COVID-19, online il rapporto HERoS su raccomandazioni comportamentali e analisi del sistema sanitario

Modelli di comportamento e raccomandazioni per le città e gli enti governativi, ma anche un’analisi dettagliata sulla risposta dei sistemi sanitari durante la prima ondata della pandemia di Covid-19. Sono questi i punti principali evidenziati dalla pubblicazione del secondo rapporto dal progetto Horizon 2020 (HERoS) – Health Emergency Response in Interconnected System.

Rapporto HERoS, linee guida e raccomandazioni per COVID-19 nelle città

Lo studio HERoS ha elaborato linee guida e raccomandazione su scala urbana, prendendo in considerazione metriche diverse a seconda del contesto locale analizzato, al fine di fornire uno strumento utile per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus.

Nello specifico, la prima parte dell’analisi – D2.1 Local behavioural model and recommendations for local COVID-19 – prende a modello e studia le dinamiche della diffusione del virus e l’impatto delle politiche attuate in due diverse città europee – L’Aia nei Paesi Bassi e Helsinki in Finlandia – utilizzando indicatori legati alla densità della popolazione, alle fasce di età, al ruolo sociale e ai modelli comportamentali tipici del luogo.

La seconda parte dello studio – D2.2 Healthcare System Analysis – valuta, invece, la risposta all’emergenza dei sistemi sanitari di diversi Paesi durante la prima ondata della pandemia di Covid-19, nella primavera del 2020.

Entrambe le parti sono completamente fruibili in coda all’articolo.

Dallo studio HERoS l’evidenza che test ed esami diagnostici hanno fatto la differenza, nel contenimento di COVID-19

Dallo studio emerge che l’introduzione di test ed esami diagnostici per verificare il numero delle persone contagiate è stata una delle strategie che ha contribuito con successo al contenimento del virus.

La prima ondata di Covid-19 ha evidenziato, inoltre, l’importanza delle strutture ospedaliere con adeguati reparti di terapia intensiva.

Una delle difficoltà iniziali è stata proprio la mancanza di sufficienti ventilatori e dispositivi di protezione individuale, ma anche di personale specializzato per la gestione delle sovraffollate terapie intensive.

Medici e infermieri hanno lavorato a ritmi d’emergenza, accumulando straordinari e stress per settimane e mesi senza interruzione.

La prima ondata della pandemia ha dimostrato, quindi, che i sistemi sanitari dei paesi europei non erano attrezzati per far fronte a un’emergenza sanitaria di questa portata e che una più forte cooperazione tra regioni e nazioni avrebbe potuto aiutare le zone più colpite dalla pandemia.

HERoS_D2.1
HERoS-D2.2-Healthcare-system-analysis

Per approfondire:

Fonte dell’articolo:

Sito ufficiale Croce Rossa Italiana

I commenti sono chiusi.