Epatopatia: gli esami non invasivi per valutare la malattia epatica

Con il termine epatopatia cronica si indicano tutte quelle patologie infiammatorie croniche del fegato che possono determinare un’alterazione della struttura dell’organo, danneggiandone la funzionalità fino al completo malfunzionamento

Le cause della malattia epatica

Le cause più comuni di malattia cronica del fegato sono:

  • infezione virale;
  • abuso di alcol;
  • sindrome metabolica determinata, a sua volta, dalla presenza di sovrappeso, dislipidemia, diabete mellito, ipertensione arteriosa;
  • malattie autoimmuni;
  • uso di alcuni farmaci o sostanze epatotossiche.

Dalla sofferenza cronica alla fibrosi epatica: gli stadi 

La sofferenza cronica del fegato nel tempo si evolve in fibrosi epatica, che si realizza quando il fegato cerca di riparare e sostituire le cellule danneggiate con tessuto cicatriziale.

Questo avviene in 4 stadi progressivi:

  • lieve (grado 1): la fibrosi è limitata alla zona della vena porta;
  • moderato (grado 2): la fibrosi comincia ad estendersi creando dei noduli cicatriziali;
  • medio (grado 3): la fibrosi arriva fino al centro dell’organo;
  • severo (grado 4): il fegato è permanentemente danneggiato e il tessuto cicatriziale ne impedisce il corretto funzionamento. A questo grado si parla di cirrosi epatica.

Le tecniche diagnostiche per valutare la fibrosi: dalla biopsia ai nuovi ecografi shear -wave

Mentre in passato per valutare il grado di fibrosi epatica si utilizzavano tecniche invasive, come la biopsia del fegato, oggi sono a disposizione degli esami non invasivi che permettono di valutare l’elasticità del fegato che correla con il grado di fibrosi.

Si tratta di esami ecografici che utilizzano ultrasuoni, non invasivi, ripetibili, privi di effetti collaterali, facilmente eseguibili in ambulatorio.

Tra questi quello più utilizzato è l’elastografia epatica transiente, meglio nota come Fibroscan, un macchinario dedicato, che ha sostituito in pieno la biopsia epatica e che è in grado di valutare la presenza della cirrosi epatica.

Questo esame diagnostico non invasivo è utile al medico per decidere se trattare il paziente e come monitorare l’andamento della malattia.

Patologia epatica: l’elastografia shear-wave 

Oggi, accanto al Fibroscan, sono state sviluppate e ampiamente validate altre tecniche elastografiche ARFI come l’elastografia shear-wave.

Si tratta di una tecnologia di ultima generazione che utilizza la diffusione acustica degli ultrasuoni all’interno del tessuto.

Nello specifico, questi ultrasuoni si diffondono nel tessuto in maniera diversa in base alla resistenza che incontrano e consentono quindi di valutare l’elasticità del fegato che si correla con il grado di fibrosi nel fegato.

Questa metodologia innovativa è integrata all’interno di un ecografo di ultima generazione.

Questo permette di eseguire nella stessa seduta e con il medesimo macchinario:

  • l’ecografia epatica B-mode;
  • lo studio EcocolorDoppler del fegato e del sistema portale;
  • e la determinazione numerica della stiffness epatica (durezza del fegato).

Come prepararsi prima dell’ecografia  

Trattandosi di una comune ecografia non necessita di una preparazione specifica se non di un digiuno di 8 ore.

Per il paziente sarà come eseguire una normale ecografia all’addome.

Per approfondire:

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Fonte dell’articolo:

GSD

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