Cefalea muscolo-tensiva: un aiuto dalla crioterapia

L’utilizzo prolungato di pc e smartphone, favorito anche dalle nuove modalità di lavoro da remoto, hanno prodotto un sensibile aumento di persone affette da mal di collo

La cefalea muscolo-tensiva è uno dei sintomi più comuni, e in alcuni casi invalidanti, con cui si accompagna la cervicalgia (o cervicale), un’affezione acuita anche da disfunzioni posturali (come, per esempio, l’iperlordosi lombare, dorsale o la scoliosi), colpi di frusta, ernie cervicali e patologie degenerative (come artrosi e spondilosi).

Il sintomo spia della cefalea muscolo-tensiva

Oltre al dolore in sede cervicale, ovvero il classico dolore al collo, molti pazienti presentano un dolore costante all’altezza della nuca, di intensità variabile, che spesso si irradia verso la fronte e intorno agli occhi.

Il dolore può essere affiancato da sintomi secondari, quali sensazione di:

  • nausea e/o vertigini;
  • stanchezza;
  • affaticamento muscolare.

La diagnosi della cefalea muscolo-tensiva 

Non vanno sottovalutati i sintomi correlati alla cervicalgia ed è opportuno evitare il ‘fai da te’ e le automedicazioni.

In caso di cefalea associata a cervicalgia, la diagnosi è necessaria e importante al fine di escludere patologie che talvolta possono essere anche gravi e che quindi necessitano di un trattamento più precoce possibile.

Pertanto è necessaria un’accurata visita fisiatrica, con particolare approfondimento dell’esame neurologico, al fine di escludere patologie:

  • del rachide cervicale (ernie cervicali, problematiche midollari, disfunzioni posturali quali scoliosi e atteggiamenti scoliotici, ipercifosi dorsale);
  • di tipo neurologico (quali problematiche vascolari, neoplasie, ecc.).

La crioterapia per sconfiggere la cefalea muscolo-tensiva

Tra le terapie più nuove per curare la cefalea muscolo-tensiva c’è la crioterapia. Si tratta di una innovativa metodica di terapia fisica che, grazie alla capacità di erogare una ipertermia generando calore endogeno, con conseguente innalzamento della temperatura fino a 41°C, e una terapia criogenica che può arrivare a -18°C, crea uno shock termico localizzato e profondo.

Le 2 fasi caldo e freddo, alternate rapidamente, determinano uno shock termico che stimola il microcircolo e genera una stimolazione biologica locale e profonda. La crioterapia ha effetto:

antiflogistico (antinfiammatorio);

antalgico (il freddo inibisce le terminazioni nervose rallentando la conduzione nervosa degli impulsi algogeni);

miorilassante sulla muscolatura cervicale.

Ciò determina una sorta di ‘spegnimento’ dei punti trigger (aree irritabili e in cui si concentra il dolore in un tessuto muscolare) responsabili della cefalea che vengono trattati con protocolli specifici.

Una volta alleviato il dolore, però, bisogna risolvere la causa che determina la cervicalgia, specie quando questa è correlata con disfunzioni posturali, attraverso un trattamento di rieducazione ed igiene posturale in modo da correggere eventuali ‘vizi’ e abitudini sbagliate che il paziente assume durante le attività lavorative e ricreative.

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GSD

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