Covid, chiuso il Pronto soccorso del Campus Biomedico di Roma: “Un sacrificio per più posti letto”

Covid, Pronto soccorso chiuso: “un sacrifico necessario per avere più posti letto”. Dalla mezzanotte di ieri il Pronto soccorso del Campus Biomedico di Roma è chiuso.

Pronto soccorso chiuso, una decisione della Regione Lazio per l’emergenza covid 

Lo ha deciso l’Unità di crisi della Regione Lazio, che è al lavoro per aumentare velocemente la disponibilità di posti letto nelle strutture ospedaliere della Capitale.

Troppo rapido il ritmo dei contagi e dei ricoveri.

“La Regione Lazio ci ha chiesto di fare questo sacrificio, tornando all’assetto che avevamo sei mesi fa, quando fu aperto il Covid center– ha detto -, il direttore sanitario del Campus, Lorenzo Sommella.

In queste ore lo stiamo liberando dai pazienti no Covid che erano in attesa di ricovero e partiremo subito con i lavori di adeguamento“.

L’obiettivo è di destinare ai pazienti Covid 57 posti letto, di cui 13 di terapia intensiva, 8 semintensivi e 36 di medicina.

“Già da lunedì al Campus inizierà ad aumentare questa disponibilità- ha spiegato Sommella-.

Ma siamo sotto pressione, così come lo sono tutte le strutture del Lazio in questo momento”.

Secondo il direttore sanitario “il sistema sanitario regionale può tenere, ma è necessaria una barriera efficace ai provvedimenti presi.

Dobbiamo essere certi che vengano assunti.

Se questo avviene, e insieme aumentiamo l’offerta sanitaria, allora ci salviamo.

Ma se non riusciamo a ridurre la circolazione del virus, rischiamo di andare verso una crisi”.

Sovraffollamento dei Pronto soccorso, il ruolo delle Uscar nella lotta al Covid

Proprio per questo motivo, per il direttore sanitario, le Unità mobili speciali di continutà assistenziale regionali (Uscar) che effettuano visite e tamponi a domicilio “sono molto utili.

Evitano il sovraffollamento dei Pronto soccorso”.

Sommella, però, si sente di fare un appello alla cittadinanza: “Chi ne ha bisogno, si affidi ai Pronto soccorso degli ospedali del Lazio, perché nessuno verrà lasciato senza assistenza.

Non può essere la paura a tenere lontani dagli ospedali. Ma adesso è importante equilibrare le esigenze della rete Covid a quella no Covid”.

Sicuramente, per il direttore sanitario del Campus, “i ricoveri oncologici e quelli per patologie non differibili, vanno salvaguardati.

Noi, pur non avendo il Pronto soccorso, saremo di supporto.

Chiudiamo una porta diretta sul territorio, ma manteniamo aperti i canali per i trasferimenti”.

Ma quando riaprirà il Dea del Campus Biomedico?

“Non siamo in grado di dare una tempistica- conclude Sommella-.

Dipende da due fattori: l’andamento della curva epidemica e l’adeguamento della rete Covid decisa dalla Regione Lazio.

Noi abbiamo la convinzione di dover riaprire un Pronto soccorso che peraltro era in fase di crescita, ma adesso collaboriamo per il bene di tutti“.

Per approfondire:

COVID-19, l’esperienza del Campus Covid Center: Case Report del prof. Agrò su paziente 61enne di Bergamo

Fonte dell’articolo:

Agenzia Dire

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