Angola, giovane medico arrestato perché non portava la mascherina, muore in caserma: corteo a Luanda contro gli abusi di polizia

COVID-19 e repressioni deliranti: Luanda, morire perché si porta la mascherina. In Angola un medico che si trovava in stato di fermo in caserma e’ deceduto in circostanze controverse, con il sospetto che a causarne la morte siano state violenze della polizia.

Per questo il sindacato dei lavoratori della sanita’ ha organizzato un corteo di protesta invocando un’inchiesta per far luce sull’accaduto.

COVID-19, IN ANGOLA SI PUO’ MORIRE PER UN NORMALE FERMO DI POLIZIA. COME NEGLI USA, DEL RESTO

Silvio Dala, medico di 35 anni, era stato arrestato dalla polizia di Luanda perche’ non indossava la mascherina, imposta per legge a marzo per contenere la diffusione dell’epidemia di Covid-19.

Stando al verbale della polizia, l’uomo sarebbe morto in caserma per un arresto cardiaco, ma l’autopsia ha rivelato ferite profonde alla testa.

Il Sindacato dei medici dell’Angola ha organizzato un corteo nella capitale per contestare le brutalita’ commessa dalla polizia, sospettata di aver ucciso l’uomo.

IN ANGOLA LE NORME DI CONTENIMENTO DEL COVID-19 DIVENGONO MOTIVO DI VIOLENZE

Da tempo nel Paese si protesta per le modalita’ giudicate troppo violente con cui le forze dell’ordine stanno facendo rispettare le regole contro il coronavirus: secondo Amnesty International, tra maggio e luglio ben sette persone hanno perso la vita a causa di colpi d’arma da fuoco esplosi dagli agenti.

Dopo la morte del medico dai manifestanti e’ tornato a salire l’appello perche’ il ministro dell’Interno si dimetta e perche’ l’azione delle forze di sicurezza sia regolamentata in modo da impedire abusi.

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