Aggressioni ai soccorritori e ai sanitari: la sanità è al sicuro?

Aggressioni agli operatori sanitari e violenze sul posto di lavoro: un congresso per parlare dei dati

 

A Bologna la 19esima ediziondi Ambiente Lavoro (dal 15 al 17 ottobre, organizzatore Senaf) porterà alla ribalta le ormai migliaia aggressioni avvenuti nel 2018 nei Pronto Soccorso e contro i soccorritori in ambulanza, in tutta Italia. 

Le aggressioni agli operatori sanitari stanno diventando un fenomeno sempre più preoccupante. Croce Rossa Italiana ha certificato che nel 2018 si sono verificati 3mila casi documentati. I dati raccolti da Anaao Assomed con un sondaggio del maggio 2018 su un campione di 1.280 soggetti confermano l’allarme: oltre due medici su tre dichiarano di aver subito aggressioni fisiche o verbali. Pugni, spinte, schiaffi, botte, insulti e minacce avvenuti in tutti i reparti intraospedalieri e nelle situazioni extraospedaliere: Pronto soccorso, psichiatria e Sert i settori più a rischio. Ambiente e Lavoro dal 15 al 17 ottobre prossimo ne parlerà con molta attenzione. Il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, organizzato da Bologna Fiere in collaborazione con Senaf ha messo in cantiere 600 ore di lezione, chiamato a Bologna 626 relatori e organizzato 229 corsi di aggiornamento e formazione.

Emergenza violenza sugli operatori sanitari

La manifestazione per eccellenza dedicata al benessere del lavoratore non poteva ignorare quella che sta diventando un’emergenza e un fattore importante di stress per chi opera nel settore sanitario. La Croce Rossa Italiana a metà giugno ha rilanciato la campagna “Non sono un bersaglio”, diffondendo i dati del primo semestre raccolti dall’Osservatorio creato nel dicembre 2018. Grazie a questionari anonimi tra i propri volontari, la Cri ha potuto rilevare che:

  • quasi la metà delle aggressioni, il 42%, è fisica, e non si limita all’insulto o all’invettiva;
  • quasi la metà delle aggressioni, il 47%, avviene in strada;
  • più di una su quattro, il 28%, è ad opera del branco.

Questo genere di violenza ha anche un impatto dovuto alle conseguenze del rischio psico-fisico, come denunciano gli esperti: decremento della produttività, aumento dell’assenteismo, depressione e disturbo d’ansia. E’ questo il tema che sarà al centro del seminario ospitato da Ambiente Lavoro il 17 ottobre alle 10 promosso dalla Società Italiana di Ergonomia dal titolo “La prevenzione degli atti di violenza nei luoghi di lavoro”. L’obiettivo del seminario è conoscere le attuali iniziative messe in atto nelle organizzazioni sanitarie e le prospettive di intervento.

Come ridurre i casi di violenza? Come difendersi?

Le azioni di prevenzione devono essere indirizzate sia ai fattori ambientali che organizzativi e comportamentali, in una logica sistemica che superi gli interventi sporadici sull’onda delle emergenze. Al seminario verranno invitati i sindacati e gli ordini professionali. Più in generale ad Ambiente Lavoro si parlerà di violenze sui luoghi di lavoro. In questo caso lo sguardo sarà allargato non solo alle minacce che provengono dall’esterno, ma a quelle perpetrate tra capo e collaboratore, tra colleghi, al mobbing. Solo per prendere in esame una parte del fenomeno, sono 1 milione e 403 mila le donne fra i 15 e i 65 anni, pari al 9% circa dell’intera popolazione lavorativa, ad aver subito ricatti o molestie sessuali sui luoghi di lavoro (dati Istat dell’aprile 2018). Sono temi che saranno approfonditi durante il seminario del 16 ottobre alle 14 organizzato dall’associazione “Ambiente e Lavoro” dal titolo “Valutare e gestire il rischio violenza sui luoghi di lavoro”. Nel seminario, tra l’altro, sarà anche presentato il Dossier Ambiente monotematico che tratta delle violenze sui luoghi di lavoro.

 

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