cuore e le patologie tumorali

Anche il cuore può essere causa indiretta della formazione di ascite, in particolare lo scompenso del cuore destro.

Poiché il nostro Istituto è specializzato nelle patologie cardiovascolari, in particolare nelle malformazioni del cuore alla nascita, ci capita frequentemente di trattare le asciti nei pazienti cardiopatici congeniti in età adulta.

L’ipertensione polmonare e lo scompenso destro possono incidere sul fegato e, di conseguenza, sull’aumento delle pressioni e la formazione delle asciti.

Non da ultimo, anche le neoplasie degli organi interni, come ovaio, pancreas o intestino, potrebbero essere la causa dell’ascite.

Queste infatti danno origine a una carcinomatosi peritoneale (la diffusione di cellule neoplastiche all’interno della cavità peritoneale), che si manifesta con la formazione del liquido ascitico.

Ascite, i sintomi

Solitamente i pazienti con ascite arrivano in ambulatorio o al Pronto Soccorso mostrando un aumento della circonferenza addominale, talvolta molto evidente tanto da creare un’erniazione dell’ombelico, e lamentando:

  • nausea;
  • dolori addominali;
  • difficoltà a mangiare.

La diagnosi di ascite

Con un semplice esame ecografico notiamo la presenza di liquido dove non dovrebbe esserci: attorno agli organi interni (come il fegato o la milza) oppure libero tra le anse intestinali.

È fondamentale prelevarlo per condurre delle analisi approfondite, in grado di darci risposte sulla natura di tale liquido.

Facciamo la conta cellulare e indaghiamo la presenza di proteine, albumina, enzima LDH (lattato deidrogenasi), valutiamo se il liquido è infetto e ricerchiamo la presenza di cellule tumorali maligne.

Quest’indagine è imprescindibile e ci permette di fare una diagnosi corretta, perché le cause dell’ascite possono essere varie.

Il liquido ascitico, infatti, può essere di 2 tipi:

  • trasudatizio: un liquido non infiammatorio;
  • essudatizio: infiammatorio, caratterizzato da elevati livelli di proteine, albumina, LDH, con possibile aumento della conta dei globuli rossi e bianchi, presenza di cellule tumorali e isolamento di germi.

La paracentesi: l’esame che preleva il liquido ascitico

L’esame con cui si preleva il liquido ascitico si chiama paracentesi:

  • paracentesi esplorativa, che si limita all’analisi del liquido;
  • paracentesi evacuativa, che rimuove il liquido.

La paracentesi evacuativa

Nel caso sia necessaria la rimozione del liquido, la manovra viene effettuata in regime di day hospital, da personale specializzato.

Individuato un punto sul fianco sinistro, dopo un’anestesia locale, viene inserito un ago che permette, nell’arco di qualche ora, di evacuare il liquido.

In caso di ascite severa, la quantità può arrivare anche fino a 10 litri.

Per alcuni pazienti, come i cardiopatici congeniti, la paracentesi può essere una procedura da eseguire periodicamente, specialmente nelle fasi avanzate della malattia.

Per alcune patologie, invece, possono essere sufficienti le terapie diuretiche, che favoriscono l’eliminazione del liquido per via renale.

Per approfondire:

Bendaggio gastrico regolabile: che cos’è e come si esegue

Reflusso gastroesofageo: cause, sintomi, esami per la diagnosi e cure

Ascite: che cos’è e di quali malattie è sintomo

Fonte dell’articolo:

GSD

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